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Tim: il forcing di Vivendi anti Gubitosi, la mossa di Kkr e il cda straordinario

Tim Highline

L’offerta del fondo americano Kkr, il forcing anti Gubitosi di Vivendi e non solo. Fatti, nomi e rumors su Tim

Redde rationem ai vertici di Tim?

E’ quello che si stanno chiedendo in queste ore nei palazzi della politica e della finanza sul futuro dell’amministratore delegato di Tim, Luigi Gubitosi.

Dopo il primo tentativo (fallito) da parte di Vivendi (primo azionista dell’ex Telecom Italia) di sfiduciare di fatto il capo azienda che fu nominato quando era il fondo americano Elliott a essere il dominus del gruppo di tlc, ora i francesi avrebbero fatto convergere sulle loro posizioni gran parte dei membri del consiglio di amministrazione,

Infatti il presidente di Tim, Salvatore Rossi, ha convocato un consiglio di amministrazione del gruppo telefonico per venerdì 26 novembre dopo che undici consiglieri hanno firmato “una lettera dai toni aspri, dove si parla di sfiducia e richiesta” chiedendo “con urgenza” un cda straordinario “per discutere di governance e dello stato di esecuzione dei conti aziendali”, ha svelato oggi il quotidiano Repubblica, mentre l’azienda non commenta.

La lettera a Rossi è stata firmata da tutti i consiglieri ad eccezione dello stesso presidente, di Gubitosi, dell’indipendente Paola Bonomi e del presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini. Evidentemente la Cassa depositi e prestiti (controllata dal ministero dell’Economia), socio di Tim con il 9,81%, attende di presentare prima il nuovo piano industriale che sarà illustrato il 25 novembre, il giorno prima dunque del cda di Tim.

La riunione, scrive l’Ansa, si pone in continuità con il cda straordinario dello scorso 11 novembre, allora convocato su richiesta dei rappresentanti di Vivendi, scontenti per i risultati della gestione dell’ad, Luigi Gubitosi. In quell’occasione il cda aveva “esaminato il difficile contesto di mercato e le sfide che attendono la Società in materia di strategia, performance aziendale e organizzazione, anche in vista della preparazione del Piano Strategico 2022-2024” e aveva “definito il percorso” per la sua preparazione, secondo quanto riportato in una nota del gruppo telefonico.

Ma che cosa è successo l’11 novembre nel consiglio di amministrazione di Tim?

La società ha solo dichiarato – con un comunicato – che «non è in corso alcuna negoziazione relativa alla rete o altri asset strategici». Ma non ha voluto chiarire se questo escluda o meno la disponibilità a cedere il controllo dell’infrastruttura pur di arrivare alla “rete unica” con Open Fiber, come da indiscrezioni, riprese da agenzie internazionali, che avevano tenuto banco nei giorni precedenti la riunione del board.

Una direzione di marcia che sarebbe un ribaltamento della prospettiva finora annunciata ed invocata dai vertici di Tim, forse per esaudire aspettative del nuovo governo sulla base anche di un’impostazione bruxellese.

Dal comunicato di Tim post cda dell’1 novembre nessuno commento anche sul ”piano-holding” – «possibili iniziative di riorganizzazione del gruppo che mirino a valorizzare gli asset e business aziendali», come recitava il comunicato diffuso dopo il precedente consiglio del 27 ottobre – sebbene dell’ipotesi si fosse accennato con gli analisti nell’ultima conference call dei vertici dell’ex Telecom Italia per la trimestrale, con una vendita di quote di minoranza di società come Noovle.

Uno dei motori di crescita del gruppo sono le start up digitali, ha detto il numero uno del gruppo di tlc, Gubitosi, il 28 ottobre: Noovle “si avvia a raggiungere obiettivo 1 miliardo di ricavi entro 2024″, Sparkle ”sta crescendo a doppia cifra” e mi aspetto si avvicini a 1 mld già nel 2021″ e anche Olvietti e Telsy stanno crescendo a doppia cifra, ha specificato Gubitosi.

Una direzione di marcia che non sarebbe affatto gradita ai francesi come a gran parte del consiglio di amministrazione e vista con scarso entusiasmo ai vertici di Cdp.

Comunque  la mossa anti Gubitosi di Vivendi nasce – vista anche la posizione dei consiglieri indipendenti ed espressione di Assogestioni – dall’andamento dei conti aziendali, dalla revisione delle stime sugli utili e dagli scenari adombrati da Gubitosi di vendita di ulteriori partecipazioni in società dalle prospettive positive di business.

A far accelerare le mosse di Vivendi sulla governance di Tim sarebbero state anche le voci di un’Opa del fondo americano Kkr su Tim o la crescita dello stesso fondo in Fibercop.

Tim ha convocato per 21 novembre un consiglio di amministrazione straordinario. Sul tavolo – secondo quanto scrive oggi il Corriere della Sera – vi sarebbe la manifestazione di interesse avanzato da fondo statunitense Kkr per l’acquisto dell’intero gruppo. Fonti della società interpellate in merito confermano la convocazione del per oggi, senza fornire indicazioni sui contenuti del consiglio.

(articolo in aggiornamento)

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