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Investimenti

Nuovi dazi Ue anti auto elettriche cinesi: genialata o boomerang?

Gli effetti diretti e indiretti dei nuovi dazi decisi dalla Commissione europea contro le auto elettriche cinesi. L'approfondimento del Mattinale Europeo

CHE COSA HA DECISO BRUXELLES CONTRO LE AUTO ELETTRICHE CINESI

Dazi record contro le importazioni di veicoli elettrici cinesi – La Commissione ieri ha imposto dazi anti sussidi record contro le importazioni di veicoli elettrici a batteria cinesi, con un tasso che può raggiungere quasi il 50 per cento per una parte di produttori, compresi gli europei che hanno deciso di delocalizzare in Cina. Dopo un’indagine durata nove mesi, la Commissione ha scoperto che la Cina fornisce sussidi su tutta la catena del valore dei veicoli elettrici: dalla miniera per estrarre il litio fino ai porti nell’Ue. Gli aiuti vengono forniti a ogni livello: autorità nazionali, provinciali, locali, banche e altre istituzioni finanziarie. Non ci sono solo le tradizionali sovvenzioni dirette o gli sconti fiscali. Pechino ha messo in piedi un sistema di finanza creativa che comprende Green bond e cartolarizzazioni. La Banca centrale cinese offre tassi di rifinanziamento preferenziali alle banche che sostengono il green tech. I dazi imposti ai singoli produttori testati nell’inchiesta corrispondono al livello di sussidi di cui beneficiano e a quanto hanno cooperato con Bruxelles: 17,4 per cento per Byd, 20,0 per cento per Geely, 38,1 per cento per Saic. Ad altri 21 produttori sarà imposto il 21 per cento. A quelli che non hanno collaborato sarà inflitto un dazio del 38,1 per cento. I dazi sono aggiuntivi rispetto a quelli attuali del 10 per cento e entreranno provvisoriamente in vigore il 4 luglio. La loro adozione definitiva è prevista per novembre.

VON DER LEYEN SPOSA LE TESI FRANCESI SULLA CINA, MENTRE LA GERMANIA…

Von der Leyen privilegia la Francia e rischia una guerra commerciale con la Cina – Sui dazi alle auto elettriche cinesi, nel momento in cui cerca un secondo mandato, per una volta Ursula von der Leyen ha scelto la Francia rispetto alla sua Germania. Berlino ha condotto un’intensa campagna contro misure tariffarie per il timore delle rappresaglie cinesi e tutelare i suoi costruttori che producono in Cina. Il ministero del Commercio cinese si è detto “altamente preoccupato e fortemente insoddisfatto” della decisione della Commissione e ha avvertito che “adotterà tutte le misure necessarie” per proteggere gli interessi delle sue imprese. “La Commissione europea politicizza e utilizza come arma le questioni economiche e commerciali”, ha affermato il ministero. “Questo è un puro atto protezionistico”. Ufficialmente la Commissione è pronta al dialogo, ma nessuno a Bruxelles crede che Pechino farà concessioni. “Il governo cinese finora ha lanciato molte minacce di rappresaglie commerciali, ma non ha cooperato pienamente nell’indagine”, ci ha detto una fonte della Commissione.

GLI EFFETTI INDIRETTI DEI NUOVI DAZI ANTI AUTO CINESI

Perché le scadenze del Green deal potrebbero essere messe in discussione dai dazi alla Cina – L’imposizione di dazi sulle auto elettriche cinesi avrà un duplice impatto sui consumatori, scoraggiando la transizione verso l’elettrico nella mobilità. Non solo le auto elettriche cinesi costeranno più care, ma scenderà la pressione sui costruttori europei per abbassare i loro prezzi, attualmente fuori portata per la maggior parte dei cittadini. La Commissione ha scelto di proteggere industria, posti di lavoro (2,5 milioni diretti e 10,3 milioni indiretti) e investimenti nell’Ue. “Non è sostenibile avere transizione climatica senza base industriale per il green tech nell’Unione europea”, ci ha detto un funzionario della Commissione. In queste condizioni sarà possibile per von der Leyen confermare la data del 2035 per la fine alla vendita di auto con motore termico? La sua Cdu e il Partito Popolare Europeo hanno già chiesto di rimettere in discussione la data, come condizione per una conferma come presidente della Commissione.

(Estratto dal Mattinale Europeo)

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