Economia

Tensioni a 5 stelle sul nuovo vertice Antitrust? Fatti e rumors

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C’è una lotta interna al Movimento Cinque Stelle dietro il vuoto di potere che da tre mesi ormai caratterizza l’Autorità per la Concorrenza e il Mercato?

È la domanda che sta serpeggiando nei palazzi romani.

Il 20 dicembre scorso i presidenti del Senato e della Camera, Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico, hanno nominato presidente Roberto Rustichelli, magistrato che opera al Tribunale per le Imprese di Napoli, per sostituire Giovanni Pitruzzella, che da ottobre ha lasciato l’Autorità di piazza Verdi ed è andato alla Corte di Giustizia europea. Ma il Consiglio Superiore della Magistratura, cui Rustichelli si è rivolto per avere il fuori ruolo, si riunisce per discuterne e puntualmente rimanda la decisione.

COSA STA FACENDO IL CSM

Questo accade perché all’interno di Palazzo dei Marescialli c’è chi fa ostruzionismo per costringere Rustichelli alle dimissioni. Perché? Il magistrato ha superato i dieci anni di collocamento fuori ruolo – che consentono di mantenere la continuità del trattamento pensionistico – durante i suoi precedenti incarichi dimenticando però – fanno notare alcuni osservatori – che fu l’allora guardasigilli Paola Severino, autrice della legge omonima, a operare una distinzione proprio a favore dei magistrati. Con un emendamento presentato al Senato, infatti, il ministro della Giustizia stabilì che il limite dei dieci anni per il collocamento fuori ruolo non si dovesse applicare ai magistrati chiamati a ricoprire cariche elettive o a svolgere un mandato presso gli organi di autogoverno – come sono le Authority – o gli organi costituzionali, come la Presidenza della Repubblica e le Camere, o a ricoprire un incarico presso istituzioni europee, organismi internazionali e rappresentanze diplomatiche.

IL COMMENTO DEL “FATTO QUOTIDIANO”

Oggi il Fatto quotidiano, che da tempo sta seguendo il dossier, dedica al nodo Antitrust un commento di Giovanni Valentini. Il giornalista ex Repubblica e l’Espresso chiama in causa proprio Casellati e Fico: “Con tutto il rispetto – scrive – forse avrebbero fatto meglio a verificarne (di Rustichelli, ndr) prima la disponibilità e la compatibilità. (…) Ora spetta a loro sciogliere il nodo, sollecitando l’interessato a fare una scelta definitiva oppure procedendo a un’altra nomina”.

GLI SMOTTAMENTI NEL M5S

La soluzione più semplice invece sarebbe forse un armistizio fra le due “anime” del M5S: quella più legata al presidente Fico e che si oppone all’asse con la Lega di Matteo Salvini e quella allineata con il vicepremier Luigi Di Maio e con il guardasigilli Alfonso Bonafede. All’interno del Csm sarebbero infatti proprio i consiglieri laici vicini al Movimento – Filippo Donati, Fulvio Gigliotti, Alberto Maria Benedetti – e vicini allo stesso Bonafede ad opporsi alla concessione del fuori ruolo a Rustichelli. Dunque uno sgambetto in realtà frutto di una lotta intestina che va avanti da tempo e che si allunga fino a piazza Verdi.

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