Economia

Perché i tassi Usa preoccupano Russia, Turchia e Argentina

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L’analisi dell’economista Fedele De Novellis, responsabile di Congiuntura Ref sull’aumento dei tassi Usa

Il cambiamento di regime della politica monetaria americana non è un passaggio semplice. I primi che potrebbero risentire del mutamento dello scenario sono i paesi emergenti.

CHE COSA SUCCEDERA’ CON L’AUMENTO DEI TASSI

L’aumento dei tassi Usa potrebbe sollecitate una fuga di capitali da questi paesi, portando a un peggioramento delle condizioni finanziarie all’interno; decelerazione della domanda interna di queste economie e deprezzamento dei rispettivi tassi di cambio sono i canali attraverso i quali queste economie esporterebbero poi le loro difficoltà anche agli altri paesi. Nelle ultime settimane i primi paesi colpiti dall’uscita di capitali sono stati la Turchia, la Russia e, soprattutto, l’Argentina.

GLI EFFETTI SUGLI STATI

Naturalmente, si tratta di economie che presentano difficoltà proprie, ma che evidentemente vengono colpite selettivamente in un contesto segnato dal cambiamento di rotta della politica monetaria Usa. In sostanza il passaggio da un quadro internazionale favorevole alle attività finanziarie più rischiose, a un quadro in cui le scelte dei mercati diventano più selettive penalizza i più deboli (o quelli che sono stati valutati in maniera troppo benevola dai mercati).

LE IPOTESI IN BALLO

Questa ipotesi suggerisce che stiamo abbandonando lo scenario del 2017 quando la ripresa europea ha beneficiato di un commercio mondiale in ripresa e di una domanda internazionale orientata verso i nostri prodotti grazie anche al rafforzamento delle valute emergenti. In positivo invece c’è il fatto che ha continuato ad apprezzarsi il cambio dello yuan cinese, probabilmente riflettendo la disputa sulle barriere commerciali fra Usa e Cina.

 

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