Economia

Unicredit, Intesa Sanpaolo, Popolare Bari e non solo. Parte il risiko bancario?

di

mustire

Gli scenari su Unicredit-Commerzbank, il progetto delle Popolari a partire dalla Popolare di Bari e non solo. Ecco progetti e indiscrezioni sul risiko bancario prossimo venturo con alcuni rumors sui sindacati del settore

 

Il fallimento delle nozze tedesche tra Deutsche Bank e Commerzbank potrebbe dare il via a un risiko bancario destinato ad avere effetti assai significativi dentro i confini italiani.

Mettiamoci in pista pure noi di StartMag che siamo seguiti, di solito, con le nostre cronache bancarie da una audience medio di 50.000 lettori.

Il flop della Germania potrebbe trasformarsi in una inattesa benzina per l’Italia. I motori del risiko bancario made in Italy sono accesi da un po’, ma le macchine sono ferme ai box. Ferme in attesa del semaforo. A sorpresa, la luce verde potrebbe accenderla Berlino.

INTESA E UNICREDIT PRONTE

In pole position c’è Unicredit che – nonostante il no comment di rito appena comunicato alle agenzie di stampa – potrebbe dare l’assalto a Commerzbank, con buona pace dei tedeschi. A quel punto, affiancata in prima fila, metterebbe il piede sull’acceleratore anche Intesa Sanpaolo, storica rivale del colosso di Piazza Gae Aulenti che vuole mantenere il primato dentro i nostri confini.

SI SCALDANO LE POPOLARI

Oltre ai big del credito, si muoverebbero anche player minori, specie nelle scuderie delle popolari. Ci sono alcune realtà medie che vorrebbero trovare una forma di aggregazione. La Banca d’Italia studia il progetto da alcuni mesi, ma fatica a trovare la quadra. Servirebbe – come ha ricordato stamattina su Milano Finanza l’ex braccio destro del governatore Antonio Fazio, Angelo De Mattia – un incentivo fiscale su misura. Il governo potrebbe raccogliere l’invito e farebbe un piacere soprattutto ai vertici di Bankitalia. Qualche scheletro nell’armadio, a Palazzo Koch, c’è, specie fra quanti – negli scorsi anni – hanno avallato, sulla Popolare di Bari, scelte che si sono rivelate poco efficaci. Il Tesoro starebbe affinando la misura anche per evitare l’ennesima tirata d’orecchie della Commissione europea: il precedente fresco fresco sul decreto rimborsi – il cui ritardo sta infastidendo tanti addetti ai lavori – suggerisce la massima prudenza quando in ballo ci sono norme che potrebbero essere considerate aiuti di Stato.

LE MOSSE DEI SINDACATI: COLOMBANI CRESCE IN FIRST CISL

Uno scenario complesso e in rapido mutamento – quello dell’industria bancaria tricolore – tenuto sotto osservazione dai sindacati di categoria. In First Cisl – seconda sigla dopo la Fabi – si registra la progressiva crescita di Riccardo Colombani. Catapultato sulla poltrona di segretario generale al posto di Giulio Romani, Colombani, stando a voci di corridoio, sta progressivamente entrando nel ruolo e conquistando spazio in casa First. Colombani è una persona per bene, uno studioso, per certi versi assomiglia molto al più grande segretario generale che ha avuto la First Cisl, Giuseppe Gallo.

MANOVRE (E MAL DI PANCIA) IN CASA FISAC CGIL

Movimenti anche dalle parti della Fisac Cgil: pochi giorni fa si è riunito a Roma il coordinamento di Intesa Sanpaolo. Durante l’incontro riservato, sembrerebbe che i dirigenti Fisac abbiano preso le distanze dal contratto ibrido (metà dipendente e metà consulente a partita Iva) che Ca de’ Sass ha ottenuto con un accordo di gruppo negli scorsi anni. Il tema è scottante e in tanti, dentro la Fisac, vogliono stanare il segretario generale Giuliano Calcagni per sapere – definitivamente – cosa ne pensa. Il punto è questo: se Calcagni vuole estendere il contratto ibrido al contratto nazionale allora vuol dire che, di fatto, vuole la morte della categoria, si bisbiglia in casa cigiellina.

Frattanto, in Fisac Cgil, cresce l’avvocato Francesca Carnoso. Nominata responsabile nazionale del dipartimento giuridico dallo stesso Calcagni, ha ottenuto alcuni incarichi a livello dei gruppi “in nome e per conto della segreteria nazionale”. Non solo. Qualcuno la considera prossima alla nomina nel consiglio di amministrazione di Previbank e addirittura vicina all’ingresso nella segreteria nazionale in quanto vicinissima al segretario generale. Una prospettiva che in casa Fisac ha suscitato qualche malumore. Mal di pancia che si affiancano a un interrogativo, relativo al posizionamento politico della sigla: la Fisac si sta forse spostando al centro? Il dubbio è emerso, fra gli addetti ai lavori, che hanno letto la bozza del programma di un evento in calendario il prossimo 13 maggio. Al convegno “Sovranità e diritti”, infatti, non parteciperà nessun rappresentante della sinistra, mentre ci saranno tanti esponenti riconducibili all’ex Democrazia cristiana.

DIAMANTI, I RIMBORSI DI BANCO BPM

Dai dolori di pancia ai gioielli. Fra i sindacati è accolta positivamente la probabile decisione del Banco Bpm di rimborsare a tappeto tutti i clienti finiti intrappolati nella vicenda “diamanti”. Il gruppo guidato dall’amministratore delegato, Giuseppe Castagna, si allineerebbe così alla posizione di Intesa Sanpaolo, Unicredit e Monte dei paschi di Siena.

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