Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha annunciato oggi il ripristino e l’ampliamento delle risorse economiche destinate a Transizione 5.0, il programma di incentivi per la digitalizzazione e l’efficientamento energetico delle imprese italiane. I fondi saliranno infatti a 1,5 miliardi di euro, 200 milioni in più rispetto a quanto precedentemente previsto.
IL TAVOLO AL MIMIT
L’annuncio di Urso, giunto durante un tavolo organizzato al ministero delle Imprese con le associazioni datoriali, dovrebbe permettere di ricucire lo strappo tra il governo di Giorgia Meloni e Confindustria. Il presidente dell’organizzazione, Emanuele Orsini, ha per l’appunto espresso il suo “apprezzamento per il fatto che in un contesto geopolitico così difficile e di instabilità si riconosca il sostegno alle imprese”.
L’ANTEFATTO: LO SCONTRO TRA CONFINDUSTRIA E GOVERNO SU TRANSIZIONE 5.0
I rapporti tra Confindustria e l’esecutivo si erano incrinati la settimana scorsa dopo l’approvazione di un decreto-legge fiscale che riduceva drasticamente gli incentivi di Transizione 5.0 per le cosiddette “aziende esodate”, portandoli da 1,3 miliardi a 537 milioni.
Riassumendo, con la legge di bilancio il governo aveva stanziato 1,3 miliardi per quelle imprese che non erano riuscite ad accedere alle risorse previste dal programma – crediti d’imposta, cioè sconti sulle tasse – prima della sua revisione. Il decreto di venerdì scorso, però, aveva più che dimezzato la cifra promessa, riducendola a 537 milioni.
“Avevamo avuto rassicurazioni dai ministri Giorgetti, Foti e Urso sul fatto che le cosiddette imprese ‘esodate’ del 5.0 con progetti congrui avrebbero avuto accesso all’agevolazione secondo le condizioni previste nel Piano, la cui conclusione era fissata al 31 dicembre 2025”, aveva dichiarato Confindustria. “Il fatto di non poter fare affidamento sulle norme e sulle dichiarazioni del governo mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle misure di incentivo e scoraggia chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia”.
In risposta, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva motivato il taglio delle risorse spiegando che “avevamo una traiettoria, dei programmi di un certo tipo poi è successo un fatto al di fuori delle nostre possibilità [la guerra nel golfo Persico, ndr] che sostanzialmente induce a fare delle riflessioni rispetto a quello che dobbiamo fare, chi dobbiamo aiutare e chi dobbiamo incentivare. La vicenda del decreto legge, in particolare delle risorse stanziate per i cosiddetti esodati delle domande di Transizione 5.0, discende proprio da questo”.
CRISI RIENTRATA…
Con il tavolo al ministero delle Imprese, però, la crisi sembra essere rientrata.
Le “aziende esodate” di Transizione 5.0 – cioè quelle che avevano presentato richiesta di credito d’imposta per beni strumentali dal 7 al 27 novembre 2025, prima che le risorse terminassero – avranno accesso a 1,5 miliardi, più di quanto stanziato nella legge di bilancio. La cifra è molto vicina agli 1,6 miliardi a cui gli “esodati” avrebbero avuto diritto prima della “chiusura anticipata”, per così dire, di Transizione 5.0.
… MA DA DOVE ARRIVANO LE RISORSE?
Non è chiaro da dove arriveranno gli 1,5 miliardi, però. Il viceministro dell’Economia ha detto che provengono “dalle previsioni che avevamo fatto”, mentre il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti – più cupo – “da un po’ di sacrifici”.
TUTTI CONTENTI
L’esito della vicenda soddisfa Confindustria. Il presidente Orsini ha espresso il suo “apprezzamento per il tavolo e anche per il ministro Urso per la difesa dell’industria. Mantenere 1,3 miliardi con un’aggiunta di 200 milioni vuol dire portare dal 35% del decreto di venerdì al 90% e il 100% sui pannelli fotovoltaici. Questa era la via giusta perché comunque credo che così gli imprenditori continuano a fidare delle istituzioni”.
Similmente, il presidente di Confcommercio, Marco Barbieri, ha detto che il governo “ha rimesso al centro le imprese e le imprese possono godere di quanto effettivamente era stato loro promesso”. Anche per il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, quello al ministero delle Imprese “è stato un tavolo positivo”.





