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Come vanno i conti pubblici italiani

Che cosa emerge dai principali dati della Notifica Istat sull'indebitamento netto e sul debito delle Amministrazioni Pubbliche, riferiti al periodo 2022-2025, trasmessi alla Commissione Europea.

Come vanno i conti pubblici italiani? Ecco quello che emerge dagli ultimi dati Istat.

I DATI ISTAT SUI CONTI PUBBLICI ITALIANI

L’Istat ha pubblicato questa mattina i principali dati della Notifica sull’indebitamento netto e sul debito delle Amministrazioni Pubbliche, riferiti al periodo 2022-2025, trasmessi alla Commissione Europea in applicazione del protocollo sulla Procedura per i disavanzi eccessivi annesso al Trattato di Maastricht. I dati mostrano che il rapporto deficit-Pil dell’Italia è calato nel 2025 ma non abbastanza per uscire prima dalla procedura europea per deficit eccessivo.

COME VA IL RAPPORTO DEFICIT-PIL IN ITALIA

Secondo l’istituto di statistica nazionale, l’anno scorso l’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche (-69,4 miliardi di euro) è stato pari al -3,1% del Pil, in diminuzione di 4,4 miliardi rispetto al 2024 (-73,8 miliardi di euro, corrispondente al -3,4% del Pil).

Il saldo primario (indebitamento netto al netto della spesa per interessi) è risultato positivo e pari allo 0,8% del Pil, con un miglioramento di 0,3 punti percentuali rispetto al 2024. La spesa per interessi che, secondo le attuali regole di contabilizzazione, non comprende l’impatto delle operazioni di swap, è stata pari al 3,9% del Pil, rimanendo invariata rispetto al 2024.

A fine 2025 il debito pubblico, misurato al lordo delle passività connesse con gli interventi di sostegno finanziario in favore di Stati Membri della UEM, era pari a 3.096 miliardi di euro (137,1% del Pil), in aumento dai 2.967 miliardi nel 2024 (134,7% del Pil). Rispetto al 2024, quindi, il rapporto tra il debito delle AP e il Pil è aumentato di 2,4 punti percentuali.

Nella sua nota, l’Istat riporta che “sulla Notifica trasmessa dall’Italia non sono state espresse riserve” dalle autorità europee.

LA PROCEDURA DI INFRAZIONE: STATO E SCENARIO

Il miglioramento del rapporto deficit/Pil registrato nel 2025 non è tuttavia sufficiente a garantire una uscita anticipata del Paese dalla procedura europea per deficit eccessivo, che avrebbe richiesto un disavanzo inferiore al 3% del prodotto interno lordo.

Nell’area euro il deficit/Pil diminuisce al 2,9% nel 2025

Il calo del rapporto deficit/Pil italiano si inserisce in un più ampio contesto di flessione dell’area euro (EA20), dove il rapporto è diminuito dal 3,0% nel 2024 al 2,9% nel 2025, secondo i dati forniti da Eurostat. Nell’UE, invece, è rimasto invariato al 3,1%, lo stesso livello del 2024.

Con riguardo invece al rapporto debito pubblico/PIL, nell’area euro è aumentato dall’87,0% alla fine del 2024 all’87,8% alla fine del 2025 e nell’UE è passato dall’80,7% all’81,7%.

I CONFRONTI TRA STATI

Nel 2025, tutti gli Stati membri, ad eccezione di Cipro (+3,4%), Danimarca (+2,9%), Irlanda (+1,8%), Grecia (+1,7%) e Portogallo (+0,7%), hanno registrato un disavanzo. I disavanzi più elevati sono stati registrati in Romania (-7,9%), Polonia (-7,3%), Belgio (-5,2%) e Francia (-5,1%). Ben 11 Stati membri hanno registrato disavanzi pari o superiori al 3% del PIL.

Alla fine del 2025, i rapporti debito pubblico/PIL più bassi sono stati registrati in Estonia (24,1%), Lussemburgo (26,5%), Danimarca (27,9%), Bulgaria (29,9%), Irlanda (32,9%), Svezia (35,1%) e Lituania (39,5%). Ben 12 Stati membri presentavano un rapporto debito pubblico/PIL superiore al 60%, con i valori più elevati registrati in Grecia (146,1%), Italia (137,1%), Francia (115,6%), Belgio (107,9%) e Spagna (100,7%).

Infine, il rapporto tra spesa pubblica totale/PIL nel 2025 si attestava al 49,8% del PIL nell’area dell’euro, mentre il rapporto tra entrate pubbliche totali/PIL era pari al 46,9%. Per l’UE, i valori erano rispettivamente del 49,5% e del 46,4%. Rispetto al 2024, i rapporti tra entrate e spesa pubblica sono aumentati sia nell’area dell’euro che nell’UE.

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