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Intesa Sanpaolo, Unicredit e non solo. Tutte le mosse delle banche sui dividendi (in attesa della Bce)

Bce

Che cosa hanno in cantiere le banche sui dividendi in attesa del via libera della Bce allo stacco delle cedole. Le stime degli analisti. L’articolo di Emanuela Rossi

 

Ancora poco più di un mese e da Francoforte arriverà una parola chiara sui pagamenti dei dividendi delle banche europee, fermi dallo scorso anno a causa della pandemia. Gli analisti perciò non hanno perso tempo e hanno cominciato a fare i conti in tasca agli azionisti, soprattutto a quelli degli istituti di credito con i fatturati maggiori.

COSA AVEVA DECISO LA BCE

A luglio del 2020 la Banca Centrale Europea aveva raccomandato agli istituti di credito dell’Ue di non staccare le cedole e di non effettuare acquisti di azioni proprie fino a gennaio 2021 a causa della crisi economica causata dalla diffusione del Covid-19. A dicembre, poi, è arrivata un’altra sospensione o comunque una limitazione entro certe soglie fino al 30 settembre 2021 anche per quanto riguarda i piani di buy-back. A marzo Andrea Enria, presidente del Consiglio di sorveglianza dell’Eurotower ed ex numero uno dell’Eba, aveva fatto capire che – in assenza di sviluppi particolarmente negativi della situazione – si sarebbe potuto riprendere il pagamento dei dividendi.

COSA FARÀ LA BCE E COSA HA DETTO ANDREA ENRIA

Enria ha mantenuto la promessa e martedì scorso – durante una conversazione virtuale Afme-Omfif sull’integrazione finanziaria – ha annunciato che il prossimo 23 luglio la Bce deciderà se rimuovere o meno il ban sui dividendi dopo il 30 settembre 2021. Come riporta il sito di Milano Finanza, Enria ha chiarito che per la Vigilanza di Francoforte è neutrale la decisione su quale modalità di remunerazione per gli azionisti le banche intenderanno scegliere (dividendi o buyback) perché l’interesse principale dell’Eba è il rispetto dei requisiti patrimoniali.

LE PREVISIONI DI EQUITA SIM

Per gli analisti di Equita Sim – visto il miglioramento delle prospettive economiche e i progressi nella campagna vaccinale nei vari Paesi dell’Unione – è “probabile” che la Bce decida di rimuovere il ban a fine settembre anche se occorrerà capire se la banca centrale preferirà un’autorizzazione generalizzata o se lascerà delle restrizioni valutate caso per caso in base ai profili di capitale e redditività dei singoli istituti.

Scendendo nel dettaglio delle banche italiane, Equita Sim ricorda che Unicredit ha intenzione di effettuare un programma di riacquisto per 652 milioni di euro (circa il 3% della capitalizzazione di mercato), Intesa Sanpaolo di staccare cedole per circa 0,10 euro ad azione (circa il 4% di dividend yield) con riferimento sia ai risultati del 2020 sia a un acconto sull’esercizio 2021, Mediobanca invece per 0,63 euro ad azione ossia un dividend yield del 6% a novembre. Inoltre tutte le società di risparmio gestito dovrebbero rispettare di gran lunga i requisiti patrimoniali e distribuire cedole interessanti. Aspettando il 23 luglio gli analisti hanno già calcolato che a beneficiare maggiormente della rimozione dello stop al pagamento saranno Intesa Sanpaolo con un rendimento potenziale di oltre il 6%, Unicredit con uno del 6,2%, BFF Bank con uno yield del 12,2%, Banca Mediolanum del 9,1% e Banca Generali con un rendimento del 7,8%.

LE PREVISIONI DI MEDIOBANCA SECURITIES

Anche secondo Mediobanca Securities da Francoforte arrivano buone notizie. Gli analisti ritengono probabile la rimozione del ban sui dividendi e dunque una restituzione progressiva di più capitale. “Vediamo circa il 20% della capitalizzazione di mercato in eccesso di capitale – si legge in un report della divisione di equity brokerage di Piazzetta Cuccia – e questo è uno dei pilastri dietro la nostra posizione costruttiva sulle banche dell’Ue, che si accoppia con le pressioni inflazionistiche, un Pil più forte del previsto, valutazioni non care rispetto ad altri settori e l’M&A, mentre eventuali aspetti negativi, come gli Npl, vengono posticipati al 2022”.

La previsione è dunque quella di continuare ad attrarre fondi macro nel settore e di assistere al ritorno dei fondi income. Grazie a questi spunti – ricorda Milanofinanza.it – Mediobanca Securities di recente ha promosso Unicredit e Banco Bpm a outperform e confermato il rating a outperform su Bper Banca per quanto riguarda l’Italia.

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