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Perché i pensionati sbuffano contro il meccanismo rivalutativo del governo Meloni

Pensionati

Pensionati sul piede di guerra contro il meccanismo rivalutativo previsto dall’ultima Legge di Bilancio: “Accanimento nei confronti di chi ha versato cospicui contributi nel corso della sua vita professionale”, dice l’associazione Aps Leonida

Il meccanismo rivalutativo (in 6 fasce) è “peggiore di quello previsto dalla Legge Draghi (234/2021) per il 2022”. Lo sostengono i pensionati di Aps Leonida, gruppo nato su base volontaria che, si legge sul loro sito “si è creato al fine di cercare di tutelare le pensioni dalle molteplici incursioni della politica, che – sostengono gli aderenti, per lo più veneti, cui nel corso degli anni si sono aggiunti membri del Friuli V.G., Trentino, Lombardia, Piemonte e Lazio – pensa di risolvere i problemi del deficit INPS o del debito pubblico mettendo le mani nelle nostre tasche, con molteplici rapine. Il contributo di solidarietà (per le pensioni più elevate) e la mancata perequazione delle pensioni (per tutte le pensioni over 2000 euro lordi/mese)”.

I MUGUGNI DEI PENSIONATI

La Legge Finanziaria, promulgata a fine anno dal Governo, prevede, per ridurre l’impatto inflattivo, una rivalutazione pari al 7,3% per le pensioni lorde fino a 4 volte il minimo INPS (il minimo vale 524,34 € x 13 mensilità) mentre per le fasce superiori stabilisce una rivalutazione via via inferiore arrivando solo al 37% (del 7,3%= 2,74%) per quelle tra 8 e 9,9 volte il minimo INPS e al 32% (=2,34%) per quelle superiori a 10 volte lo stesso minimo.

Un ritocco che all’associazione Leonida non sta affatto bene. “La assai ridotta rivalutazione comporta – sostengono i pensionati – una reale perdita del potere d’acquisto per quest’anno e per il prossimo, che corrisponde, di fatto, a una decurtazione definitiva e non più recuperabile degli assegni spettanti.

“Tale ingiusto trattamento – si legge in una nota – potrebbe essere, anzi, seguito da ulteriori azioni lesive nei confronti dei pensionati, vista la presenza nel programma elettorale del partito di maggioranza relativa di un progetto di ricalcolo pensionistico”.

Per questo, l’Aps Leonida ha contattato due avvocati per ricorrere “contro l’ennesimo e reiterato provvedimento legislativo penalizzante nei confronti dei soli pensionati, provvedimento che fa seguito ad analoghi precedenti (basti pensare a quanto avvenuto per 13 volte negli ultimi 17 anni) e costituisce un vero e proprio accanimento nei confronti di chi ha versato cospicui contributi nel corso della sua vita professionale e verso chi, fra l’altro, versa in percentuale determinante l’IRPEF, che sostiene il nostro traballante sistema di welfare”.

Nel mentre, l’Associazione suona alla carica e richiama iscritti e interessati a Padova, il prossimo 4 febbraio 2023, all’Hotel Four Points per discutere, dalle dieci in poi, sulle contromosse.

CHI GUIDA L’APS LEONIDA

Per il triennio 2018-2021 l’Aps Leonida è articolata come segue:

Presidente: Dott. Roberto Mencarelli;

Vice Presidente: Dott. Ennio Orsini;

Segretario: Dott. Stefano Biasioli;

Consiglieri: Dott. Valerio Bodo; Dott. Lorenzo Stevanato; Dott. Renzo Zaccaria; Dott. Sandro Caffi; Dott. Claudio Lucas

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