Economia

Popolare Vicenza e Veneto Banca, tutte le novità per i danneggiati

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Popolare vicenza

Che cosa prevede il decreto Crescita per i cosiddetti truffati dalle banche in risoluzione come Popolare Vicenza e Veneto Banca

 

Per accontentare tutte le associazioni, comprese le uniche due che non avevano sottoscritto l’accordo di Palazzo Chigi, sarà ampliata la platea dei destinatari dei rimborsi automatici. Una delle due soglie necessarie per ottenerli, quella del patrimonio mobiliare, salirà infatti da 100.000 a 200.000 euro, ma solo “subordinatamente all’approvazione da parte della commissione europea”. Gli indennizzi non arriveranno prima di fine anno: per attivare il Fondo serviranno ancora due decreti attuativi del Mef e solo da allora partirà una finestra di sei mesi per presentare le domande. Anche nella migliore delle ipotesi non si partirà quindi prima di novembre.

E’ quello che prevede la parte del decreto Crescita dedicata alla questione dei rimborsi ai cosiddetti truffati delle banche andate in risoluzione come Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

I DETTAGLI SULLA NORMA PER I DANNEGGIATI DA POPOLARE VICENZA E VENETO BANCA

A poter contare sui rimborsi del Fondo di indennizzo da 1,5 miliardi saranno anche “i successori mortis causa dei risparmiatori ed i loro familiari quali il coniuge, il soggetto legato da unione civile, il convivente more uxorio o di fatto, i parenti entro il secondo grado, in possesso di strumenti finanziari” delle banche fallite “a seguito di trasferimento per atto tra vivi”. E’ uno dei chiarimenti contenuto nella norma sui rimborsi inserita nell’ultima bozza del decreto crescita.

CHE COSA DICE LA RELAZIONE ILLUSTRATIVA

“L’inclusione dei soli familiari in questo ambito – si legge nella relazione illustrativa alla norma – è coerente con il carattere personale dell’indennizzo, ed è volta a evitare il rischio di condotte predatorie od operazioni speculative, a danno dei risparmiatori cedenti, da parte di soggetti terzi potenziali ‘aventi causa’ dai risparmiatori”.

IL COMMENTO DI BITONCI DELLA LEGA

Per i risparmiatori truffati dalle banche ha vinto la linea della Lega di Matteo Salvini, quella dei fatti e non delle parole, che ha permesso di superare i rilievi mossi dalla Ue consentendo il rimborso diretto a circa il 90% della platea interessata”. Così il sottosegretario all’Economia e Finanze, Massimo Bitonci, commentando l’art. 36 del decreto crescita. “La norma inserita nel decreto crescita – spiega Bitonci – corregge le criticità della norma primaria contenuta in legge di bilancio. Il doppio binario, con un rimborso diretto per una platea molto ampia, pari al 90% degli interessati, ed il rinvio per tutti gli altri alle verifiche da parte di una Commissione ad hoc, anche attraverso la preventiva tipizzazione delle violazioni massive, che non vuol dire assolutamente arbitrato su ogni singola domanda, è stato il frutto di un accurato lavoro di mediazione da parte della Lega tra il Mef, la UE, le associazioni rappresentative degli azionisti e obbligazionisti truffati ed i colleghi di governo”.

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