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Philip Morris, cosa c’è nel piano di investimenti in Italia

Philip Morris

Un piano di investimenti per l’Italia pari a circa 600 milioni di euro spalmati in tre anni e collegati ai nuovi prodotti senza combustione. È questo, in estrema sintesi, il contenuto del progetto tutto italiano di Philip Morris International che prevede un impatto occupazionale stimato diretto, indiretto e indotto di circa 8000 posti di lavoro lungo la filiera e ha il suo fulcro nel nuovo Centro per l’Eccellenza Industriale appena inaugurato a Crespellano (ne avevamo già parlato qui), nel Bolognese il più grande al mondo, dicono da PMI, per industrializzazione, innovazione di processo, ingegnerizzazione e sostenibilità.

Il nuovo Centro in provincia di Bologna coinvolgerà complessivamente oltre 250 persone altamente qualificate, tra dipendenti che attualmente operano in Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, nuove assunzioni e lavoratori che proverranno da altre affiliate del gruppo PMI. Tra i servizi oggetto delle attività rientreranno quelli a supporto della prototipazione dei prodotti e dell’industrializzazione, come l’identificazione di nuovi macchinari per realizzare i prodotti finiti su larga scala, il miglioramento dei processi produttivi, progetti di sostenibilità volti a migliorare le performance ambientali come l’uso efficiente e responsabile delle risorse.

Entro l’anno termineranno i lavori per la realizzazione del Philip Morris Institute for Manufacturing Competences (IMC) avviati a fine 2020. Il nuovo centro di Philip Morris per l’alta formazione delle competenze legate a Industria 4.0 sarà dedicato allo sviluppo delle competenze industriali del futuro, con particolare focus su formazione e professionalizzazione, trasferimento tecnologico e open innovation, ricerca applicata e rapporto università-impresa. La realizzazione del Philip Morris IMC vede il coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna e di importanti realtà del mondo accademico e della formazione, tra cui l’Università di Bologna, il Politecnico di Bari e ITS Maker, e dell’innovazione tecnologica e dello sviluppo delle competenze, tra cui il consorzio BI-Rex e ART-ER.

Il progetto per la nuova struttura diventerebbe uno dei primi casi in Italia ad ottenere tali certificazioni, mirate a premiare gli edifici pensati per soddisfare il benessere delle persone, con un’attenzione particolare all’efficienza energetica, all’utilizzo di risorse rinnovabili, alla sostenibilità ambientale e alla tutela del paesaggio. L’edificio sarà inoltre munito di un parco fotovoltaico per la produzione di energia elettrica.

Si tratta solo degli ultimi stabilimenti aperti nel nostro Paese: alla fine del 2020, durante l’emergenza Covid-19, Philip Morris Italia aveva inaugurato il Philip Morris Digital Information Service Center (DISC), centro assistenza situato a Taranto che oggi impiega oltre 300 persone. Inoltre, il Gruppo acquista oltre la metà del tabacco prodotto in Italia in Veneto, Umbria e Campania grazie ad accordi pluriennali firmati con il Ministero delle Politiche Agricole e con Coldiretti.

Il nuovo Centro bolognese e il nuovo piano industriale di PMI si inseriscono – dice il gruppo – nel processo di trasformazione dell’azienda verso “un futuro senza fumo”, contribuendo a generare un impatto significativo nello sviluppo di prodotti sempre più innovativi con l’obiettivo ultimo di eliminare le sigarette nel più breve tempo possibile. L’obiettivo di Philip Morris International è generare entro il 2025 oltre il 50% dei ricavi netti totali da prodotti senza combustione, raggiungendo 40 milioni di fumatori adulti in tutto il mondo.

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