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Swisscom Svizzera Vodafone Fastweb

Perché in Svizzera i politici borbottano sull’operazione Swisscom-Vodafone

Swisscom, attiva in Italia con Fastweb, è pronto a comprare Vodafone Italia per 8 miliardi di euro. Il gruppo di tlc svizzero, controllato al 51% dalla Confederazione, è sotto il fuoco di fila di alcuni partiti in Svizzera...

 

Niente acquisizioni per Swisscom, il colosso delle tlc elvetico controllato dallo Stato, con i soldi dei contribuenti svizzeri!

È l’altolà lanciato a Swisscom dall’Udc, l’Unione democratica di centro, il partito di destra che in Svizzera è il più votato da oltre 20 anni, che in un comunicato stampa datato 28 febbraio si oppone agli acquisti all’estero con la garanzia, appunto, dello Stato.

Nello stesso giorno infatti il gruppo di tlc svizzero, attivo in Italia con Fastweb, aveva confermato di essere in trattative esclusive avanzate con la multinazionale britannica per l’acquisizione in contanti del 100% di Vodafone Italia per 8 miliardi di euro.

L’obiettivo di Swisscom è una fusione di Vodafone Italia con Fastweb. È quanto si legge in una nota della società di telecomunicazioni elvetica in cui si informa che i due gruppi hanno trovato un accordo sul prezzo di acquisto in via preliminare di 8 miliardi di euro in contanti e senza debiti.

Ma Swisscom è di proprietà della Confederazione elvetica (con una quota del 51%). Pertanto, secondo i politici dell’Udc, se la società vuole espandersi nel nostro paese acquisendo le attività italiane del gruppo inglese Vodafone deve prima essere privatizzata.

Non solo, i vertici di Swisscom dovranno fornire spiegazioni presso le commissioni parlamentari competenti, come riportava la settimana scorsa La regione, “La presidente della commissione delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati, Marianne Maret (Centro), ha confermato oggi a Keystone-Ats la notizia in questo senso pubblicata dal Tages-Anzeiger. Anche l’omonima commissione del Consiglio nazionale ha invitato il gigante blu, ha confermato il vicepresidente Thomas Hurter (Udc)”.

D’altronde, se l’operazione con Vodafone andrà in porto il debito di Swisscom rischia di aumentare: l’indebitamento netto dovrebbe aumentare da 7,7 miliardi di franchi alla fine dello scorso anno a 15,3 miliardi, rileva Allnews.

Tutti i dettagli.

LA STRATEGIA DI SWISSCOM CON VODAFONE

Dopo settimane di indiscrezioni diffuse dalla stampa, mercoledì scorso Swisscom ha confermato di essere in “trattative esclusive” con la britannica Vodafone per l’acquisizione di Vodafone Italia.

“Sebbene i termini completi della transazione debbano ancora essere definiti, Swisscom e Vodafone hanno concordato un prezzo di acquisto preliminare per Vodafone Italia di 8 miliardi di euro su base cash and debt free”, spiega il gruppo elvetico in una nota. La società che già controlla Fastweb sottolinea che “la fusione prevista tra Vodafone Italia e Fastweb riunirebbe infrastrutture mobili e fisse di alta qualità, competenze e capacità complementari per creare un’azienda leader convergente”.

La transazione, prosegue la nota, è attesa comportare una crescita di valore e dei flussi di cassa per Swisscom. Il gruppo svizzero, post acquisizione, si aspetta di mantenere almeno un rating di credito “A” e di avere un impatto positivo sulla politica dei dividendi.

Tuttavia, “non c’è alcuna certezza che la transazione vada a buon fine – conclude Swisscom – Se necessario, verrà fatto un ulteriore annuncio al momento opportuno”.

LA POSIZIONE DEL GRUPPO TLC BRITANNICO

Da parte sua Vodafone — che il mese scorso ha rifiutato la proposta di Iliad di unire le attività delle due società in Italia in una joint venture paritetica in base alla quale il gruppo britannico avrebbe ricevuto 6,6 miliardi di euro in contanti per un valore aziendale di 10,45 miliardi di euro — ha fatto sapere che la “vendita a Swisscom” è la “migliore soluzione per i soci” “In termini di creazione di valore, incassi e certezza del deal”.

Quindi la multinazionale britannica guidata da Margherita Della Valle è pronta a uscire dal mercato italiano con la cessione di Vodafone Italia a Swisscom.

Vodafone, che ricorda come non ci sia ancora “certezza” sul fatto che l’operazione vada in porto, ha confermato che la vendita avverrà sula base di una valutazione di 8 miliardi di euro di Vodafone Italia, al netto di debito e cassa. L’enterprise value rappresenta un multiplo di circa 26 volte il consensus sui flussi di cassa operativi per il 2024 e di circa 7,6 volte il consensus sull’ebitdaal rettificato.

COSA NE PENSA IL PRINCIPALE PARTITO SVIZZERO DELL’OPERAZIONE

“La Confederazione è l’azionista di maggioranza di Swisscom ed è quindi responsabile in ultima analisi per l’azienda”, ha affermato la settimana scorsa in una nota il partito Udc. “L’Udc Svizzera rifiuta le avventure all’estero quando lo Stato garantisce di fatto le perdite”.

E a questo proposito la nota ricorda che Swisscom ha già alle spalle una lunga serie di attività estere in perdita e che hanno portato alla cancellazione di miliardi di franchi (Ungheria, India, Malaysia, Germania, Italia). Ad esempio nel 2005 il gruppo aveva tentato di rilevare la società irlandese Eircom ma su pressione dell’allora consigliere federale Christoph Blocher l’acquisizione fu vietata. Dopodiché, nel 2011 Eircom ha avviato una procedura di insolvenza a causa di debiti per un totale di 4 miliardi di euro.

“Swisscom e il mondo politico sono a un bivio. Attualmente la società è in maggioranza di proprietà della Confederazione con un mandato di servizio universale. Se vuole una completa libertà imprenditoriale deve essere privatizzata” concludeva la nota.

I SUBBUGLI POLITICI IN SVIZZERA

Ma l’Udc non è l’unico ad allarmarsi in Svizzera per le mire espansionistiche di Swisscom.

La presidente della Commissione telecomunicazioni del Consiglio degli Stati Marianne Maret (Centro/VS) ha confermato giovedì a Keystone-ATS l’invito a Swisscom a chiarire le sue intenzioni, rilanciato dal Tages-Anzeiger. Anche l’omonima commissione del Consiglio nazionale ha invitato la società, come confermato dal suo vicepresidente Thomas Hurter (UDC/ZH).

Secondo il Tages-Anzeiger anche le commissioni dell’economia e dei diritti d’autore intendono esaminare questa acquisizione. In entrambe le Camere sono state lanciate iniziative parlamentari per “chiarire le regole del gioco” riguardo alle imprese federali in concorrenza con il settore privato.

IL COMMENTO DI BLOOMBERG

Infine, secondo Bloomberg, l’opposizione dell’Udc non sarà necessariamente un ostacolo all’accordo, poiché i membri del Consiglio federale al potere tendono a trovare consenso sulle decisioni importanti indipendentemente dalle linee del partito. Il ministero svizzero delle infrastrutture, che sovrintende alla partecipazione dello Stato in Swisscom, ha affermato in una risposta via e-mail alle domande se il governo “si è occupato della questione”, rifiutandosi di commentare ulteriormente mentre i negoziati sono in corso.

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