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Tutte le mosse anti Covid di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bper, Credem e non solo

Intesa Sanpaolo Idrogeno

Dall’inizio della diffusione massiccia del Covid-19, i gruppi bancari (da Intesa Sanpaolo a Unicredit, da Ubi Banca a Bper) sono intervenuti con fondi di sostegno a ospedali e strutture sanitarie. L’articolo di Emanuela Rossi

Non solo possibilità di interrompere o allungare la durata di mutui e prestiti per famiglie e imprese o finanziamenti per attività professionali in crisi a causa della pandemia. Dall’inizio della diffusione massiccia del Covid-19 e dell’emergenza sanitaria che ne è seguita i gruppi bancari sono intervenuti con fondi di sostegno a ospedali e strutture sanitarie sia per l’assistenza e la cura dei malati sia per la ricerca di un antidoto al virus. Vediamo i principali interventi.

INTESA SANPAOLO

L’ultima notizia risale a pochi giorni fa e riguarda la pubblicazione sulla rivista medica internazionales “Viruses” dello studio svolto su 59 nuovi genomi virali ottenuti in diverse regioni italiane, condotto dal Laboratorio di Malattie Infettive dell’Università Statale di Milano all’Ospedale Sacco con il supporto del Laboratorio di Intelligenza Artificiale di Intesa Sanpaolo Innovation Center, la società dedicata all’innovazione di Ca’ de Sass che da marzo scorso ha avviato una stretta collaborazione con i ricercatori del Sacco per il sequenziamento genomico e la mappatura geografica sul territorio nazionale del Sars-cov-2, agente della Covid-19.

In precedenza Intesa Sanpaolo ha donato 100 milioni al Sistema Sanitario Nazionale per fronteggiare l’emergenza: ne hanno beneficiato 16 strutture ospedaliere e 2 Covid Center in otto regioni italiane. In particolare, sono stati realizzati laboratori diagnostici specialistici e 36 reparti sanitari ex novo mentre altri sono stati riconvertiti per la gestione della pandemia. Sono stati acquistate oltre 1.900 apparecchiature medicali e diagnostiche tra cui ventilatori polmonari, caschi CPAP, respiratori, pompe per infusione, sistemi di nebulizzazione a freddo, monitor e umidificatori ad alto flusso, TAC, ecografi, reagenti necessari per la produzione di kit diagnostici, circa 21 milioni di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, tute e camici).

Il gruppo guidato da Carlo Messina ha anche organizzato una raccolta fondi (arrivata a quota 480mila euro) tramite la sua piattaforma For Funding per contribuire alla realizzazione dell’Ospedale da campo dell’Associazione Nazionale Alpini nella Fiera di Bergamo e che partiva dal contributo della banca di 350mila euro. Ad aprile, poi, Eurizon, la sgr del gruppo, ha donato 100mila euro all’ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano e all’ospedale Papa Giovanni XXII di Bergamo.

UNICREDIT

Unicredit lo scorso marzo ha lanciato una raccolta che ha ottenuto donazioni da più di 3.000 dipendenti, di cui oltre il 20% dall’estero. L’iniziativa, chiusa il 31 marzo, è stata a sostegno di tre degli ospedali italiani più coinvolti nella battaglia contro la pandemia e in due settimane ha messo insieme un totale di 1.228.700 euro, di cui 1 milione forniti da UniCredit Foundation. Dunque sono stati finanziati con 556.600 euro l’Ospedale Luigi Sacco di Milano, con 353.500 euro l’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e con 318.600 la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. Inoltre nel nostro Paese UniCredit Foundation insieme a UniCredit ha donato 2 milioni di euro alla Protezione civile per l’acquisto di mascherine, di materiali sanitari e di attrezzature mediche, e altri 200mila euro all’Ospedale Policlinico di Milano.

Ma non è finita qui perché il gruppo guidato da Jean Pierre Mustier ha concesso un finanziamento della durata di 72 mesi e pari a cinque milioni alla società italiana Reithera, grazie alle garanzie rilasciate dal Fondo centrale di garanzia di Mediocredito centrale. Risorse utilizzate per nuovi investimenti sul fronte della ricerca scientifica innovativa per individuare un vaccino contro il Covid-19.

UBI BANCA

Ubi Banca ha invece deciso di donare 5 milioni a istituti ospedalieri e centri di ricerca direttamente impegnati nelle iniziative di contenimento della diffusione del virus e nel sostegno ai malati e alle comunità toccate dall’epidemia. Tra questi il Policlinico S. Matteo di Pavia, INMI Lazzaro Spallanzani di Roma, il San Raffaele – Terapia Intensiva di Milano, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l’Ospedale di Varese e l’Ospedale di Seriate.

BPER

Si chiama “Uniti, oltre le attese” il progetto varato dalla Popolare per l’Emilia-Romagna. In totale tre milioni per finanziare scuola, ospedali e ricerca a superare la pandemia e i problemi ad essa legati. In particolare sono stati stanziati 230 mila euro per lo studio realizzato dal team del professore Andrea Cossarizza, immunologo dell’Università di Modena e Reggio Emilia, sull’esaurimento funzionale dei linfociti presenti nel sangue periferico che descrive il comportamento delle molecole e delle cellule responsabili della tempesta citochinica presente nei pazienti affetti da Coronavirus e con polmonite. Uno studio che di recente è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista di settore “Nature Communications” mentre un’altra scoperta scientifica del gruppo di Cossarizza ha trovato spazio sullo “European Journal of Immunology”: nel sangue periferico dei pazienti con polmonite da Covid-19 diminuiscono in modo significativo i linfociti B.

CREDEM

Donazione alla Protezione Civile da parte del Credito Emiliano tramite raccolta fondi avviata tra marzo e aprile scorso e a cui è stato possibile partecipare sia attraverso conti su altri istituti, sia attraverso versamenti da conti di banche del gruppo. L’istituto si è impegnato a raddoppiare l’importo complessivo proveniente da conti Credem fino a un milione di euro. Alle mascherine acquistate all’estero e messe a disposizione della Protezione civile, si sono aggiunti il finanziamento per il sostegno psicologico a medici, infermieri e familiari dei pazienti in terapia intensiva; ospitalità alberghiera a medici/infermieri che arrivano da altre sedi in supporto agli staff ospedalieri; ospitalità alberghiera a pazienti in difficoltà nei casi in cui al termine delle cure intensive non possano contare su condizioni adeguate per un rientro al proprio domicilio.

CREVAL

Anche per il Credito Valtellinese una raccolta fondi, lanciata su InsiemeDoniamo (la piattaforma di crowdfunding del gruppo) dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese a favore degli ospedali di “ASST Valtellina e Alto Lario”. Dopo un primo contributo diretto di 20mila euro da parte di oltre 1.200 donatori, si è raggiunta la cifra di 173.120 euro per acquistare dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari (mascherine, guanti, camici rinforzati, calzari di protezione, copricapi, visiere), saturimetri, termometri a raggi infrarossi e altre attrezzature specifiche per la cura dei pazienti (monitor multiparametrici, pompe a siringa caschi CPAP, umidificatori, ecografi palmari, apparecchi radiologici portatili e aspiratori).

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