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Fringe Benefit

Perché la soglia dei fringe benefit a 3.000 euro va assicurata anche ai lavoratori senza figli a carico

L'intervento di Giovanni Assi, consigliere nazionale Unimpresa

 

Una delle misure di maggiore interesse del “decreto lavoro”, in grado di contribuire concretamente a restituire valore ai salari dei lavoratori, aiutando le loro famiglie, senza al tempo stesso pesare sulle casse delle nostre imprese, sembra essere certamente l’aumento della soglia dei fringe benefit esenti a 3.000 euro. Si tratta della misura che consente di rimborsare anche il pagamento delle utenze domestiche contrastando così la crescita dei costi e del relativo problema del “caro bollette”. Del resto, stiamo attraversando un momento drammatico in cui i tassi di interesse non bloccano la loro ascesa e l’inflazione e il carrello della spesa sono arrivati a limiti insostenibili.

Tutto bellissimo o quasi, perché questa misura, nel 2023, nasconde un vincolo davvero pesante e che ne limita notevolmente gli effetti della sua portata, poiché consente di beneficiarne soltanto ai lavoratori dipendenti con figli a carico, mentre per i lavoratori privi di figli a carico, resta confermata la soglia prevista dall’articolo 51 comma 3 del testo unico delle imposte sui redditi (tuir) ovvero di 258,23 annui. Tale distinzione, oltre a creare all’interno delle stesse aziende dei lavoratori di “serie A” e dei lavoratori di “serie B”, nasconde a nostro avviso dei fortissimi rischi di incostituzionalità, poiché sembra violare diversi articoli della Legge fondamentale dello Stato (articoli 2, 3, 4, e 29).

Unimpresa, che da sempre si è spesa in maniera forte rispetto all’ampliamento dell’utilizzo dello strumento welfare, presentando anche proposte di modifiche alla normativa vigente ormai anacronistica in materia, chiede, pertanto, al governo presieduto dalla Premier Giorgia Meloni, di ampliare, in sede di conversione del decreto legge, questa possibilità a tutti i lavoratori dipendenti e ai lavoratori con reddito assimilato al lavoro dipendente. Insomma, occorre garantire il beneficio di questa misura indipendentemente dall’avere o meno a carico dei figli: ciò perché il momento storico è difficile per tutti i lavoratori italiani e, in questo momento, tutti devono essere supportati senza differenziazioni di alcun tipo e una famiglia con figli grandi che magari percepiscono per qualche piccolo lavoretto sporadico delle piccole somme, ha le stesse difficoltà di pagare le rate del mutuo o le bollette, di una famiglia con un figlio appena nato.

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