Economia

Popolare Sondrio e Popolare Bari, ecco tutte le novità sulla riforma delle popolari

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Il commento dell’editorialista Angelo De Mattia sullo stato dell’arte per la Banca Popolare di Sondrio e la Banca Popolare di Bari dopo gli ultimi interventi normativi e giudiziari

La Popolare di Bari, nell’ultima seduta del suo consiglio di amministrazione, durante la quale ha deliberato un’ampia pulizia del crediti deteriorati cui lavorano le strutture sotto la direzione di Gianluca Jacobini e Giorgio Papa, ha individuato nella metà del prossimo dicembre l’attuazione della trasformazione in spa, come imposta dalla legge di riforma, la cui attuazione è stata prorogata con il decreto Milleproroghe (ora in corso di conversione) fino al termine del predetto mese.

CHE COSA SIGNIFICANO LE ULTIME MOSSE DELLA POPOLARE DI BARI

È un fatto importante che chiarisce la posizione di una delle due popolari non ancora trasformate, l’altra essendo la Popolare di Sondrio, che a oggi non si è ancora formalmente pronunciata. Prima della scadenza di dicembre è però fissata l’udienza del Consiglio di Stato, chiamato a pronunciarsi su aspetti attuativi della suddetta riforma, che nel frattempo la Consulta ha ritenuto costituzionalmente legittima.

POPOLARE DI SONDRIO E LA TRASFORMAZIONE IN SPA

Fra questi punti vi è quello della trasformazione in spa ma attraverso la costituzione di uno schema che preveda una holding cooperativa e una spa bancaria a tutti gli effetti attraverso il meccanismo dello scorporo o del conferimento d’azienda. Un tale schema al momento è escluso dalle disposizioni attuative.

TRA CONSIGLIO DI STATO E CORTE COSTITUZIONALE

Il Consiglio di Stato potrebbe anche aggiungere qualche ulteriore indicazione sul rimborso delle azioni ai soci che esercitino il recesso dalla trasformazione, dopo che la Corte Costituzionale ha fissato al riguardo dei principi fondamentali, quale quello della possibile proroga del rimborso stesso, che però deve essere motivata da oggettive condizioni di stabilità dell’istituto, periodicamente monitorate dal consiglio di amministrazione e, dunque, adeguatamente motivate.

COME SI MUOVERA’ LA POPOLARE DI SONDRIO

È ipotizzabile che la Popolare di Sondrio  attenda questa complessiva pronuncia per decidere definitivamente sulle modalità della trasformazione. In linea teorica la decisione dell’organo di giustizia amministrativa può interessare, in particolare con riferimento al modello di assunzione della veste di spa, alla stessa Popolare di Bari, la cui decisione non sarebbe alterata se intendesse scegliere il modello ora non consentito e che, sempre in ipotesi, venisse reso ammissibile dal Consiglio di Stato.

QUAL E’ IL PUNTO DOLENS PER POPOLARE DI BARI E POPOLARE DI SONDRIO

Il punctum dolens resta in ogni caso il prezzo del rimborso, oltre naturalmente ai tempi, dovendosi contemperare, come si è accennato, le esigenze di stabilità e di sana e prudente gestione con quelle della tutela dei risparmiatori-investitori, che comunque sono diversi dai semplici titolari di depositi bancari, i quali beneficiano della più ampia protezione in quanto risparmiatori cosiddetti «inconsapevoli» rispetto all’azionista, che è ritenuto a priori consapevole.

CHE COSA CI SI ATTENDE DALLE BANCHE POPOLARI

Fin qui le due popolari hanno fruito correttamente della sospensiva decisa dal Consiglio di Stato e poi della proroga ricordata che si è sovrapposta alla sospensiva. Vedremo come si imboccherà dunque questo tratto di strada finale di una riforma concepita e strutturata in maniera pessima e accompagnata dalle vicende del 2015 che hanno fatto sorgere dubbi su ipotesi di manipolazione del mercato o di insider trading, ancora oggi all’esame dell’autorità giudiziaria.

ECCO IL LASCITO DELLA RIFORMA DELLE BANCHE POPOLARI

Il lascito di questa riforma è dato dal fatto che essa indica modi (decreto legge) e contenuti con i quali mai si dovrebbe procedere a riformare un comparto bancario in specie. Si tratta di un pesante caveat per il futuro dopo che comunque alcuni danni sono stati arrecati. Ma un monito riguarda anche la categoria, che ai tempi, ben prima che si ponesse il problema della riforma, si dimostrò contraria a introdurre il modello holding-spa (di cui sopra) diverse volte suggerito su queste colonne.

(articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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