Se il lusso inteso come i grandi marchi di Kering e Lvmh arranca, quello più modesto di un rossetto, un profumo, un prodotto per la skincare o i capelli L’Oréal fa felici molte persone – e anche il colosso francese dei cosmetici, che registra la crescita trimestrale più rapida degli ultimi due anni e il titolo balza del 9% verso il miglior rialzo in 18 anni.
LA PICCOLA GRATIFICAZIONE PRENDE IL POSTO DEL LUSSO
L’Oréal ha riportato una crescita delle vendite nel primo trimestre pari al 6,7% su base comparabile, raggiungendo 12,15 miliardi di euro, con una performance superiore alle attese degli analisti e la crescita trimestrale più forte degli ultimi due anni. Le vendite organiche sono aumentate del 7,6%, rispetto a previsioni più basse, con tutte le divisioni in crescita.
Il gruppo inoltre ha registrato un contributo positivo in tutte le aree geografiche principali, con Stati Uniti, Europa e Cina in crescita e un rafforzamento della domanda di prodotti premium come Kérastase, La Roche-Posay e fragranze come YSL Libre. In Europa e Nord Asia, i ricavi sono aumentati di circa il 5% nel trimestre, mentre il Nord America ha segnato un incremento del 7,6%.
IL RALLY CHE NON SI VEDEVA DA TEMPO
Dopo la pubblicazione dei risultati, il titolo L’Oréal ha registrato un rialzo fino al 9% in Borsa, con punte vicine al 10% e il miglior rialzo intraday da quasi 16 anni, avvicinandosi a un potenziale massimo giornaliero che non si vedeva dal 2008, commenta Cnbc.
Le divisioni del gruppo hanno tutte registrato crescita, con i prodotti professionali e la bellezza dermatologica in aumento a doppia cifra e una crescita del 13,1% per il comparto professionale, nonostante rappresenti la divisione più piccola.

L’ALGORITMO DELLA BELLEZZA TRA CLICK, QUOTE DI MERCATO E ROUTINE
L’amministratore delegato Nicolas Hieronimus ha sottolineato come la crescita sia stata sostenuta dalla capacità del gruppo di aumentare la propria quota di mercato a livello globale e dalla forza del canale e-commerce, che ha mostrato risultati definiti “spettacolari” in tutte le regioni.
Stando all’azienda, la ripresa nella seconda metà del 2025 negli Stati Uniti e in Cina è proseguita, con una sovraperformance rispetto al mercato in entrambe le aree. In Cina, osserva Bloomberg, la crescita è stata trainata in particolare dai prodotti premium, nonostante un calo complessivo del 4% nella regione più ampia che include anche Hong Kong.
L’EFFETTO LIPSTICK
In Europa, le vendite sono cresciute del 5,5%, con L’Oréal che attribuisce direttamente parte della performance al cosiddetto “effetto lipstick”, letteralmente “effetto rossetto”. Hieronimus ha affermato: “L’Europa, per me, è la dimostrazione assoluta di quello che chiamiamo il ‘lipstick effect’ o l’effetto dopamina della bellezza”.
Il concetto indica che, in periodi di stress economico e geopolitico, i consumatori tendono a ridurre le spese elevate ma continuano ad acquistare piccoli beni di lusso come cosmetici, profumi e skincare, utilizzati come forma di compensazione emotiva.
GEOPOLITICA IN FLACONE: IL MEDIO ORIENTE E IL PREZZO DELL’INCERTEZZA
L’Oréal ha segnalato un impatto negativo della domanda in Medio Oriente a causa del conflitto nella regione, in particolare negli Emirati Arabi Uniti, ma con un’incidenza inferiore al 3% delle vendite complessive e quindi considerata gestibile.
Il gruppo prevede, invece, un possibile impatto maggiore nel secondo trimestre, anche a causa delle tensioni legate al conflitto e all’aumento dei costi energetici.
L’aumento dei costi di logistica e materie prime, in particolare plastica e petrolio, rappresenta una possibile pressione sui margini. In caso di persistenza dei prezzi del petrolio tra 90 e 100 dollari al barile, l’impatto stimato – scrive Bloomberg – potrebbe essere tra 90 e 100 milioni di euro. Per il direttore finanziario Christophe Babule, un’inflazione prolungata potrebbe portare a un aumento dei prezzi nel corso dell’anno.
IL PUNTO FORTE DI L’ORÉAL
L’Oréal continua a beneficiare della sua ampia gamma di prodotti, che spazia dal mass market ai marchi premium e ai prodotti dermatologici prescritti, consentendo ai consumatori di restare all’interno del gruppo anche riducendo la spesa. Secondo gli analisti di Barclays, questa struttura permette ai clienti di “scendere di fascia” senza uscire dal portafoglio del gruppo, sostenendo la resilienza dei volumi anche in un contesto di consumi più selettivi.







