Economia

Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Carige, Ubi, Bnl e Bper. Ecco i prossimi esuberi

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Tutti i dettagli sulle ultime uscite dal lavoro nelle maggiori banche (come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Carige, Ubi, Bnl, Bper e non solo) e una elaborazione del Fondo esuberi: dal 2001 al 2018 superata quota 71mila

 

Sono 1.600 in Intesa Sanpaolo: questi gli ultimi esuberi nel mondo del credito su cui è stato trovato un accordo tra un gruppo bancario e i sindacati del settore, Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin Falcri Silcea. Ancora in corso invece le trattative per gli esuberi in Carige, alle prese pure con la ricerca di finanziatori – dopo l’addio del fondo Usa Blackrock – per l’aumento di capitale da circa 720 milioni. Intanto, secondo un’elaborazione sul Fondo esuberi visionata da Start Magazine, dal 2001 al 2018 il numero totale di lavoratori che hanno lasciato il posto in banca ammonta a 71.613 con punte di 10.118 nel 2017.

IL RECENTE ACCORDO IN INTESA SANPAOLO

Ma vediamo più da vicino cosa prevede l’accordo raggiunto in Intesa Sanpaolo. Come si diceva, riguarda 1.600 dipendenti del gruppo guidato da Carlo Messina che si vanno ad aggiungere ai novemila usciti volontariamente nel 2017 per una cifra complessiva di 10.600. Secondo la ricostruzione fornita dal Sole 24 Ore, sono previsti incentivi per chi lascia il lavoro con Quota 100 o con Opzione donna e 150 assunzioni a tempo indeterminato che si sommano alle 1.650 decise con gli accordi del 2017 per un totale di 1.800 nuovi ingressi. La nuova tranche di esuberi uscirà in parte tramite il Fondo di solidarietà (600) e in parte con il prepensionamento (1.000) a seguito delle modifiche legislative in materia. La domanda per chi desidera aderire all’opportunità va presentata alla banca entro il 21 giugno.

Secondo il segretario nazionale della Fabi, Giuseppe Milazzo, “abbiamo colto l’opportunità offerta dalle nuove norme in tema previdenziale per accontentare la richiesta di alcuni lavoratori di uscire dalla banca. Ci sembrava giusto. Non si tratta di nuovi esuberi ma di una rimodulazione di piani già concordati nel gruppo – ha puntualizzato Milazzo -. Allo stesso tempo, abbiamo ottenuto 150 nuove assunzioni che contribuiranno al ricambio generazionale del settore”.

COSA SI PROFILA IN CARIGE

Se Intesa Sanpaolo è stata la prima a trovare un accordo, in realtà però – come ricorda il quotidiano confindustriale – è stata Carige il primo istituto a sollevare l’opportunità offerta da Quota 100 e da Opzione donna. Nei giorni scorsi il gruppo genovese ha consegnato ai sindacati la lettera di avvio procedura per la gestione degli esuberi e da allora ci sono 50 giorni di tempo per trovare un accordo. Su questo argomento le maggiori sigle del settore sono in allarme da tempo e temono numeri in crescita.

Nell’intervista a Conquiste del Lavoro Riccardo Colombani, segretario First Cisl, ha ricordato che Carige si trova già alle prese con un pesante piano di ristrutturazione che prevede 1.250 esuberi, un numero giudicato eccessivo perfino considerando il ricorso a Quota 100. Secondo Colombani, infatti, non sarebbe possibile coprire per intero una tale platea di esuberi mantenendo il criterio della volontarietà delle uscite.

LE PREVISIONI IN UBI E BNP-BNL

Proseguendo nel viaggio all’interno degli esuberi bancari, Ubi è stato il primo gruppo ad aver colto l’opportunità di Quota 100 e che nei mesi scorsi ha annunciato – all’interno di un percorso di razionalizzazione degli organici – di voler accogliere 215 domande di uscita con il Fondo e 80 con Quota 100.
Quota 100 e Opzione donna si sono fatte strada anche nell’ultimo accordo di Bnp-Bnl con i sindacati. Il gruppo ha individuato 600 possibili uscite e importanti incentivi per chi intenda avvalersi dei due strumenti pensionistici per lasciare il lavoro.

Da rilevare, osserva il Sole, che le banche hanno scelto di non inserire le nuove misure pensionistiche nel negoziato one to one ma nell’accordo sindacale in modo da “poter parzialmente compensare l’abbattimento dell’assegno dovuto all’uscita anticipata” e di prevedere anche nuove assunzioni per favorire la “staffetta generazionale”.

POSSIBILI NOVITA’ IN BPER E UNICREDIT

Infine, non è escluso che possano ricorrere a Quota 100 e a Opzione Donna anche Bper, che sta discutendo con i sindacati il tema delle uscite legate all’ultimo piano industriale, e Unicredit che in autunno presenterà il suo nuovo piano.

NETTA PRESA DI POSIZIONE UNITARIA SINDACALE SU DOBANK

Allargando l’orizzonte al settore finanziario, circa due mesi fa è stata forte e congiunta la presa di posizione dei sindacati contro doBank, la società per azioni che si occupa della gestione e del recupero dei crediti deteriorati per conto di banche e industrie. Controllata dal gruppo Usa Fortress, che nel 2017 è stato acquisito dal gruppo giapponese SoftBank, la spa aveva preparato un piano che voleva espellere dal ciclo produttivo 160 dei 1.214 dipendenti complessivi. Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin si sono opposti contestando – in una nota unitaria – la necessità di esuberi in un’azienda che ha messo a segno 53 milioni di utile e il 30% in più di dividendi per gli azionisti. Peraltro, ricordano i sindacati, il chief operating officer di doBank è il secondo più pagato fra i manager bancari in Italia.

L’ELABORAZIONE DEL FONDO ESUBERI

Come dicevamo, dall’elaborazione sul Fondo esuberi emerge che dal 2001 al 2018 si sono avute in totale 71.613 uscite volontarie. L’anno che ne ha fatto registrare il maggior numero è stato il 2017 con 10.118, seguito da 2003 e 2004 (oltre 6.000), da 2008, 2009, 2010 e 2013 (oltre 5.000). Lo scorso anno gli esuberi sono stati 3.500 e 3.518 nel 2014. Le cifre più basse si sono registrate nel 2006 (con 842) e nel 2011 (con 1.368). Dal 2012, inoltre, si registrano 20.550 assunzioni di under 35 grazie al Foc, il Fondo per l’occupazione. Nel primo anno i nuovi ingressi sono stati 6.657, nel 2018 solo 1.538. Negli anni in mezzo si va dai 2.126 del 2014 ai 2.969 del 2015.

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