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Leonardo, conto alla rovescia per la joint-venture sulle Aerostrutture

Crisi Boeing alle spalle? Leonardo prevede di firmare entro la fine di giugno un accordo per una jv paritetica per rilanciare le Aerostrutture

Leonardo prossima a concludere l’intesa con il nuovo partner per le Aerostrutture, attività del gruppo colpita dalle difficoltà del primo committente Boeing.

C’è una esclusiva “fino a giugno” e l’obiettivo è “di firmare prima di quella data”: è la rotta tracciata dall’ad di Leonardo Roberto Cingolani presentando agli analisti i conti 2025. “Ho incontrato personalmente i vertici della nostra potenziale controparte – ha spiegato – Ci chiedono ancora di mantenere la riservatezza per sei mesi, ma posso dirvi in modo molto dettagliato a che punto siamo. Il nostro piano autonomo è stato accettato e valutato molto positivamente dal partner. Abbiamo valutato il piano autonomo del partner, che è molto interessante: l’idea è quella di creare una joint venture, che all’inizio sarà 50 e 50”.

Cingolani ha aggiunto che il piano a lungo termine per il business posizionerà l’azienda “tra le prime tre al mondo”.

E il potenziale partner di Leonardo nelle Aerostrutture potrebbe essere il fondo sovrano dell’Arabia Saudita.

Esattamente un anno fa, il 26 febbraio 2025, era prevista la visita di una delegazione saudita agli impianti di Leonardo di Nola, Pomigliano, Grottaglie e Foggia, ovvero i quattro siti che ospitano le attività Aerostrutture del gruppo ex Finmeccanica.

Da tempo infatti Leonardo Aerostrutture è alla ricerca un nuovo partner industriale, accelerato dalle difficoltà della divisione aerospazio legate alla crisi Boeing. Solo lo stabilimento di Grottaglie – uno dei più impattati dalla crisi della pandemia sul settore aereo civile e che produce le sezioni della fusoliera del Boeing 787 –, ricordava un anno fa il presidente Stefano Pontecorvo, perde attualmente 300 milioni l’anno sull’arco di 4 anni, quindi 1,2 miliardi.

Tutti i dettagli.

FONDO SAUDITA PROBABILE PARTNER INTERNAZIONALE

Al momento non si conosce l’identità del partner, il numero uno di Leonardo ha soltanto detto che il partner “è una azienda internazionale” ed è un soggetto sia finanziario sia industriale con una “forte domanda di componenti per l’aviazione civile, ma anche per l’aviazione militare, gli elicotteri e, nel prossimo futuro, potenzialmente anche per lo spazio”. Il cervello dell’alleanza, ha proseguito, rimarrà “in Italia”. Cingolani ha poi aggiunto che il partner di Leonardo è attesa della conferma di alcuni incentivi pubblici per completare i piani finanziari, riporta Radiocor.

UNA JOINT-VENTURE PARITETICA ALL’INIZIO…

Secondo Cingolani, la nuova joint venture tra Leonardo e il nuovo alleato nel campo delle Aerostrutture sarà in grado in futuro di “posizionarsi tra le prime tre al mondo in termini di dimensione”. Rispondendo a un analista in merito alle trattative per il riassetto della divisione Aerostrutture, il manager ha affermato che sarà attiva in un mercato “molto più grande” di quello in cui opera attualmente. La struttura societaria sarà “inizialmente quella di una jv al 50%”, “perché bisogna anche considerare il tema della fiducia dei nostri clienti come Airbus e Boeing a cui dobbiamo garantire lo standard”. Per il numero uno di Leonardo sarà infatti necessario “un lungo percorso verso il trasferimento di tecnologie molto complesse” e che, “mentre realizziamo il nuovo impianto nel Paese partner” “dobbiamo creare le condizioni per produrre componenti certificati”.

Tuttavia, l’ad di Leonardo non ha escluso che più avanti i pesi azionari “potranno cambiare ma la tempistica dipenderà dai risultati”.

DECONSOLIDARE LE ATTIVITÀ AEROSTRUTTURE

I passi avanti in questo percorso, ha concluso Cingolani, determineranno quando i due azionisti potranno cambiare la struttura societaria e di conseguenza se Leonardo potra’ arrivare a deconsolidare le attivita’ delle Aerostrutture.

“Non vedo alcun problema in futuro” sull’ipotesi di deconsolidare queste attività – ha replicato Cingolani a domanda specifica di un analista – Il punto non è consolidare o deconsolidare, ma è che dobbiamo dare un futuro all’intero settore delle aerostrutture, non solo collegato al nostro cliente tradizionale, ma anche ai mezzi militari. Valuteremo con grande attenzione che la qualità della produzione raggiunga lo standard giusto e a quel punto potremo facilmente cambiare la nostra quota, senza alcun problema. In ogni caso, la forza lavoro non ne sarà influenzata” ha assicurato l’ad di Leonardo.

CHE SUCCEDE ALLA DIVISIONE DI LEONARDO

All’inizio del 2022 il gruppo di Piazza Monte Grappa aveva annunciato il rilancio della divisione Aerostrutture — i cui quattro stabilimenti sono a Pomigliano D’Arco, Nola, Foggia e Grottaglie — con un piano di nuovi investimenti da 300 milioni di euro, partito nella seconda metà del 2023, finalizzato a consolidare la centralità del business attraverso l’aggiornamento tecnologico di programmi, stabilimenti e processi produttivi.

Tanto che nel piano industriale 2024-28, presentato il 12 marzo 2024, Leonardo aveva indicato per la divisione Aerostrutture una crescita di ordini e ricavi rispettivamente del 16% e 17%, “con il breakeven ebita entro la fine del 2025”. L’azienda si era mostrata quindi fiduciosa che riprendano gli ordini per i grandi produttori di aerei come Boeing e Airbus.

L’ANDAMENTO DI LEONARDO AEROSTRUTTURE NEL 2025

Ma come sta andando Aerostrutture?

Il business delle Aerostrutture, ora contenuto nella divisione Aeronautica, ha chiuso il 2025 con 745 milioni di ricavi e un ebita negativo per 134 milioni a fronte dei 746 milioni di ricavi e di un ebita negativo per 168 milioni riportato nel 2024. Gli ordini del 2025 sono stati pari a 909 milioni (692 milioni), secondo  i risultati preliminari del bilancio 2025 esaminati dal cda presieduto da Pontecorvo.

L’aumento delle spedizioni del jet B787 di Boeing – da quattro al mese all’inizio del 2025 a sette al mese alla fine dell’anno – rende “il piano per il futuro molto più solido e affidabile”, ha affermato il Cfo di Leonardo, Giuseppe Aurilio, ripreso da Reuters.

LA POSIZIONE DEI SINDACATI

“Il percorso di ripresa” delle attività Aerostrutture di Leonardo “sta andando avanti, si vedono i frutti delle azioni e degli aggiustamenti, anche organizzativi, che si stanno attuando e li apprezziamo poiché li riteniamo funzionali al percorso di ripresa rafforzato anche dalle assunzioni che sui siti di Aerostrutture stanno avvenendo”. Lo scriveva la Uilm nazionale in una nota a valle della riunione del Coordinamento dei delegati della Business Unit Aerostrutture a inizio febbraio a cui ha partecipato il segretario generale, Rocco Palombella e che ha visto la partecipazione dei rappresentanti degli stabilimenti di Pomigliano, Nola, Foggia e Grottaglie.

“Ora occorre concentrarsi sulla evoluzione industriale dei siti e sulla loro valorizzazione” sottolinea la Uilm evidenziando innanzi tutto che il sito di Pomigliano “dovrà mantenere la connotazione manifatturiera legata all’Atr che può invece rappresentare il fulcro di un nuovo sviluppo industriale intorno al quale valorizzare le altre competenze oggi presenti”.

“Non siamo contrari a ragionare di alleanze”, ribadisce la Uilm, ma “saremo contrari a qualsiasi operazione ispirata dal bisogno di dare risposte di facciata agli investitori, poiché crediamo che il business delle Aerostrutture sia un asset industriale di Leonardo che collocato all’interno della Divisione Aeronautica potrà beneficiare di sinergie e di evoluzioni produttive che potranno incrementare attività e marginalità”.

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