Economia

Perché Giorgetti cerca di svegliare Conte e Tria

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Il commento dell’economista Giorgio La Malfa a latere delle recenti interviste di Giorgetti e Di Maio

Se il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, che notoriamente non è molto loquace, dà un’intervista per dire che alla ripresa dopo le vacanze vi potrebbe essere un attacco speculativo contro l’Italia, conviene riflettere sulle sue parole. Evidentemente deve avere delle buone ragioni per un’uscita così forte.

Se poi il ministro dello Sviluppo economico, che è il leader dell’altro partito di governo, si affretta il giorno dopo a concedere a sua volta un’intervista per dire che egli non vede nessuna crisi alle porte, evidentemente le posizioni in seno al governo sono divaricate. E infine, se di economia parlano esponenti di alto livello dei due partiti della coalizione, mentre tace il titolare di queste materie che è il ministro dell’Economia, non si può che concludere che oltre a divaricazione vi è anche confusione.

Detto questo, poiché Giorgetti è persona seria e di buon senso, bisogna interrogarsi sul significato delle sue parole. Si può escludere che l’accenno alla crisi autunnale sia un modo di mettere le mani avanti. Se l’Italia venisse investita da un’ondata speculativa, l’averlo preannunciato non cambierebbe il problema.

Il vicepresidente Di Maio si illude quando afferma che, anche di fronte a un attacco speculativo, il governo non si farebbe distogliere dai suoi propositi. In realtà se parte la speculazione, non c’è programma che tenga: l’unica priorità diventa fronteggiare la crisi e questo vuol dire politiche restrittive tout court.

Per questo bisogna pensare che Giorgetti stia rivolgendo a qualcuno un’accusa di inerzia: se si prepara un attacco a settembre, allora bisogna fare qualcosa subito. Si può prevenire un attacco? Il solo modo di farlo è di mettere per tempo sul tavolo i progetti del governo precisando il quadro complessivo in cui essi si collocano. Questo il governo non lo ha ancora fatto.

Il compito è in primo luogo del Presidente del Consiglio che ha responsabilità dell’indirizzo politico del governo e, con lui, del ministro dell’Economia.

E’ possibile che Giorgetti abbia voluto dire all’uno e all’altro: attenti perché mentre voi studiate le carte, può partire la speculazione? Se i destinatari delle parole di Giorgetti sono il presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia non è Di Maio che deve rispondere. L’invito è rivolto al massimo livello politico del Governo. Prima che sia troppo tardi.

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