skip to Main Content

Scott Morton

Perché Fiona Scott Morton ha mollato l’incarico all’Antitrust Ue

In seguito alle polemiche, Fiona Scott Morton rinuncia all'incarico di capo economista della Dg Concorrenza di Bruxelles. Ieri anche il presidente Macron ha criticato l'assunzione di un'economista statunitense per un lavoro chiave nell'antitrust dell'Ue

Alla fine l’economista americana Fiona Scott Morton ha rifiutato l’incarico di capo economista alla Dg Concorrenza dell’Ue.

La nomina della professoressa della Yale University, già capo economista presso la divisione antitrust del Dipartimento di giustizia nell’era Obama, a capo economista della concorrenza (Dg Comp) presso la Commissione europea ha attirato numerose critiche lo scorso 11 luglio.

In realtà, la designazione della statunitense Scott Morton all’unità d’élite antitrust presso la Commissione europea aveva suscitato critiche ancor prima che fosse annunciata.

A maggio un gruppo di organizzazioni, tra cui Balanced Economy Project, Corporate Europe Observatory, European Digital SME Alliance, Irish Council for Civil Liberties, LobbyControl e Open Markets Institute (Europe), hanno inviato una lettera a Margrethe Vestager, commissaria europea per la Concorrenza e vicepresidente della Commissione Ue, esprimendo preoccupazioni sui potenziali conflitti di interesse riguardo la nomina di Scott Morton.

L’economista americana infatti si sarebbe trovata ad esaminare le eccessive concentrazioni di potere economico e acquisizioni come quella di iRobot da parte di Amazon e Figma di Adobe. Oltre a scrutare le big tech tra cui Apple, Amazon e Microsoft, le stesse per cui Fiona Scott Morton ha fornito consulenza, come già metteva in luce Bloomberg nel 2020.

Ma all’indomani della nomina ufficiale, sia membri del Parlamento europeo sia ministri francesi hanno condannato la nomina di un candidato non europeo per il ruolo. Ieri addirittura il presidente francese Macron ha criticato apertamente la scelta della Commissione insistendo sul fatto che l’Unione europea ha bisogno di maggiore indipendenza strategica.

Da parte sua, la commissaria Vestager ha difeso la scelta dell’esecutivo di Bruxelles respingendo le critiche, assicurando che Fiona Scott Morton fosse la persona migliore per il lavoro indipendentemente dalla nazionalità. Ma oggi Scotto Morton ha comunicato che non avrebbe accettato l’incarico come capo economista della concorrenza della Commissione europea

Tutti i dettagli.

L’ANNUNCIO DELLA COMMISSARIA VESTAGER VIA TWITTER

Non è bastata la difesa fino all’ultimo della vice presidente della Commissione europea.

Oggi Vestager ha reso noto la decisione di Scott Morton di ritirarsi dal ruolo di capo economista della Dg Competition pubblicando via Twitter la lettera dell’economista americana con cui declinava l’offerta di lavoro. “Lo accetto con rammarico e spero che continuerà a usare le sue straordinarie abilità per spingere per una forte applicazione della concorrenza” ha dichiarato la commissaria europea.

LA POSIZIONE DELL’ECONOMISTA SCOTT MORTON

Nella sua lettera indirizzata a Vestager, Scott Morton ha affermato: “Data la controversia politica che è sorta a causa della selezione di un non europeo per ricoprire questa posizione, e l’importanza che la Direzione Generale abbia il pieno sostegno dell’Unione europea, convengo che la migliore linea d’azione è per me ritirarmi e non assumere la posizione di capo economista”.

LE CRITICHE DEL PRESIDENTE FRANCESE MACRON

Martedì, ad infuocare il dibattito sulla nomina della Commissione europea di Fiona Scott Morton ci ha pensato addirittura il presidente francese Emmanuel Macron.

L’inquilino dell’Eliseo ha criticato pubblicamente il principale organo di controllo antitrust dell’Ue per la decisione “estremamente preoccupante” di assumere una figura statunitense a capo economista della Direzione generale della concorrenza dell’Unione europea. Inoltre, Macron ha insistito che sarebbe meglio trovare un “grande europeo” per sorvegliare Big Tech, bollando la scelta dell’ex funzionario dell’amministrazione Obama e professoressa dell’Università di Yale al ruolo come mancanza di ambizione dell’Ue.

“Se non abbiamo nessun ricercatore di questo livello per essere reclutato dalla Commissione vuole dire che abbiamo un problema molto grande con tutti i sistemi accademici europei”, ha rimarcato Macron. Questo è un vero punto interrogativo”. Il presidente francese ha poi ricordato la mancanza di “reciprocità” degli Stati Uniti e della Cina per nominare degli europei che sarebbero “al centro” delle loro “decisioni”.

VANA LA DIFESA DI VESTAGER

Poco dopo le osservazioni di Macron, nella giornata di ieri la vicepresidente Vestager è stata interrogata dagli eurodeputati in audizione sulle motivazioni per cui aveva assunto Scott Morton.

La responsabile della concorrenza Ue ha sottolineato che il lavoro di capo economista nel suo dipartimento non comportava poteri decisionali e che pertanto l’incaricato non avrebbe deciso se un caso antitrust potesse essere aperto o chiuso, se una fusione potesse procedere o meno, o se gli aiuti di Stato potessero essere approvato.

Eventuali conflitti di interesse sorti a causa del precedente lavoro di consulenza di Scott Morton per i giganti statunitensi sarebbero stati trattati secondo le regole esistenti, ha rassicurato Vestager durante l’interrogazione alla Commissione affari economici del Parlamento europeo. Vestager ha inoltre insistito sul fatto che Scott Morton fosse il miglior candidato che aveva fatto domanda per il lavoro evidenziato che il record politico di Scott Morton ha mostrato che condivide le ambizioni di Bruxelles di frenare i grandi monopoli tecnologici.

“L’idea che abbia lavorato per tutti i GAFAM [Google, Amazon, Facebook, Apple e Microsoft] e per questo motivo non possa svolgere alcun lavoro tecnico, semplicemente non è vera”, ha chiosato Vestager. “Semmai, l’esperienza in aziende private dovrebbe essere una risorsa, non un inconveniente” ha osservato ancora la vicepresidente della Commissione, ricordando che “è abbastanza comune nel mondo accademico, avere un curriculum accademico e poi svolgere un lavoro di consulenza a parte”.

PERCHÉ LA SCELTA È RICADUTA SU UN NON EUROPEO

Ma possibile che all’interno dell’Ue, tra i Ventisette stati membri, non si sia candidato un economista all’altezza del ruolo?

Scott Morton sarebbe stata il primo cittadino extracomunitario ad assumere un incarico così importante in Commissione. La DG per la concorrenza è il braccio antitrust dell’esecutivo dell’Ue, responsabile delle indagini sui comportamenti anticoncorrenziali delle società, dell’autorizzazione di fusioni e acquisizioni e della convalida degli aiuti di Stato concessi da vari governi.

“È estremamente raro che un cittadino non europeo ricopra una posizione così elevata nell’esecutivo dell’Ue” sottolinea oggi Le Monde.

Secondo quanto reso noto dalla Commissione, Bruxelles ha ricevuto 11 domande di cui quattro erano in linea con i criteri di ammissibilità e due sono arrivate al vaglio finale: Scott Morton e un europeo. “La scelta di aprire a tutte le nazionalità era chiara dall’avviso di posto vacante pubblicato sul sito web della commissione a marzo”, ha asserito Vestager.

Da qui la scelta finale sull’ex economista del ministero di giustizia Usa e consulente per le big tech Apple, Amazon e Microsoft.

“Ha una comprovata esperienza come sostenitrice di una forte applicazione e della regolamentazione tecnologica. Questo è anche il nostro approccio”, ha evidenziato in audizione Vestager sostenendo con forza che Scott Morton “Non è una lobbista, non è stata una lobbista, ha svolto un lavoro di consulenza”.

SFIORATO CONFLITTO DI INTERESSI… MA NON SOLO

Tuttavia, i precedenti legami dell’economista Scott Morton con le società Big Tech hanno attirato dubbi e critiche. Soprattutto in un momento in cui Bruxelles sta spingendo per una regolamentazione tecnologica più severa. Con l’incarico alla Dg Comp dell’Ue, la professoressa americana avrebbe dovuto fornire consulenza sul Digital Markets Act, le nuove norme di concorrenza dell’Ue che regolano il modo in cui le grandi piattaforme online utilizzano il loro potere di mercato.

Ed ecco che si è consumato un vero e proprio caso all’Antitrust Ue, forse espressione di malumori più ampi. Come ha osservato il Financial Times, “lo scontro su Scott Morton ha evidenziato crepe più profonde all’interno dell’Ue, con la Francia che chiede un approccio più duro che protegga l’indipendenza economica dell’Europa dal potere di Stati Uniti, Big Tech e Cina”.

Back To Top