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Tutte le novità ai vertici di Bnl

Gli spostamenti nel top management di Bnl. Il commento di Vigliotti (Unisin). I conti della banca del gruppo francese Bnp Paribas. E le parole del capo azienda Goitini.

Novità nel top management di Bnl, la banca italiana del gruppo francese Bnp Paribas.

Dopo il vice direttore generale Gianfilippo Pandolfini, lascia Bnl anche Marco Tarantola, attuale direttore generale che diventerà amministratore delegato di Findomestic. A comunicarlo, con una nota a dir poco schietta, è Tommaso Vigliotti, segretario nazionale Unisin e segretario responsabile Unisin Bnl.

Insomma, in Bnl si punta a un rinnovamento di quelli che per anni sono stati i vertici della banca, ora guidata dall’amministratore delegato Elena Goitini (nella foto).

CHI È MARCO TARANTOLA DI BNL

Marco Tarantola, palermitano, classe 1972, ingegnere, ha lavorato dal 1997 in ExxonMobil e poi dal 2001 in McKinsey & Co. Nel 2006 ha ricoperto il ruolo di responsabile dello Sviluppo Commerciale Retail & Private in Banca di Roma (Gruppo Capitalia) e nel 2008 è entrato in Bnl Bnp Paribas, di cui è stato dal 2012 al 2021 vice direttore generale e da gennaio 2022 direttore generale. Dal 20202 membro del Consiglio dell’Abi, è stato anche – tra l’altro – consigliere d’amministrazione di Bancomat spa dal 2017 al 2020, membro del Consiglio Direttivo di Federconfidi – Confindustria dal 2013 al 2017 e membro del Global Wealth Management Committee Bnp Paribas dal 2011 al 2019.

“Sono orgoglioso di far parte del Gruppo BNP Paribas dal 2008 e di poter contribuire a realizzare, giorno per giorno, una banca sempre più vicina ai Clienti, capace di interpretare il cambiamento, per offrire un servizio utile, concreto, innovativo – si legge sul suo profilo LinkedIn -. Questo grazie al lavoro, alla passione e alla competenza della squadra di Colleghe e Colleghi di BNL con cui affrontiamo le sfide dei mercati, delle tecnologie e in genere di un’industria, quella bancaria, in forte e continua trasformazione”.

IL NUOVO MODELLO COMMERCIALE E DISTRIBUTIVO

Tarantola era diventato direttore generale a metà febbraio 2022 quando era stato presentato il nuovo modello commerciale e distributivo di Bnl, nato – come scritto in una nota dell’istituto – “con l’obiettivo di interagire con le nuove attese dei clienti e con l’evoluzione delle loro abitudini e diversi stili di vita”. Ecco dunque cinque nuove Direzioni Territoriali con i mercati Retail, Private, SME e Corporate, Pubblica Amministrazione, e la  Direzione Direct, “un modello di servizio snello dedicato a quei clienti più ‘autonomi’ che preferiscano interagire in modalità digitale con la Banca”. A Tarantola veniva affidata la responsabilità delle sei nuove Direzioni, del Client Service Center; inoltre conservava il presidio sulla Divisione Retail, sulla Rete di consulenza finanziaria Life Banker e sulle società Artigiancassa e Financit.

L’ADDIO DEL DG TARANTOLA

“Un altro pezzo da 90 di Bnl libera finalmente l’azienda dalla sua ingombrante presenza”, commenta in una nota il sindacalista Vigliotti, che richiama alla memoria il fatto che già il 5 ottobre 2021 – “quando, in occasione del primo incontro relativo alla procedura di riorganizzazione di Bnl derivante dal piano industriale 2022-25, che prevedeva le cessioni di 800 colleghi con pseudo-rami” – aveva chiesto le dimissioni degli allora chief operating officer (ossia direttore generale) e vicedirettore generale, ovvero proprio Tarantola e Pandolfini, in precedenza per dieci anni chief operating officer e dal 2014 al 2018 chief executive officer, sempre nel gruppo.

Dopo gli “sfavillanti risultati” in Bnl, prosegue Vigliotti, Tarantola “dal prossimo 1° febbraio andrà a portare le sue esperienze e competenze in quel gioiello del gruppo che è Findomestic, che già quest’anno sta vivendo una flessione inattesa e alla quale, evidentemente, con il nuovo ad (ruolo che Tarantola andrà a ricoprire), si vuole imprimere una svolta”.

Per il dirigente sindacale di Unisin, “la preoccupazione per il futuro di Findomestic è alta e rassicuriamo i colleghi che ci adopereremo per gestire le ricadute di questo approdo”. Nel frattempo “vediamo se le sorti della nostra banca, ora che si è liberata di loro, saranno migliori”

LE ULTIME DAL MONDO BNL

A livello sindacale occorre ricordare che gli oltre 150 dipendenti ceduti a Capgemini durante la riorganizzazione della banca hanno vinto in primo grado la causa per la cessione di ramo dichiarata illegittima e che ora la Bnl si accinge a rinnovarne il distacco a Capgemini, stavolta facendo ricorso anche al contratto di rete per rendere più flessibile la gestione del personale in distacco. Anche gli oltre 350 lavoratori ceduti ad Accenture che hanno presentato ricorso sono in attesa delle prime sentenze, mentre Accenture stessa sta cercando di convincere i ricorrenti attraverso offerte ai colleghi meno anziani e con una procedura di apertura del fondo di solidarietà per un centinaio di prepensionamenti.

Intanto è di pochi giorni fa la notizia che la Banca d’Italia ha incluso per la prima volta Bnl nell’elenco delle banche a rilevanza sistemica nazionale, alle quali è richiesto un buffer e una riserva di capitale. Insieme a Bnl sono entrate nel gruppo per il 2024 anche Bper, Mediobanca e Iccrea, che si sono andate ad aggiungere a Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm.

Da segnalare pure che, nell’ambito del rinnovo del contratto dei bancari, l’amministratore delegato di Bnl, Elena Goitini, ha messo l’accento non sulla richiesta di aumento (435 euro) ma sulla “capacità di lavorare su strumenti che ci permettano di essere più flessibili in maniera tale da essere più competitivi”. Secondo quanto riferito da Radiocor, a margine di un evento Goitini ha chiarito che la parte normativa del contratto “va monitorata in termini dinamici perché il dinamismo rende competitivo il settore”. “Abbiamo settori affini che ci fanno concorrenza e la capacità di riuscire a difendere la competitività del settore – ha aggiunto – passa anche attraverso la capacità di recuperare flessibilità, questo è uno snodo cruciale”.

Sul fronte dei conti, l’ultima trimestrale di Bnp Paribas ha evidenziato che Bnl ha chiuso il periodo con un margine di intermediazione in crescita dell’1,2% a 660 milioni di euro e un margine di interesse a +4,2%. Segno meno per le commissioni (-3%) e segno più invece per i costi operativi (+1,8%) e per il risultato lordo di gestione (+0,1%). Nei primi nove mesi del 2023, invece, il margine di intermediazione aumenta del 2,3% a quota 2,023 miliardi e il margine di interesse del 4,5%, grazie soprattutto al contesto di tassi e alla buona tenuta dei margini sui depositi. Infine, l’utile ante imposte sale di 387 milioni, +29,4%.

 

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