Economia

Popolare Bari, che cosa chiedono i piccoli azionisti a Jacobini e De Bustis

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Il punto sui subbugli nella Popolare di Bari secondo il Comitato Azionisti dell’istituto pugliese

Luglio caldissimo per la Popolare di Bari, alle prese con bilanci sempre più in rosso, la nomina del nuovo consiglio d’amministrazione e la procedura di vendita della Cassa di Orvieto.

Situazione quanto mai ingarbugliata che ha destato le preoccupazioni del Comitato azionisti dell’istituto di credito, composto da Adiconsum (Vincenzo Riglietta), Adusbef (Vincenzo Laudadio), Assoconsum (Francesco Decanio), Codacons (Antonio Scalioti), Confconsumatori (Antonio Pinto), Lega Consumatori Bari (Angela Forcina), Unione Nazionale Consumatori (Andrea Cardinale). Il Comitato ha preso carta e penna e ha messo nero su bianco le proprie richieste alla banca. Intanto nel pomeriggio, secondo quanto risulta a Start Magazine, il cda dovrebbe ufficializzare i nomi dei candidati per il nuovo board.

COSA SUCCEDE IN POPOLARE DI BARI

Il mese si è aperto, mercoledì 3, con il board che – in seguito a una nuova revisione dei conti – ha licenziato il bilancio dello scorso esercizio in perdita di 420,2 milioni dopo la contabilizzazione di ulteriori rettifiche sui crediti per 23 milioni. Si tratta di una seconda, ulteriore rettifica rispetto all’approvazione originaria del consuntivo, a maggio, che indicava un rosso di 372,1 milioni di euro e a una prima revisione, a metà giugno, che portava la perdita a 397,2 milioni di euro. Con il nuovo aggravamento di bilancio si sono peraltro ridotti ancor di più i ratio patrimoniali del gruppo, arrivati  al 7,19% per il Cet1 e al 9,46% per il Total capital ratio.

IL NUOVO BOARD E L’ASSEMBLEA DEL 21 LUGLIO

Intanto cresce l’attesa per il nuovo cda che dovrà essere nominato dall’assemblea convocata il 21 luglio. Approvata la lista dei sei candidati che però è stata coperta perché il board ha deciso finora di non rivelare i nomi di chi andrà a sostituire i quattro consiglieri in scadenza (Modestino di Taranto, Francesco Viti, Luca Montrone e Francesco Pignataro) e a riempire la casella della vicepresidenza, lasciata vuota dall’economista Giulio Sapelli. Non si sa neppure chi sarà il nuovo presidente al posto di Marco Jacobini. Verso la riconferma invece, secondo il Sole 24 Ore, il consigliere delegato Vincenzo De Bustis.

LE RICHIESTE DEL COMITATO AZIONISTI

Nel documento redatto dal Comitato azionisti della Popolare di Bari si rileva come “il progetto di bilancio 2018 della banca ha visto dare numeri diversi per tre volte in un mese, numeri sempre in peggioramento” così come “l’assemblea è stata spostata per ben due volte” e non si conosce l’ordine del giorno di quella fissata al 21 luglio. “Gli ultimi segnali, in ordine cronologico, che arrivano dalla banca dimostrano (qualora ce ne fosse ancora bisogno) che l’urgenza maggiore per  la banca è meritare e recuperare la fiducia dei suoi veri ed unici proprietari, ossia degli azionisti, i quali peraltro sono anche correntisti e quindi clienti – si legge ancora -. La possibilità di capitalizzare i 500 milioni di euro messi a disposizione dalla nuova normativa, nonché la causa verso la Commissione europea per il caso Tercas sono due dati positivi, ma attengono uno ad un’operazione contabile ed un altro ad una causa giudiziale. Invece oggi serve un Consiglio di Amministrazione che sia rinnovato e abbia un progetto per ridare redditività alla banca e liquidabilità al titolo azionario”.

Il Comitato chiede che all’interno del board ci sia il suo presidente, Canio Trione, la cui nomina “garantirebbe la presenza di una persona che è espressione diretta dei piccoli azionisti della banca, i quali oggi hanno la netta percezione di non essere rappresentati all’interno del Consiglio”. Ricorda poi di “aver affiancato i piccoli azionisti con un’informazione costante ai soci per descrivere e spiegare i tanti eventi di questo triennio: 2 milioni di euro di Fondo di solidarietà devoluti a soci che erano in situazioni critiche; 3,5 milioni di euro per il primo tavolo di conciliazione che la banca ha deliberato, per i soci che hanno avviato una causa nel 2018; cause per gli azionisti che avevano comprato le azioni con violazioni delle regole di tutela; assistenza dinanzi alle Autorità di Vigilanza per esporre fatti lesivi; introduzione di un mutuo con clausola specifica che prevede la facoltà di sospensione della rata, per tre volte e fino a tre anni; fidi a tasso agevolato per azionisti in crisi di liquidità; elaborazione di una progettualità tecnicamente idonea a ridare redditività alla banca”.

In quest’ambito il Comitato degli Azionisti ha proposto tra l’altro di costituire un Fondo che garantisca un dividendo e ridia liquidità al titolo azionario; di allargare la possibilità di sospensione della corresponsione della sorte capitale di mutui e finanziamenti, anche alle Pmi; per le aziende del settore agricolo di offrire anche un contratto di mutuo misto; per i clienti che abbiano restituito regolarmente più della metà di quanto prestatogli di offrire, senza oneri di sorta e a valere sulla garanzia già esistente, fino ai due terzi di quanto restituito, alle stesse condizioni originarie. Su tali elementi si chiede alla banca un confronto “non in maniera strumentale per ‘superare’ il 21 luglio, ma per dimostrare di avere la capacità – con i fatti – di recuperare la fiducia dei suoi soci e clienti dal 22 luglio”.

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