Economia

Tutti i trambusti (italiani) in Unicredit

di

mustire

Che cosa succede in casa di Unicredit guidata da Jean-Pierre Mustier? Fatti, nomi e rumors

 

Ci sarebbe una defezione importante a piazza Gae Aulenti. Stando a indiscrezioni raccolte da Radiocor, sarebbe in procinto di lasciare Unicredit Giovanni Ronca, responsabile corporate per l’Italia della banca. Motivo? Contrasti con i vertici del gruppo a poche settimane dal riassetto manageriale voluto dall’amministratore delegato Jean-Pierre Mustier.

Una riorganizzazione che è stata preparata in vista del nuovo piano industriale che sarà presentato a Londra il prossimo 3 dicembre. Nessun commento ai rumors di Radiocor da parte dell’istituto di credito, come riferisce oggi Il Sole 24 Ore.

LA PROBABILE USCITA DI RONCA

Ronca è tornato in Italia a luglio 2016 – lasciando la filiale di New York – chiamato dal banchiere francese per guidare le attività corporate in Italia insieme al responsabile delle attività retail italiane, Andrea Casini, confermando il metodo Mustier della diarchia nelle varie attività per evitare che si concentri troppo potere in due sole mani. Le scelte ai vertici fatte dall’ad il mese scorso, queste le critiche che circolano sempre secondo Radiocor, non avrebbero però valorizzato Ronca che avrebbe deciso questo passo.

LA RIORGANIZZAZIONE IN VISTA DEL NUOVO PIANO INDUSTRIALE

La nuova struttura organizzativa, come ha avvertito lo stesso Mustier, è necessaria a far partire il nuovo piano industriale 2020-2023 con un team già rodato in modo da attuarlo sin dall’avvio. In particolare, scomparirà la figura del direttore generale visto che Giovanni Franco Papa, in uscita, non sarà sostituito. Sempre secondo il nuovo assetto, accanto all’area Cee – Central Eastern Europe – sarà creata un’area We – Western Europe – in cui saranno comprese le attività di Germania, Austria e Italia. E proprio il fatto che a capo del Commercial Banking per l’Europa Occidentale siano stati messi Francesco Giordano e Olivier Khayat – a diretto riporto dell’amministratore delegato – ignorando gli attuali capi del retail italiano avrebbe provocato la reazione di Ronca e la sua decisione di lasciare il gruppo.

L’ASSEMBLEA DI APRILE

Intanto il prossimo appuntamento per Unicredit è fissato all’11 aprile quando si terrà l’assemblea degli azionisti che, secondo il “Corriere della sera”, sarà rilevante per “fissare il punto della navigazione”.

IL RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE E LE NOZZE SALTATE CON SOCIETE GENERALE

Finora le cifre, come ricorda il quotidiano diretto da Luciano Fontana, sembrano dare ragione all’amministratore delegato che dal suo arrivo a piazza Gae Aulenti ha realizzato la più grande operazione di rafforzamento patrimoniale mai effettuata in Europa e pari a 20 miliardi, di cui 13 raccolti sul mercato con un aumento di capitale monstre. Gli altri 7, invece, sono stati ottenuti dalla vendita di alcuni gioielli di famiglia primo fra tutti il risparmio gestito finito nelle mani di Crédit Agricole. Un disegno che non si è completato ma che nelle intenzioni probabilmente prevedeva pure le nozze con Société Générale così da creare la prima grande banca paneuropea (qui e qui le ricostruzioni di Start Magazine). Anzi, a metà 2017 Unicredit ha dovuto pure cedere l’istituto polacco Bank Pekao.

I NUMERI DELLA CURA MUSTIER

Sempre stando ai numeri, se il 2016 si è chiuso con una perdita a bilancio di 11,79 miliardi – rosso su cui gravò la cessione di una certa mole di Npl – il 2018 ha visto un utile netto di 3,852 miliardi e il 2017 un utile netto di 3,578 miliardi. Nel frattempo, però, occorre puntare allo sviluppo: il titolo in Borsa nell’ultimo anno ha perso circa il 30% del suo valore e ora è intorno a 11,50 euro che significa una capitalizzazione di 25,4 miliardi.

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