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Conti e piani di Unicredit (che non russerà)

Unicredit

Che cosa emerge dalla trimestrale di Unicredit e che cosa ha detto Orcel (non solo sulla Russia). L’articolo di Emanuela Rossi

 

Primo trimestre in attivo per Unicredit che mette a segno un utile di 247 milioni. Escludendo la Russia, l’utile netto è pari a 1,2 miliardi di euro. E’ quanto emerge dalla trimestrale approvata dal consiglio d’amministrazione della banca, guidata dal ceo Andrea Orcel. Nel periodo in esame l’istituto ha ridotto l’esposizione verso il Paese oggetto di sanzioni da parte dell’Ue per 2 miliardi e ha conseguito rettifiche per circa 1,3 miliardi. Occorre anche dire che il risultato ottenuto dalla banca è sotto il consensus degli analisti che si attendevano un utile di 413 milioni. Nel primo trimestre del 2021 l’utile netto era stato pari a 887 milioni.

UNICREDIT: RICAVI, COSTI E QUALITA’ DELL’ATTIVO

Passando ai ricavi, quelli totali sono stati pari a 4,8 miliardi, in rialzo del 12

per cento rispetto all’ultimo trimestre del 2021 e del 5,5 per cento su base annua, trainati da maggiori commissioni e margine d’interesse. I ricavi netti invece raggiungono quota 4,7 miliardi, con un incremento del 7,9 per cento su anno a seguito delle rettifiche su crediti prossime allo zero in questo trimestre e a una solida crescita a basso assorbimento di capitale ed elevata redditività aggiustata per il rischio su tutte le aree geografiche.

Il margine di interesse si attesta a 2,2 miliardi (+2 per cento trimestre su trimestre) tenendo conto di poste straordinarie e dell’effetto giorni. Le commissioni sono pari a 1,8 miliardi in aumento del 9 per cento trimestre su trimestre e dell’8 per cento anno su anno.

Sul fronte dei costi, nel primo trimestre del 2022 calano del 5 per cento su trimestre a 2,3 miliardi e del 3 per cento su anno. “La disciplina e la costante attenzione all’efficienza dei costi all’interno del Gruppo – spiega la nota che accompagna la trimestrale – hanno portato a un rapporto costi/ricavi del 47,8 per cento nel trimestre”.

CREDITI DETERIORATI, POSIZIONE PATRIMONIALE E DIVIDENDI

Per quanto riguarda la qualità dell’attivo, il rapporto tra esposizioni deteriorate lorde e totale crediti lordi di gruppo è pari al 3,5 per cento mentre il rapporto tra esposizioni deteriorate nette e totale crediti netti è pari all’1,6 per cento. Il costo del rischio risulta di 5 punti base, “frutto dello storico approccio prudenziale sulla classificazione e sugli accantonamenti” si legge nella nota

Solida la posizione patrimoniale con Cet1 ratio al 14,0 per cento nel trimestre includendo il riacquisto di azioni proprie per 1,6 miliardi relativo al 2021, maturazione di dividendi per 0,4 miliardi nel primo trimestre e l’impatto

delle rettifiche su crediti. Sullo stacco della cedola Unicredit conferma l’intenzione di voler distribuire anche la restante parte di 1 miliardo, subordinata alla performance della Russia.

Durante l’ultima assemblea dei soci, l’8 aprile scorso, è stata approvata una distribuzione complessiva di 3,75 miliardi, ovvero l’1,2 miliardi di dividendi in contanti già distribuiti più 2,6 miliardi sotto forma di riacquisto di azioni proprie.

ORCEL (UNICREDIT): PUNTIAMO A REALIZZARE I TARGET DEL PIANO STRATEGICO 2022-2024

Archiviato il primo trimestre, Unicredit guarda avanti con fiducia anche considerando la difficile uscita dalla Russia. Questa la sostanza delle parole dell’amministratore delegato, Andrea Orcel, in parte riportate nella nota che accompagna la trimestrale e in parte pronunciate durante la conference call con le agenzie di stampa. “I primi mesi del 2022 sono stati contraddistinti da un’estrema incertezza geopolitica e macroeconomica”, si legge nella nota, ma

siamo “fiduciosi riguardo le nostre capacità di realizzare il Piano Strategico 2022-24 e di continuare a supportare le nostre comunità, i nostri clienti e il sistema finanziario durante questo periodo turbolento”.

Secondo quanto riferisce l’Ansa, durante la call Orcel è tornato sull’argomento: “Continueremo a eseguire il nostro Piano che prevede una crescita organica e siamo focalizzati nel raggiungere i target”. E ancora: “Capisco che è eccitante parlare di M&A ma siamo al momento concentrati sugli obiettivi del piano strategico” e “nel cercare soluzioni alla questione russa”.

ORCEL: USCITA DALLA RUSSIA? E’ COMPLICATA

Proprio riguardo alla posizione di Unicredit nei confronti della Russia, il banchiere ha chiarito che l’uscita dal Paese “è complicata, stiamo esaminando le soluzioni” e di sicuro l’istituto darà notizie in merito “quando le cose saranno eseguite non mentre sono in divenire”. Secondo le “valutazioni più recenti, nello scenario più estremo la perdita sulla Russia è di 5,2 miliardi” ha aggiunto Orcel spiegando che “la riduzione dell’esposizione” tra gennaio e marzo, per “circa 2 miliardi, a costi minimi”, è avvenuta “in parte tramite lo scambio di asset con controparti russe non soggette a sanzioni ma, su questo fronte, ci sono ormai sempre meno opportunità, in quanto sempre più controparti sono sanzionate”.

ORCEL: ACQUISIZIONI SOLO SE PORTERANNO VALORE AGGIUNTO

Durante la call con le agenzie, prosegue l’Ansa, Orcel è tornato pure sulla questione M&A, in merito alla quale la posizione di Unicredit “non è cambiata”. Le fusioni e le acquisizioni, ha chiarito l’ad, devono essere “un acceleratore della nostra strategia e faremo operazioni di questo tipo se porteranno valore aggiunto, nel migliore interesse degli azionisti”.

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