Economia

Popolare Bari: tensioni Jacobini-De Bustis, conti sempre più rossi e prossimo cda

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Che cosa sta succedendo nella Popolare di Bari? Fatti, numeri, nomi, rumors e scenari

 

Tensioni senza sosta per la Popolare di Bari. Si allarga la perdita 2018 della Popolare di Bari, mentre arrivano le candidature per il nuovo cda tra fibrillazioni e divergenze anche al vertice tra il presidente Marco Jacobini e l’amministratore delegato, Vincenzo De Bustis. Ecco tutte le ultime novità sulla banca pugliese alle prese con un’ardua ristrutturazione (il governo segue con cura e attenzione, comunque, le sorti dell’istituto con sede a Bari).

Dopo una nuova revisione dei conti, ieri il consiglio di amministrazione della Popolare di Bari ha licenziato il bilancio dello scorso esercizio che segna un rosso di 420,2 milioni dopo la contabilizzazione di ulteriori rettifiche sui crediti per 23 milioni. C’è stata dunque una seconda, ulteriore rettifica rispetto all’approvazione originaria del consuntivo e a una prima revisione. Un fenomeno non usuale, notano analisti di banca.

Il giro di vite deciso e comunicato ieri ha ridotto ulteriormente i ratio patrimoniali di gruppo al 7,19% per il Cet1 e al 9,46% per il Total capital ratio. “Oggi insomma Popolare di Bari è di pochissimo al di sopra dei coefficienti minimi dello Srep 2018 (Cet1 al 7,087%)”, ha chiosato Mf/Milano Finanza.

Il cda della banca, aggiunge la nota della Popolare di Bari, «sulla base di un’approfondita analisi del presupposto della continuità aziendale» ha deliberato una serie di iniziative strategiche ad hoc, in parte già realizzate, volte anche ad un progressivo riallineamento dei coefficienti patrimoniali, in tempi brevi, su valori superiori alle soglie di overall capital requirement correnti.

“Vale la pena ricordare che, entro la metà di questo mese, l’istituto prevede di effettuare un’operazione di capital relief su un portafoglio di crediti a privati e pmi pari a circa 2,9 miliardi. C’è poi la procedura di vendita della Cassa di Orvieto sulla quale Bari ha ricevuto un’offerta vincolante dalla società di investimento Sri Global guidata da Giulio Gallazzi”, ha ricordato Mf (qui l’approfondimento di Start Magazine sul caso della Cassa di Orvieto e le virulente accuse del vertice della fondazione umbra nei confronti di Jacobini ma non di De Bustis)

Prima di entrare nel vivo di queste operazioni, l’istituto dovrà definire la nuova squadra di vertice che sarà nominata dall’assemblea convocata il 21 luglio (data spostata in avanti ancora una volta la scorsa settimana).

Ieri, inoltre, il cda della banca ha approvato la lista di sei candidati. Una lista con i nomi coperti: altra innovazione comunicativa. Il cda di Banca Popolare di Bari, infatti, «ha presentato una lista di sei candidati per il rinnovo» del board della banca – come si legge in una nota -, la cui nomina è all’ordine del giorno all’assemblea dei soci fissata per il prossimo 21 luglio. Ma i nomi, come detto, rimangono top secret.

Al termine di un lungo Cda, l’organo di governo della banca pugliese ha deciso di non rivelare l’elenco dei candidati che andranno a rinnovare i posti dei quattro consiglieri in scadenza (Modestino di Taranto, Francesco Viti, Luca Montrone patron di Telenorba, Francesco Pignataro) e a completare la casella della vicepresidenza (lasciata vuota dopo l’uscita di Giulio Sapelli; uscita dalle motivazioni mai chiarite), e quella che dovrebbe essere del nuovo presidente, vista l’uscita – auspicata dalla Vigilanza della Banca d’Italia e gradita a De Bustis – dell’attuale presidente Marco Jacobini.

Commenta oggi il Sole 24 Ore: “La scelta di non divulgare i nomi nel dettaglio è un fatto quanto meno curioso, peraltro per una banca. Segnale, forse, che molto probabilmente a Bari la situazione è fluida, e ancora si deve forse trovare la quadra definitiva sulle caselle degli incarichi (toccherà al futuro Cda assegnare le singole deleghe), tanto che qualcuno non esclude possibili nuovi colpi di scena. In teoria, la data ultima per il deposito della lista (e quindi per la disclosure ai soci) è fissata per l’11 luglio, ovvero dieci giorni prima dell’assemblea. E per arrivare al deposito servono 500 firme di soci. A quel punto si dovrà necessariamente alzare il velo sulle candidature. Ovvio che, nell’incertezza, ieri sia scattato il toto-nomi tra gli addetti ai lavori”.

A quanto risulta al quotidiano di Confindustria, in lizza in vista di una riconferma ci sarebbe l’attuale consigliere delegato, De Bustis (lodato di recente dal Corsera come precursore della banca digitale in Italia forse per l’esperienza in Banca 121), che sta seguendo il turn around della banca, anche se al momento dalla banca, interpellata sul tema dal Sole, non arrivano conferme.

L’attenzione è concentrata sulla figura del potenziale futuro presidente: il passo indietro di Jacobini è previsto in assemblea. Secondo quanto indicato da alcune fonti, il consiglio avrebbe comunque trovato candidati di profilo, anche con competenze internazionali. Ieri si rincorrevano i rumors relativi a Giovanni Ferri, economista, attuale presidente di Pop. Bari Corporate Finance e in ottimi rapporti con l’uomo forte di Assopopolari, il segretario generale Giuseppe De Lucia Lumeno. “Considerati fuori gioco i nomi dell’ex McKinsey Vittorio Terzi e di Giulio Sapelli, resta da verificare la posizione di Gianluca Brancadoro, la cui candidatura è stata presentata nel board di martedì sera ma non ha coagulato il pieno consenso”, ha aggiunto il Sole.

A corroborare le sensazioni che circolano negli ambienti imprenditoriali pugliesi sulle fibrillazioni tra Jacobini e De Bustis, ci sono le indiscrezioni di tre giorni fa di Lettera 43: secondo il giornale fondato e diretto da Paolo Madron, l’ex capo azienda di Mps avrebbe inizialmente puntato tutte le sue carte su Sapelli, nella speranza che i suoi buoni rapporti con la Lega (Matteo Salvini l’aveva addirittura indicato come possibile premier prima di Giuseppe Conte) inducesse Banca d’Italia, bisognosa di consenso politico, a guardare con favore al duo Sapelli-De Bustis. “Capito però che così non sarebbe stato – ha aggiunto Lettera 43 – De Bustis ha dapprima virato sul presidente di Trenitalia e degli Aeroporti pugliesi Tiziano Onesti, e poi, dopo che Onesti si è chiamato fuori – preoccupato che in Ferrovie qualcuno espresso da questo governo approfittasse della cosa per liberarsi di un uomo targato Pd – ha puntato su Gianfranco Viesti”, un economista di impostazione liberal-progressista, uno degli accademici più esposti nelle critiche al progetto di regionalismo autonomista della Lega”. 

Una lettura dei fatti che combacia con il pensiero e la strategia comunicativa di Jacobini e De Lucia Lumeno, che con il nuovo assetto governativo trova solide sponde proprio nel movimento di Matteo Salvini

 

ECCO IL COMUNICATO UFFICIALE DELLA BANCA POPOLARE DI BARI

Bari, mercoledì 03 luglio 2019 (ore 11:24) – Il Consiglio di Amministrazione della Banca
Popolare di Bari, riunitosi ieri in tarda serata, ha presentato una lista di sei candidati per il
Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Bari la cui nomina è all’ordine del
giorno dell’Assemblea dei soci del 20 e 21 luglio p.v.

Inoltre a seguito di ulteriori evidenze informative acquisite dopo la precedente approvazione
del progetto di bilancio al 31 dicembre 2018 del 12 e 13 giugno, ha riesaminato il progetto
deliberando la contabilizzazione di ulteriori rettifiche su crediti per circa 23 milioni.

Di conseguenza la perdita netta consolidata dell’esercizio 2018 si fissa a 420,2 milioni e i ratio
patrimoniali di Gruppo si rideterminano al 7,19% per quanto concerne il CET1 ratio ed il Tier
One ratio e al 9,46% per il Total Capital Ratio.

Il progetto di bilancio 2018 sarà sottoposto alla delibera dell’Assemblea dei soci fissata nel
nuovo termine del 20 e 21 luglio prossimi come già comunicato in data 28 giugno u.s.

Sulla base di un’approfondita analisi del presupposto della continuità aziendale, il CdA della
Banca ha avuto modo di deliberare una serie di iniziative strategiche ad hoc, in parte già
realizzate, che si innestano nel quadro delle nuove linee strategiche della Banca predisposte in
un’ottica di mantenimento di adeguati livelli di redditività e di patrimonializzazione, volte
anche ad un progressivo riallineamento dei suddetti coefficienti patrimoniali, in tempi brevi, su
valori superiori alle soglie di Overall Capital Requirement correnti

Il Consiglio ha altresì effettuato le prime valutazioni in merito alle nuove disposizioni del
“Decreto Crescita”, recentemente convertito in legge, che come noto prevede norme specifiche
volte a favorire il processo di aggregazione delle banche con sede nelle regioni del
Mezzogiorno, con impatti potenzialmente significativi per la Banca Popolare di Bari.

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