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Astrazeneca

Perché AstraZeneca ha comprato Icosavax

L’acquisto di Icosavax per 1,1 miliardi di dollari dà la possibilità ad AstraZeneca di competere con Pfizer e Gsk nel multimiliardario mercato dei farmaci contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), che in Europa causa ogni anno circa 250mila ricoveri e 17mila decessi. Tutti i dettagli

 

AstraZeneca, con la chiusura dell’accordo con la casa farmaceutica Icosavax, si mette sotto l’albero di Natale un acquisto da 1,1 miliardi di dollari. L’intenzione è quella di unire l’esperienza delle due aziende nello sviluppo di vaccini contro i virus respiratori.

COSA PREVEDE L’ACCORDO

L’anglo-svedese AstraZeneca ha accettato di acquistare Icosavax, sviluppatore statunitense di vaccini contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), e ha offerto 15 dollari in contanti per azione, un premio del 43% rispetto all’ultima chiusura di Borsa, riferisce Reuters, ma aggiungerà fino a 5 dollari per azione se i prodotti sperimentali raggiungeranno determinati traguardi normativi e di vendita.

“Insieme – scrive Teleborsa -, i pagamenti anticipati e il potenziale valore contingente massimo rappresentano, se raggiunti, un valore di transazione di circa 1,1 miliardi di dollari, un premio del 91% rispetto al prezzo di mercato di chiusura di Icosavax l’11 dicembre 2023 e un premio del 130% rispetto al VWAP a 60 giorni”.

LE INTENZIONI DI ASTRAZENECA

AstraZeneca è apparsa nel mercato nei vaccini co-sviluppando quello anti-Covid con l’Università di Oxford e alla fine del 2021 ha creato una divisione separata per la terapia con vaccini e anticorpi. Ora, l’acquisizione mira a rafforzare in questo ambito la pipeline dei suoi farmaci.

Icosavax infatti sta lavorando a un candidato vaccino combinato (IVX-A12) contro l’RSV e il metapneumovirus umano (hMPV). L’RSV è una delle principali cause di polmonite nei bambini e negli anziani, mentre l’hMPV causa infezioni del tratto respiratorio molto simili.

Se i risultati dovessero essere positivi, il potenziale vaccino sarebbe il primo contro l’RSV dell’azienda di Cambridge e si aggiungerebbe al suo attuale portafoglio RSV, che comprende Beyfortus, un farmaco sviluppato insieme a Sanofi che riduce dell’83% i ricoveri dei neonati.

A CHE PUNTO È IL CANDIDATO VACCINO DI ICOSAVAX

IVX-A12 di Icosavax è pronto per la Fase III e secondo Iskra Reic, vicepresidente esecutivo della divisione Vaccines & Immune Therapies di AstraZeneca, grazie alla sua tecnologia con particelle simili a virus, “ha il potenziale per trasformare la prevenzione contro gravi malattie infettive, tra cui RSV e hMPV”.

Inoltre, con l’aggiunta di questo potenziale farmaco nel portafoglio, AstraZeneca avrà non solo “un vaccino sperimentale differenziato e avanzato” ma anche “una piattaforma per l’ulteriore sviluppo di vaccini combinati contro i virus respiratori”, ha detto Reic.

NELLA GARA DEI VACCINI CONTRO L’RSV

Se IVX-A12 ottenesse l’approvazione si inserirebbe nella competizione con altri due giganti. Lo scorso giugno infatti l’Unione europea ha autorizzato Arexvy di GlaxoSmithKline (Gsk) per la prevenzione della malattia del tratto respiratorio inferiore (LRTD; malattie dei polmoni come bronchite o polmonite) provocata dal virus respiratorio sinciziale negli adulti di età pari o superiore a 60 anni.

E questa estate è arrivato anche il via libera per Abrysvo di Pfizer, un vaccino che protegge dalle malattie del tratto respiratorio inferiore (LRTD) causate dall’RSV negli over 60. È raccomandato, inoltre, alle donne durante la gravidanza per proteggere il bambino da LRTD dalla nascita fino a 6 mesi di età.

Nonostante il virus respiratorio sinciziale sia considerato dagli esperti un comune virus respiratorio che di solito causa sintomi lievi, può far sviluppare anche forme gravi in neonati o persone vulnerabili, come nel caso di anziani con diabete, malattie polmonari o cardiache. In Europa, infatti, tra gli over 65 causa ogni anno circa 250mila ricoveri e 17mila decessi in ospedale.

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