Economia

Popolare di Bari, ecco come scricchiolano i conti della banca di Jacobini e De Bustis

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Tutte le novità dalla Banca Popolare di Bari. Numeri, progetti, annunci, delibere del cda e indiscrezioni

 

Ancora travagli di bilancio per la Banca Popolare di Bari, che già ha visto sfumare la possibilità di sconti fiscali per fusioni societarie (il governo ha deciso di attendere l’esito della trattativa con Bruxelles prima di presentare un emendamento al decreto Crescita).

CHE COSA HA COMUNICATO LA POPOLARE DI BARI

Ieri pomeriggio, a sorpresa, l’istituto di credito pugliese ha comunicato che il consiglio di amministrazione ha riesaminato il progetto di bilancio 2018 e ha deciso “ulteriori rettifiche su crediti per circa 25 milioni, relative a posizioni, di valore unitario non significativo, classificate unlikely to pay”, si legge nella nota per la stampa.

ECCO LA NUOVA PERDITA AGGIORNATA DELLA POPOLARE DI BARI

L’effetto di questa novità? La perdita netta consolidata dell’esercizio 2018 passa dai 372,1 milioni di euro (dato comunicato il 10 maggio scorso) a 397,2 milioni di euro.

I NUOVI RATIO DELLA POPOLARE DI BARI

Quindi i ratio patrimoniali del gruppo Popolare di Bari “si rideterminano al 7,52% per quanto concerne il CET1 ratio ed il Tier One ratio e al 9,78% per il Total Capital Ratio”, è scritto nel comunicato.

CHE COSA C’E’ DI NUOVO SU CR ORVIETO E POPOLARE DI BARI

Pessime notizie, dunque. Successive alle indiscrezioni giornalistiche che nel pomeriggio di ieri dicevano: “Banca Popolare di Bari è pronta a vendere la Cassa di risparmio di Orvieto (circa 50 sportelli e attivi per 1,4 miliardi circa) a Sri Group. All’istituto pugliese, infatti, è arrivata un’offerta vincolante del fondo per il 73,57% (la quota di PopBari) pari a circa 60 milioni. Offerta che dovrà essere valutata ma che, con ogni probabilità, sarà accettata dalla PopBari, essendo superiore al valore di carico della partecipazione, pari a circa 50 milioni”, come ha scritto il Corriere della Sera on line lodando le doti manageriali dell’amministratore delegato Vincenzo De Bustis, precursore in Italia della banca digitale – secondo il Corriere della Sera on line – forse per l’esperienza ai vertici di Banca 121, poi acquisita da Mps e infine andata in crack.

LA MOSSA DI DE BUSTIS SU CR ORVIETO

Le indiscrezioni del Corsera on line sono state confermate pochi minuti dopo dal comunicato stampa della stessa Popolare di Bari: “Oggi la Banca ha ricevuto da un Investitore qualificato (SRI Global), a conclusione di specifica due diligence, una offerta vincolante per la cessione dell’interessenza di controllo (pari al 73,57%) di Cassa di Risparmio di Orvieto, operante nelle regioni Umbria, Lazio e Toscana con 50 sportelli e attivi per 1,4 miliardi circa. La Banca valuterà assieme alla controparte le condizioni contenute nell’offerta”, ha messo nero su bianco la banca guidata da De Bustis.

GLI OSTACOLI PER LA POPOLARE DI BARI IN UMBRIA

Ma pare che l’operazione non sia destinata ad andare in porto così facilmente. Ci sono “alcuni ostacoli”, si legge oggi sul Corriere della Sera (versione cartacea): “La Fondazione Cr Orvieto non gradirebbe il potenziale acquirente; dall’altro la cessione priverebbe l’istituto presieduto da Jacobini di una spa da poter utilizzare in una operazione di fusione e trasformazione della veste giuridica della popolare pugliese”. (qui e qui gli ultimi approfondimenti di Start sulle ipotesi di una Superpopolare del Sud con il progetto di una Maxiholding)

BANKITALIA ACCOMPAGNA ALLA PORTA JACOBINI DALLA POPOLARE DI BARI

C’è anche dell’altro nel futuro della Popolare di Bari. Infatti il Sole 24 Ore oggi ha scritto che “dopo 30 anni al vertice, Marco Jacobini si appresta a lasciare la presidenza di Banca Popolare di Bari. Si profila un riassetto di fatto storico, per la principale banca del Mezzogiorno. Presidente di lunghissimo corso, Jacobini non si ricandiderà in occasione della prossima assemblea dei soci, che è chiamata a rinnovare sette degli undici componenti del board, tra cui lo stesso presidente. Il banchiere lascia così spazio a un ricambio che è visto certo di buon occhio dalla Vigilanza, a cui è stata formalizzata la decisione nelle ultime ore. L’occasione per dare l’addio all’istituto di famiglia – fondato nel 1960 dal padre Luigi e che oggi vede ai vertici operativi i due figli di Marco, Gianluca e Luigi – sarà appunto l’assemblea che si terrà il prossimo 14 luglio, l’ultima che Jacobini presiederà”.

In verità, secondo le indiscrezioni finanziarie e istituzionali raccolte da Start, sarebbe stata la Vigilanza di Bankitalia da tempo a sollecitare un passo indietro di Jacobini.

ECCO DI SEGUITO IL COMUNICATO STAMPA INTEGRALE DELLA POPOLARE DI IERI (CHE TITOLAVA SU ORVIETO E NON SULLA RIDETERMINAZIONE DEL BILANCIO)

Bari, giovedì 13 giugno 2019 (ore 18,08)

Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Bari, riunitosi nelle giornate del 12 e 13 giugno, ha preso atto dell’avanzamento delle iniziative messe a punto negli ultimi mesi per rafforzare i ratio patrimoniali in vista della del progetto che porterà alla creazione della banca SpA, su cui sta intensamente lavorando il team di advisor e che entrerà nella fase operativa nelle prossime settimane.

In particolare, si comunica che:

1) oggi la Banca ha ricevuto da un Investitore qualificato (SRI Global), a conclusione di specifica due diligence, una offerta vincolante per la cessione dell’interessenza di
controllo (pari al 73,57%) di Cassa di Risparmio di Orvieto, operante nelle regioni Umbria, Lazio e Toscana con 50 sportelli e attivi per 1,4 miliardi circa. La Banca valuterà assieme alla controparte le condizioni contenute nell’offerta;

2) entro la metà del prossimo mese di luglio si perfezionerà l’operazione di capital relief relativa a un portafoglio crediti a privati e piccole e medie imprese pari a circa 2,9 miliardi;

3) la prossima settimana avverrà la cessione di un portafoglio costituito da finanziamenti al settore energia erogati dalla Banca.

Il Consiglio di Amministrazione ha anche riesaminato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2018 (per le informazioni relative alla precedente approvazione si richiama il comunicato
stampa del 10 maggio 2019), deliberando la contabilizzazione di ulteriori rettifiche su crediti per circa 25 milioni, relative a posizioni, di valore unitario non significativo, classificate
unlikely to pay.

Di conseguenza la perdita netta consolidata dell’esercizio 2018 si fissa a 397,2 milioni e i ratio patrimoniali di Gruppo si rideterminano al 7,52% per quanto concerne il CET1 ratio ed il Tier One ratio e al 9,78% per il Total Capital Ratio.

Il progetto di bilancio 2018 sarà sottoposto alla delibera dell’Assemblea dei soci, che il Consiglio di Amministrazione ha deciso di spostare al 13 e al 14 luglio prossimi al fine di
consentire la migliore definizione delle operazioni in corso.

Già in data 13 maggio il Consiglio di Amministrazione aveva deliberato il Piano di conservazione del capitale, trasmesso alla Vigilanza per l’approvazione. La realizzazione delle
iniziative in precedenza descritte e di quelle ulteriori previste dal Piano, consentirà di riportare in tempi brevi i ratio su valori superiori alle soglie di Overall Capital Requirement correnti.

La Banca Popolare di Bari comunica inoltre che, nell’ambito delle iniziative rivolte alla compagine sociale, ha raggiunto un accordo con varie Associazioni rappresentative dei
Consumatori, stanziando un apposito plafond destinato ad una procedura di conciliazione. La Banca sta anche valutando la riproposizione di iniziative di natura solidaristica sempre
destinate alla compagine sociale.

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