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Tutti i prossimi affari di Leonardo, Enel, Ferrovie e Fincantieri in India

Da Enel a Italferr, da Tecnimont a Sparkle, fino alle big della difesa Leonardo e Fincantieri: ecco le aziende che beneficeranno del partnerariato strategico e del rafforzamento delle relazioni economiche tra Italia e India

 

I primi ministri Meloni e Modi hanno rinsaldato i rapporti diplomatici ed economici tra Italia e India, partendo dall’annuncio di una nuova intesa in materia di difesa.

“Quest’anno India e Italia celebrano il 75esimo anniversario delle loro relazioni bilaterali. Abbiamo deciso di dare un impulso alla partnership e vogliamo lavorare per rafforzare ulteriormente le nostre relazioni economiche. Ci sono tantissime opportunità per gli investimenti in India”, ha dichiarato il premier Modi dopo l’incontro con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha scelto Nuova Delhi per la prima visita in Asia.

Sembra dunque ufficialmente archiviato il decennio di rapporti gelidi dopo il caso dei marò e lo scandalo AgustaWestland, che aveva provocato la sospensione dei contratti di Finmeccanica (poi divenuta Leonardo). Dal 2014 Leonardo era stata estromessa dal paese a causa di questo caso giudiziario. Ma nel novembre 2021, il ministero della Difesa indiano ha revocato il divieto alla società di difesa italiana. E ora sembra tutta acqua passata per le rinnovate relazioni tra Italia e India.

“Oggi diventano quelle fra due Stati amici, che si promettono collaborazione scientifica, universitaria, industriale, nella ricerca d’avanguardia, nel settore delicatissimo della difesa: le aziende italiane presenti in India sono 600, il loro numero e il loro fatturato può espandersi in modo consistente, mentre si arriva addirittura a programmare esercitazioni militari congiunte fra i due eserciti, un programma imperniato sulla richiesta indiana di «addestrare» i loro corpi scelti”, sottolinea il Corriere della sera.

Si delineano così grandi opportunità in India, quinta economia del mondo, per le aziende nazionali del comparto difesa, da Leonardo a Fincantieri fino a Elettronica. Ma non solo per loro. Ieri, oltre all’incontro a New Delhi tra Giorgia Meloni e Narendra Modi, Antonio Tajani, vice presidente del Consiglio dei Ministri e ministro degli Affari Esteri, ha presieduto il Business Forum delle principali aziende italiane in India.

Tutti i dettagli.

CRESCE L’INTERSCAMBIO TRA ITALIA E INDIA…

In occasione, della tavola rotonda d’affari India-Italia, il ministro Tajani ha sottolineato come la visita del Presidente del Consiglio Meloni sia una chiara conferma della volontà del Governo italiano di rafforzare la cooperazione bilaterale con l’India, rilanciando in particolare il partenariato strategico – a 360 gradi – nel settore privato.

Sia Meloni sia Tajani nei loro interventi hanno posto l’accento sull’interscambio commerciale che ha raggiunto il livello record di 15 miliardi di Euro nel 2022. Inoltre, il titolare della Farnesina ha sottolineato come oltre 600 imprese italiane hanno stabilito la loro presenza nel paese asiatico, in particolare nei distretti industriali di Delhi e di Mumbai/Pune.

…COSÌ COME LE OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE ITALIANE NELLA QUINTA ECONOMIA DEL MONDO

In vista dell’incontro tra Meloni e Modi, la stampa indiana aveva rivelato che erano in corso i lavori preparatori per siglare o almeno annunciare un accordo sulla difesa.

Già la scorsa settimana il ministro della Difesa indiano Rajnath Singh ha avuto colloqui con il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego Di Cremnago (in rappresentanza del Ministro della Difesa Guido Crosetto) a Bengaluru a margine di Aero India, salone biennale ospitato a Bangalore, la prima visita del genere da diversi anni. Perego ha anche incontrato il capo di stato maggiore della difesa, generale Anil Chauhan, con il quale ha discusso della collaborazione nei settori della guerra aerea, subacquea e elettronica.

Ora si attende la visita del ministro della Difesa Guido Crosetto, che insieme al suo omologo indiano, darà maggiore contenuto al memorandum siglato ieri. Dall’accordo si attendono accordi sia per Leonardo, ma anch per Fincantieri ed Elettronica. Sebbene i legami bilaterali abbiano risentito dallo scandalo AgustaWestland, l’Italia è coinvolta nell’industria della difesa indiana tramite il colosso navale Fincantieri, il fornitore di know-how per l’aggiornamento tecnologico e il potenziamento delle capacità per la prima portaerei costruita in India, l’INS Vikrant, commissionato nel settembre 2022.

ITALFERR, LEONARDO, SPARKLE, MARELLI E FINCANTIERI AL BUSINESS FORUM IN INDIA

Ma oltre alla rilevanza del settore difesa, dalla rinnovata sinergia nei rapporti economici italo-indiani beneficeranno anche altre aziende di punta nei settori della sicurezza, energia e trasporti che attendono i progetti di investimento.

Come confermato dalle presenze registrate al Business Forum Italia-India presieduto dal ministro Tajani e dal ministro del Commercio e dell’Industria indiano Shri Piyush Goyal. Oltre all’ad di Leonardo International, Pasquale Di Bartolomeo e all’ad di Fincantieri Cina Fabrizio Ferri, sono intervenuti il presidente di Tecnimont India, Gianni Bardazzi, il direttore di Enel Grids, Antonio Cammisecra, i fratelli Matteo e Michele Colaninno del Gruppo Piaggio, l’ad di Italferr (gruppo Ferrovie) Andrea Nardinocchi, il direttore Operativo di India, Asia e Pacifico di Stellantis, Carl Smiley, il presidente di Marelli India e della divisione Electronic Systems del Gruppo Marelli, Ravi Tallapragada e il presidente di Simest, Pasquale Salzano.

Da evidenziare anche la presenza dell’ad di Sparkle, Enrico Maria Bagnasco, dal momento che la controllata del gruppo Tim che opera nel settore strategico dei cavi sottomarini per le tlc, sta realizzando Blue & Raman Submarine Cable Systems. In particolare Blue System collegherà Italia, Francia, Grecia e Israele e Raman System Giordania, Arabia Saudita, Gibuti, Oman e India appunto.

Proprio il primo marzo Sparkle ha avviato la posa a Genova di BlueMed che fa parte del più ampio progetto Blue Submarine Cable System. Il cavo sottomarino collegherà l’Italia con la Francia, la Grecia e Israele, con varie diramazioni nel mar Mediterraneo.

GLI ACCORDI SOTTOSCRITTI DA ENEL

Infine, “altro capitolo sensibile è la transizione energetica, su cui nel 2021 è stato avviato un partenariato strategico bilaterale: l’obiettivo indiano è produrre entro il 2030 500 gigawatt da rinnovabili. Si può consolidare il posizionamento di Enel Green Power, Snam e Maire Tecnimont”, evidenzia il Sole 24 Ore.

E proprio Enel, tramite la sua consociata Gridspertise, ha firmato due memorandum d’intesa (MoU) con Tata Power Delhi Distribution Limited (joint venture tra Tata Power e il governo del Territorio Nazionale della Capitale di Delhi) per favorire l’accelerazione della trasformazione digitale delle reti di distribuzione elettrica in India.

La firma dei memorandum è stata annunciata da Antonio Cammisecra, direttore di Enel Grids, in occasione della Business Roundtable tra India e Italia che ha commentato: “Gli accordi sono frutto di anni di stretta collaborazione tra Enel e le principali organizzazioni indiane del settore energetico”.

Uno degli accordi mira ad accelerare la digitalizzazione e l’automazione delle cabine secondarie e vede Tata Power-DDL aderire al programma internazionale di co-creazione del QEd – Quantum Edge device, un dispositivo proprietario di Gridspertise. Il secondo accordo è finalizzato invece a implementare la più recente tecnologia dei contatori di Gridspertise in un progetto pilota nella rete di Tata Power-DDL, nella quale la nuova tecnologia ibrida a doppio canale di comunicazione dei contatori sarà testata e valutata in condizioni reali sul campo.

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