Economia

In Europa vige una babele di regole bancarie. Report Cer

di

Bce Germania

Pubblichiamo un estratto delle conclusioni del rapporto Cer (Centro Europa Ricerche) “L’eccezione e la regola. Conti delle banche italiane, bail-in, national discretion” che sarà presentato martedì 8 ottobre, ore 10.30, Parlamentino del Cnel, a Roma

L’analisi presentata ha mostrato quanto ancora siano importanti le scelte delle autorità di vigilanza nazionali. La possibilità, ammessa da Direttive e Regolamenti, che le autorità nazionali possano modificare alcune impostazioni della regolamentazione bancaria contribuisce a creare confusione in quello che dovrebbe essere un mercato unico e uniformemente vigilato. L’impatto che tali scelte nazionali possono avere sulle banche non è trascurabile, come mostrato nel recente Working Paper Bce analizzato ad inizio di questo capitolo.

Lo stesso presidente della Bce Mario Draghi, in un intervento del settembre 2018, si è riferito alle opzioni e discrezioni delle regole UE in ambito bancariofinanziario, ricordando che la legislazione europea ne ammette 175, di cui 130 sono attivabili dalle autorità nazionali. Partendo da questo presupposto e dall’ampia diffusione di queste opzioni-discrezioni tra i Paesi dell’Area euro, come peraltro testimoniato anche dalla nostra analisi, Draghi aggiunse, nel corso dello stesso intervento, che “the remaining O&Ds [opzioni e discrezioni] exercised by national legislation still stand in the way of a level playing field for banks, and so further legislative action is still needed”.

Le discrezionalità, anche nel giudizio di Mario Draghi, possono contribuire a distorcere quel mercato bancario che dovrebbe essere caratterizzato da uniformità di regole e vigilanza. Le discrezionalità nazionali, quindi, aggiungono un’ulteriore dose di distorsione alla vigilanza bancaria europea, che è già viziata da una scarsa uniformità, come abbiamo mostrato nelle analisi presentate nei precedenti Rapporti Banche.

Al fine di evitare le distorsioni prodotte da opzioni e discrezioni, dovrebbe essere avviato un processo di riforma che miri a raggiungere, a nostro avviso, due obiettivi: riformulare quelle norme che inducono le autorità ad attivare opzioni e/o misure discrezionali erga omnes perché, evidentemente, ciò manifesta la presenza di un errore di fondo nella formulazione delle stesse; attribuire ad un’unica autorità il potere di attivare opzioni e discrezioni in tutta l’Unione Europea, o almeno nell’Area euro, al fine di evitare disparità di trattamento tra banche che operano nei Paesi europei.

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