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Che cosa succede alle università Pegaso e Mercatorum?

La vicenda Maurodinoia-Cataldo intorno alle università telematiche Pegaso e Mercatorum in Puglia è inquietante e triste. La lettera (amara) di Francis Walsingham

Caro direttore,

domenica ero a pranzo con dei professionisti milanesi, alcuni dei quali insegnano nelle università telematiche – non farò nomi -, e a un certo punto la conversazione è finita su quanto raccontato dal Giornale e dal Corriere un paio di giorni prima. Cioè che Alessandro Cataldo, ossia il marito dell’ex-assessora pugliese ai Trasporti Anita Maurodinoia (Pd) finito ai domiciliari per corruzione elettorale, è socio occulto di un Ecp, (E-learning Center Point), un polo didattico che risulterebbe convenzionato anche con Pegaso e Mercatorum.

So che tu lo sai, ma lo preciso per i lettori: sono garantista e le vicende giudiziarie non mi interessano (altrimenti non leggerei Startmag, che infatti non se ne occupa). Mi interessa invece il punto della questione: lo stupore dei miei commensali per la torsione imprenditoriale, chiamiamola così, di Cataldo. Il quale, infatti, era già sotto indagine per via di un ente di formazione (As.co.gi), a lui riconducibile, che organizza corsi alla Pegaso. La moglie di Cataldo, Mauridinoia, aveva una cattedra proprio alla Pegaso. I casi della vita.

Come ha scritto la giornalista Annarita Digiorgio sul Giornale, il presunto sistema di Cataldo per gli scambi di voti sarebbe stato costruito attraverso i contatti acquisiti nelle università telematiche e attraverso i corsi del suo ente. Addirittura, pare che Cataldo avesse – in maniera occulta – la gestione e il controllo delle sedi baresi di Pegaso e Mercatorum, e che sfruttasse questo potere per nominare docenti a contratto, tutor e manovalanze varie, ai quali poi avrebbe chiesto in cambio favori di vario tipo.

Pare pure che un altro bacino di elettori per Cataldo fosse Adisu, l’agenzia pugliese allo studio alla cui presidenza c’era il cugino, suo omonimo. I casi della vita, ribadisco.

Alessandro Cataldo (mi riferisco adesso al cugino del marito di Maurodinoia: è complicato, lo so) era stato nominato alla presidenza di Adisu attraverso un decreto di Michele Emiliano, il presidente della Regione Puglia, senza passare per il confronto con la giunta e senza apparenti competenze in materia. Non era raro che i vincitori dei bandi Adisu ripubblicassero su Facebook i contenuti di Sud al Centro (il movimento politico di Alessandro Cataldo, marito della Maurodinoia) o fossero candidati.

Di tutto questo, la cosa che forse ha sconvolto di più me e gli altri partecipanti al pranzo è stata lo svilimento del tessuto professionale e imprenditoriale di Bari, una città che ospita l’unico politecnico del Sud Italia e tante aziende importanti nei settori della meccanica e della chimica. Il fatto che delle università inserite in un contesto del genere vengano trattate – così pare – come bacini di voti in cambio di appena cinquanta euro è… triste. Non so davvero come altro dirlo.

Concedimi stavolta un po’ di amarezza, direttore, al posto del mio solito cinismo.

Perché poter disporre di docenti a contratto, oltre che rappresentare una forza lavoro molto più economica dei docenti strutturati, dà potere economico.

Insomma qui non si tratta più, come si parlò in passato, di esami e lauree facili, ma di una perigliosa torsione accademica-imprenditoriale, è stata la preoccupazione che emergeva nelle discussioni dei commensali.

Ma il fondo britannico Cvc che controlla Multiversity (gruppo proprietario di Pegaso e Mercatorum) lo sa? E lo sanno i nuovi soci di Multiversity ai quali il fondo Cvc ha venduto quote?

Cordiali saluti,

Francis Walsingham

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