Novità (al momento solo a parole) sull’ipotesi di concerto su Mps-Mediobanca.
Ecco i dettagli che sono emersi nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Banche del Senato.
IL CONCERTO EVIDENTE TRA CALTAGIRONE E DELFIN SU GENERALI VIA MPS-MEDIOBANCA, SECONDO LA PROCURA DI MILANO
La Procura di Milano ribadisce la sua convinzione di un “concerto occulto” tra Delfin e Caltagirone sull’acquisizione di azioni Mediobanca. Lo ha indicato il Procuratore Capo, Marcello Viola, nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Banche del Senato alla quale ha partecipato anche il magistrato milanese Roberto Pellicano. Secondo Viola, tra Delfin e Caltagirone c’era una “volontà comune di ottenere il controllo delle Generali” fin dal 2019 e in occasione dell’ops Mediobanca da parte di Mps c’è stato un “saldarsi di interessi di vecchia data con quelli più recenti di Mps senza rendere trasparente al mercato la saldatura di questi interessi”. Viola ha consegnato al presidente della Commissione, Pierantonio Zanettin, copia elettronica del decreto di perquisizione e sequestro che ha riguardato Milleri, Caltagirone e Lovaglio.
QUEL TESORO DEL MEF NON E’ INDAGATO PER IL CONCERTINO SU MPS
Per la Procura di Milano l’amministratore delegato di Banca Mps, Luigi Lovaglio, ha dato un “supporto fondamentale” al presunto concerto tra Delfin e Caltagirone nell’acquisizione del controllo di Mediobanca. Lo ha indicato il magistrato della Procura milanese, Roberto Pellicano, in audizione con il Procuratore Capo Marcello Villa, davanti alla Commissione banche del Senato. Pellicano spiega che le modalità di cessione da parte del Tesoro della terza tranche di azioni Mps sul mercato con la famosa Abb del novembre 2024 “è criticabile” ma “niente che faccia pensare al Mef oggetto di indagine in quanto tale” e aggiunge: “Ci possono essere persone fisiche che hanno agevolato e concorrono e questo ha riguardato Lovaglio che non è un socio, è il manager e non è uno che mira a nascondere un concerto per essere proprietario, è uno che ha dato un supporto fondamentale al concerto, è un concorrente esterno”.
CHE COSA HA DETTO IL MAGISTRATO MILANESE PELLICANO
In generale, rispondendo alle domande dei senatori, Pellicano ha detto che “non perseguiamo enti né tanto meno enti pubblici perché la fattispecie non punisce gli enti pubblici, sfere di influenza e atteggiamenti che mirano ad avere potere politico verso istituti bancari; ma soggetti che mirano al governo concreto della società senza dichiarare che entrano come soggetti che vogliono avere un peso nella società”. Anche per le casse che hanno acquistato azioni nei mesi scorsi, “definirli concertisti ce ne passa”.
LA RIFORMA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: C’ERA QUALCOSA COL CONCERTO?…
Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo che riordina le sanzioni previste dal Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (cosiddetto Tuf, Dlgs 58 del 1998). Il provvedimento (attuativo della legge delega per la riforma dei mercati dei capitali), “rimodula i limiti edittali per garantire una maggiore aderenza alla gravità delle violazioni, che riguardano principalmente l’inosservanza degli obblighi di trasparenza, la corretta prestazione dei servizi di investimento e le comunicazioni prescritte per le società quotate. Per le violazioni degli obblighi in materia di intermediazione e dei doveri degli emittenti commesse da società ed enti, le sanzioni amministrative pecuniarie variano da un minimo di cinquemila euro fino a dieci milioni di euro o fino al cinque per cento del fatturato totale annuo qualora tale importo sia superiore a dieci milioni. Per le persone fisiche che svolgono funzioni di amministrazione, direzione o controllo, le sanzioni per le medesime inosservanze sono comprese tra un minimo di cinquemila euro e un massimo di due milioni di euro. Nel caso di società quotate che omettono le comunicazioni prescritte, la sanzione minima è elevata a diecimila euro”.







