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Rcs, gioie e dolori per Urbano Cairo

Cairo sempre più al centro del sistema mediatico: Bocconi lo premia, il Corsera ne loda la reputazione, Berlusconi lo incontra in segreto. Ma in Rcs ci sono soci che borbottano per la contesa giudiziaria con il fondo americano Blackstone. Fatti, nomi e indiscrezioni sul patron di La7

 

Gioie e dolori per Urbano Cairo.

Il patron di La 7 e azionista forte di Rizzoli-Corriere della Sera sempre alla ribalta delle cronache: sportive (visto che è anche presidente del Torino Calcio), finanziarie e pure politiche.

Oggi ad esempio il Fatto Quotidiano ha svelato che nello scorso fine settimana l’imprenditore ha incontrato ad Arcore Silvio Berlusconi. Un incontro voluto da Gianni Letta e Fedele Confalonieri.

Le ragioni dell’incontro? Le aspirazioni politiche di Cairo che nelle scorse settimane ha stilato sul Foglio fondato da Giuliano Ferrara il suo “manifesto politico” – intervistato da Annalisa Chirico – senza ancora aver deciso di fondare un partito. Ma mai dire mai.

Infatti anche in queste ore Cairo non ha detto no a chi gli chiedeva di un suo prossimo impegno in politica: “È vero che la politica mi appassiona, da ragazzo seguivo con interesse anche quella americana, ma sono consapevole che non è un impegno che si può prendere a cuor leggero, come per togliersi uno sfizio”, ha risposto intervistato ieri dalla rivista dell’università Bocconi.

Domanda: “Sognare è davvero così importante per un imprenditore?”. Risposta: “Mi piace ripetere che «Nulla accade se non l’hai sognato prima»”, ha confessato Cairo alla rivista dell’ateneo privato milanese.

Perché la Bocconi? Perché ieri il presidente di Cairo Communication e di Rcs MediaGroup è stato nominato Alumnus Bocconi dell’anno 2019 dalla Bocconi Alumni Community.

La decisione del premio è stata condita da una sorta di peana, come taluni bocconiani hanno notato.

A presiedere l’associazione Bocconi Alumni Community è un non bocconiano doc: Riccardo Monti, laureato con lode al Politecnico di Milano e diplomato Mba alla SDA Bocconi School of Management.

Ma i dolori per Cairo arrivano dal quotidiano da cui di solito riceve gioie.

Il Corriere della Sera – grazie a una rubrica mensile (“Reputation Science“) – lo vede infatti svettare sempre sul podio dei manager più gettonati. 

Ma nelle ultime ore proprio da casa Rizzoli arrivano grattacapi per Cairo.

Lettera 43, il giornale fondato da Paolo Madron, ha svelato che sulla vicenda Rcs-Blackstone (qui l’approfondimento di Start) ci sono novità non troppo esaltanti per l’imprenditore.

Si complica infatti la vicenda che vede Urbano Cairo contrapposto al fondo americano Blackstone, cui l’editore ha contestato il basso prezzo pagato nel 2013 per l’acquisto dello storico palazzo del Corriere della sera in via Solferino.

Secondo Lettera 43, “alcuni azionisti di peso della Rcs, tra cui Marco Tronchetti Provera, Diego della Valle e Banca Intesa, hanno fatto pervenire a Cairo e per copia ai consiglieri una lettera in cui dissentono dalla sua iniziativa contro il colosso americano. E questo praticamente alla vigilia della prima udienza dell’arbitrato, prevista per il 21 ottobre, in cui la casa editrice del Corriere chiede l’annullamento della vendita dell’immobile”.

C’è chi fa risalire gli attriti fra Cairo e Intesa Sanpaolo al fatto che il dominus di Rcs abbia messo di fatto nel mirino il ruolo di Banca Imi (gruppo Intesa) che nel 2013 fece da advisor in occasione della transazione con Blackstone.

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