Caro direttore, so bene che tu i pezzi di oltre 4mila battute circa ormai non li leggi più perché dici che ti annoiano, ma chi invece come me gradisce le lenzuolate come quelle che pubblica il quotidiano Il Foglio – perché sono salutari per il sonno e per l’intelletto – trova sempre spunti, suggestioni, guizzi e talvolta – francamente – anche delle fesserie, che però migliorano la qualità della vita se non dell’informazione.
Per questo presumo che ti sia sfuggito quanto ha scritto due giorni fa il Foglio, che io leggo avidamente anche per annusare l’odor di fazzolarismo meloniano che emana e che pervade anche l’informazione economico-finanziaria, settore dove si può apprezzare un solido e coerente caltagironismo più intelligente e acuto di quello che si può attingere dai quotidiani di proprietà del costruttore e finanziere Francesco Gaetano Caltagirone.
Nella splendida articolessa che ho letto in maniera appassionata c’è un passaggio sfuggito ai più ma non alle truppe caltagironiane, che infatti si sono così rincuorate dopo la batosta a sorpresa subita nel rinnovo dei vertici di Mps (e le batoste continuano visto l’esito della riunione del cda di cui anche voi avete dato conto oggi).
Ecco il passaggio che ha mandato in sollucchero i caltagironiani doc anche per il messaggio veicolato urbi et orbi: “E’ davvero impensabile che un domani possa nascere un asse tra Intesa Sanpaolo e la famiglia Caltagirone per valutare opzioni di crescita proprio attraverso Bpm?”.
Roba grossa davvero. Fatti? Indiscrezioni? Progetti? O scenari?
Poco importa. Importa che i caltagironiani cercano di guardare con ottimismo al futuro. D’altronde non a caso il Foglio organizza annualmente con un successone di sponsor il Festival dell’Ottimismo.
Prendi esempio, direttore: possibile che proprio nulla di buono hai portato con te dopo aver lavorato al Foglio?
Cordiali saluti e buon 25 aprile,
Francis Walsingham




