Skip to content

avio

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

Perché Advent entra in Avio (e cosa cambia per Leonardo e Delfin)

Aumento di capitale da 109,4 milioni, nuovo socio al 7%, specializzato nell'aerospazio e difesa, e strategia sempre più orientata agli Stati Uniti. Come cambia l'assetto azionario di Avio e a cosa serviranno le nuove risorse

 

L’America nel mirino. E Advent nel capitale. La svolta di Avio passa da un aumento di capitale da oltre 109 milioni di euro, dall’ingresso di un nuovo socio finanziario specializzato nella difesa e da un obiettivo dichiarato: accelerare la crescita negli Stati Uniti in un mercato che chiede molti più motori a propellente solido di quanti oggi l’industria occidentale sia in grado di produrre. Una partita che riguarda lo spazio, ma sempre più anche la difesa, e che ridisegna gli equilibri azionari del gruppo italiano, mantenendo però saldamente il controllo nelle mani degli attuali soci industriali.

L’operazione, annunciata dal consiglio di amministrazione il 6 luglio, prevede l’ingresso di fondi gestiti da Advent International attraverso un aumento di capitale riservato. Il fondo statunitense sottoscriverà fino a 3.275.268 nuove azioni emesse al prezzo di 33,4 euro ciascuna, pari alla chiusura del titolo nella seduta precedente, versando complessivamente 109,4 milioni di euro. L’aumento sarà deliberato in esecuzione della delega approvata dall’assemblea straordinaria del 23 ottobre 2025 e resta subordinato, tra le altre condizioni, al via libera del governo nell’ambito della disciplina sul golden power.

COME CAMBIA L’AZIONARIATO DI AVIO

Con il closing Advent deterrà una partecipazione pari a circa il 7% del capitale precedente all’operazione. L’ingresso del fondo comporterà una fisiologica diluizione degli attuali soci: Leonardo, che negli ultimi anni ha progressivamente ridotto la propria partecipazione nel gruppo, passerà dal 19,3% a circa il 18%, mentre Delfin scenderà dal 3,7% a circa il 3,2%. Il resto del capitale continuerà a essere nelle mani del mercato, ampliando però la presenza di un investitore internazionale che conosce da vicino il comparto aerospazio e difesa e che vanta consolidate relazioni con i principali contractor e con le agenzie governative statunitensi.

La Borsa ha accolto positivamente la notizia. Nella seduta successiva all’annuncio il titolo Avio è salito del 3,8%, a 34,6 euro, sopra il prezzo fissato per la sottoscrizione delle nuove azioni.

PERCHÉ AVIO PUNTA SUGLI STATI UNITI

L’aumento di capitale non serve però a coprire esigenze di cassa immediate. La logica è industriale prima ancora che finanziaria. Avio punta infatti a rafforzare la propria struttura patrimoniale per sostenere una fase di forte espansione della domanda mondiale di sistemi di propulsione a propellente solido. Secondo le nuove stime diffuse dalla società, fino al 2030 il divario tra domanda e capacità produttiva disponibile in Europa e negli Stati Uniti raggiungerà in media tra 3.000 e 3.700 tonnellate annue, ben oltre le precedenti previsioni di 2.400 tonnellate. Le scorte esistenti si stanno esaurendo e i grandi appaltatori della difesa cercano nuovi fornitori qualificati per aumentare rapidamente la produzione.

È in questo scenario che assume un peso decisivo il progetto americano di Avio. La società sta investendo nello sviluppo della propria presenza negli Stati Uniti, dove ha avviato il piano per un nuovo impianto in Virginia destinato alla produzione di motori a propellente solido per i programmi spaziali e della difesa, un investimento da circa 500 milioni di dollari sostenuto anche da incentivi pubblici per circa 100 milioni. L’ingresso di Advent offre ad Avio un partner profondamente radicato nel mercato americano, con una rete di relazioni industriali e istituzionali che può facilitare la crescita oltre Atlantico.

Non è un caso che lo stesso amministratore delegato Giulio Ranzo (nella foto) abbia indicato proprio l’altra sponda dell’oceano come la priorità dell’operazione, spiegando che la partnership con Advent “rafforza il nostro profilo finanziario e consente di accelerare la nostra espansione negli Stati Uniti”, oltre a rappresentare un segnale di fiducia nelle prospettive di crescita della società.

PERCHÉ ADVENT PUÒ CAMBIARE MARCIA AD AVIO

Anche gli analisti leggono l’operazione in questa chiave. Secondo Equita, le nuove risorse potranno essere utilizzate non tanto per finanziare il piano di investimenti già annunciato, quanto per operazioni di acquisizione mirate a mettere in sicurezza la filiera produttiva. Intermonte evidenzia invece come l’ingresso di Advent possa favorire la strategia di crescita negli Stati Uniti, sia attraverso l’acquisizione di fornitori critici sia accelerando l’aumento della capacità produttiva americana. Anche Banca Akros giudica positivamente l’operazione, sottolineando che il quadro della domanda è oggi molto più favorevole rispetto alle stime formulate in passato.

DUE PROTAGONISTI DELL’AEROSPAZIO

Per Avio si tratta di una nuova fase di sviluppo. Il gruppo con sede a Colleferro è uno dei principali protagonisti europei della propulsione spaziale e militare. È prime contractor del lanciatore Vega, partecipa al programma Ariane e produce sistemi di propulsione solida, liquida e criogenica utilizzati sia nei lanciatori spaziali sia nei principali programmi missilistici europei. Opera in Italia, Francia, Guyana Francese e Stati Uniti e impiega circa 1.500 addetti altamente specializzati.

L’espansione si inserisce inoltre in una fase di miglioramento dei risultati economici. Nel primo trimestre del 2026 Avio ha registrato un Ebitda di 5,2 milioni di euro, in crescita di circa il 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie all’aumento dei ricavi che ha compensato i maggiori costi sostenuti proprio per lo sviluppo delle attività negli Stati Uniti. La capitalizzazione di mercato si aggira intorno a 1,8 miliardi di dollari, mentre la crescita della spesa per la difesa nei Paesi occidentali continua a sostenere la domanda dei suoi prodotti.

Dal canto suo Advent non è un investitore generalista. Il gruppo di private equity, che gestisce oltre 94 miliardi di dollari di asset, negli ultimi anni ha costruito una presenza sempre più significativa nell’aerospazio e nella difesa, investendo in società come Cobham, Ultra Electronics, Vantor e Attalon e annunciando nei mesi scorsi un programma da un miliardo di dollari dedicato alle tecnologie della difesa di nuova generazione.

Torna su