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Musk trumpeggia nella gigafactory di Tesla in Germania: sconfitto il sindacato rosso

Sconfitta del sindacato Ig Metall alla Gigafactory Tesla di Grünheide, dove la lista della presidente del comitato aziendale Michaela Schmitz vince le elezioni. Grande novità l’emergere di una lista dei lavoratori polacchi, che diventa la terza forza nel consiglio.

Alla fine ha vinto Elon Musk. Alla Gigafactory di Grünheide, alle porte di Berlino, le elezioni del comitato aziendale di Tesla ridisegnano gli equilibri interni alla fabbrica nel senso auspicato dal vulcanico imprenditore : la lista “Giga United”, guidata dall’attuale presidente Michaela Schmitz, conquista la maggioranza relativa con il 40,4% dei voti, mentre il sindacato IG Metall scivola al secondo posto con il 31,1%.

Il voto arriva al termine di una campagna particolarmente dura, segnata da tensioni tra rappresentanze dei lavoratori, direzione aziendale e interventi pubblici del management, compreso il fondatore e amministratore delegato Elon Musk. L’elezione coinvolgeva oltre diecimila dipendenti dello stabilimento Tesla in Brandeburgo, chiamati a scegliere i rappresentanti nel nuovo organismo di rappresentanza del personale.

La consultazione segna un cambiamento rispetto alla tornata precedente: nel 2024 IG Metall era risultata la forza principale con quasi il 40% delle preferenze e mirava questa volta a conquistare la maggioranza assoluta nel consiglio dei lavoratori. L’obiettivo non è stato raggiunto e il sindacato dovrà ora occupare un ruolo di opposizione nel nuovo assetto.

L’affluenza è risultata elevata, seppure leggermente inferiore rispetto al passato. Secondo quanto riferito da fonti aziendali, hanno votato l’87% degli aventi diritto, circa 6 punti percentuali in meno rispetto alla precedente consultazione. Complessivamente 550 candidati, distribuiti su undici liste, si sono contesi i 37 seggi disponibili nel comitato aziendale.

I NUOVI EQUILIBRI E LA “SORPRESA” POLACCA

Secondo le prime proiezioni sulla distribuzione dei seggi riportate dal quotidiano Handelsblatt, la lista “Giga United” dovrebbe ottenere 16 rappresentanti nel nuovo consiglio, uno in più rispetto alla legislatura precedente. IG Metall perderebbe invece tre seggi, scendendo a 13 membri.

La grande novità sta nel terzo gruppo più votato: con l’8,3% delle preferenze la nuova formazione promossa da lavoratori di origine polacca potrà inviare tre delegati nell’organismo di rappresentanza. Le restanti cinque posizioni saranno suddivise tra altre quattro liste minori.

Per Michaela Schmitz il risultato apre la strada a un possibile terzo mandato consecutivo alla guida del comitato aziendale. La sua lista ha consolidato il proprio peso pur in presenza di forti divisioni tra le diverse componenti del personale.

Nel precedente mandato, pur essendo numericamente la forza più consistente, IG Metall si era infatti trovata spesso isolata. Altre quattro liste avevano costituito una coalizione informale denominata “Frazione 23”, capace di bloccare molte delle proposte avanzate dal sindacato all’interno del consiglio.

PIÙ PIEROGI PER TUTTI

Tra le novità più rilevanti della consultazione emerge dunque il successo della lista promossa da lavoratori polacchi, che si è rivolta esplicitamente ai circa duemila dipendenti provenienti dalla Polonia impiegati nello stabilimento. Il simbolo scelto sulla scheda elettorale richiamava l’aquila bianca dello stemma nazionale polacco: insomma, una Solidarnosc per Tesla.

Durante la campagna elettorale, la lista ha avanzato alcune richieste specifiche rivolte alla vita quotidiana dei lavoratori stranieri nello stabilimento, tra cui la creazione di uno sportello di assistenza burocratica definito simbolicamente “consolato polacco” all’interno della fabbrica, l’introduzione della lingua polacca come terzo idioma ufficiale per le comunicazioni interne e una maggiore presenza di piatti della tradizione polacca nella mensa aziendale. Chissà se verranno portati in tavola i deliziosi pierogi, simbolo della tradizione gastronomica polacca.

Nei materiali di propaganda la lista ha inoltre criticato il ruolo del sindacato tedesco nella rappresentanza dei lavoratori stranieri, sollevando interrogativi sulla capacità di IG Metall di interpretare le esigenze specifiche della comunità polacca presente nello stabilimento.

UNA CAMPAGNA ELETTORALE AD ALTA TENSIONE

La competizione elettorale si è svolta in un clima di forte polarizzazione all’interno della fabbrica. Il rapporto tra la presidente del comitato aziendale Michaela Schmitz e la direzione dello stabilimento è stato uno dei principali punti di scontro. Il sindacato IG Metall ha più volte accusato la leader di “Giga United” di mantenere una posizione eccessivamente vicina al management.

Nel corso della campagna elettorale non sono mancati interventi diretti da parte della direzione aziendale. Il direttore dello stabilimento André Thierig ha espresso pubblicamente scetticismo verso l’ipotesi di introdurre un contratto collettivo di lavoro, proposta sostenuta da IG Metall. Pochi giorni prima del voto era intervenuto anche Elon Musk con un videomessaggio ai dipendenti, avvertendo che la presenza di “organizzazioni esterne” potrebbe rendere più difficile l’espansione futura del sito produttivo.

Il sindacato ha criticato apertamente queste prese di posizione e, a voto concluso, il responsabile regionale di IG Metall per Berlino, Brandeburgo e Sassonia, Jan Otto, ha parlato di una consultazione segnata da forti pressioni da parte dell’azienda. Nonostante l’esito del voto, lo stabilimento di Grünheide rimarrà un terreno di scontro dove le divergenze tra la linea del comitato aziendale e le rivendicazioni del sindacato industriale dei metalmeccanici continueranno a polarizzare i lavoratori.

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