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Conte Schlein

Conte, Schlein e la gara fra estremismi ideologici

Non solo caso Bari. Che cosa succede davvero fra Pd e M5s. La nota di Paola Sacchi

A parte il decisivo “peccato” originale, ovvero quello di essere gli eredi di quel centrosinistra salvato con un’operazione chirurgica dal maglio di “mani pulite” (post-comunisti e sinistra Dc) dopo la distruzione del Psi di Craxi, l’unico partito liberale, anticomunista, della sinistra moderna, il fallimento del cosiddetto campo largo segna il punto più basso del tentativo dal ’94 in poi della sinistra italiana di farsi vera forza alternativa di governo.

Il campo largo, con il clamoroso divorzio di Bari tra Giuseppe Conte e Elly Schlein, ma anche con problemi a Torino e in altre zone, frana in una gara tra estremismi ideologici. Tenuti insieme da fallimentari mozioni di sfiducia contro il governo di centrodestra.

Il Pd si distingue solo in un pallidissimo tentativo di apparire la forza più riformista. Ma agli occhi dell’opinione pubblica il Pd appare ormai più come un partito di potere (immagine aggravata dagli scandali delle preferenze emersi a Bari, che comunque dovranno essere chiariti sul piano giudiziario, e sui quali deve valere il garantismo come per tutti) che come partito perno di un fronte alternativo. E questo perché il Pd ha imboccato, con la scelta della segreteria Schlein, una via estremista volta a inglobare i Cinque Stelle che però si è rivelata solo un fallimentare inseguimento delle politiche estremiste di Conte.

In politica, si sa, vince sempre l’originale. E così Conte che si trova distanziato, nei sondaggi, di pochi punti da quella che dovrebbe essere la forza perno, egemone dello schieramento, rivendica sempre più mani libere e il comando di fatto dello schieramento di sinistra. Non è più il contrasto che c’era tra i Ds e Rifondazione comunista mediato comunque dall’ex dc di sinistra Prodi. I Cinque Stelle non ci stanno a fare l’ala estrema dello schieramento che a sua volta si è tutto sempre più estremizzato e radicalizzato.

Per usare un termine dalemiano riferito alle fibrillazioni interne dello stesso Pd e della sua unione tra ex comunisti e ex dc di sinistra, l’amalgama vero, politico si teneva con difficoltà fin dall’inizio. Fu cementato prevalentemente dal potere dell’establishment, lontano da una larga rappresentanza del cosiddetto Paese reale.

Solo due volte e per pochi anni la sinistra è andata al governo con le elezioni. Ma ora quello che fu i’Ulivo, l’Unione e infine il campo largo sembra diventato un campo molto stretto e dalla politica estremista, senza un baricentro riformista, in cui sembra scattata una gara dove a fare i puri trovi sempre uno più puro che ti epura, secondo il vecchio adagio nenniano.

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