Economia

Il papocchio tecnico su moneta elettronica e detrazioni Irpef. Il commento di Zanetti

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irpef

Obbligo moneta elettronica per detrazioni Irpef. Lo slittamento dell’obbligo. La richiesta della Ragioneria. E lo Statuto del Contribuente dimenticato. “Qualità tecnica sempre più scadente”. Il commento del tributarista Enrico Zanetti, già viceministro al Mef

Che cosa c’è di nuovo sull’obbligo moneta elettronica per detrazioni Irpef?

La Ragioneria Generale dello Stato chiede alle forze politiche 217 milioni per coprire un emendamento che differisce all’1 aprile l’obbligo di pagare con moneta elettronica le spese relativamente alle quali si può avere titolo a fruire delle relative detrazioni Irpef previste.

In realtà, dovrebbe chiedere meno, perché il differimento vero è di appena un mese, posto che è pacifico che questo obbligo scatta dall’1 marzo e non dall’1 gennaio.

Aver messo nei tendenziali della legge di bilancio previsioni di gettito derivanti dal nuovo obbligo già a partire dall’1 gennaio è stato un grave errore tecnico, perché l’articolo 3 della L. 212/2000 (Statuto del contribuente) è chiarissimo nello stabilire che nuovi obblighi non possono essere imposti ai contribuenti prima che siano decorsi 60 giorni dall’entrata in vigore della legge che li introduce.

In questi 20 anni, il mancato rispetto dello Statuto del contribuente da parte di leggi finanziarie, poi di stabilità e ora di bilancio, è stato tristemente frequente, ma è sempre stato accompagnato dalla formula legislativa “in deroga alla Legge 212/2000, eccetera eccetera”, perché altrimenti è pacifico che i principi di una legge speciale prevalgano sulle disposizioni di una legge ordinaria.

Qui non è stato fatto e pertanto, con buona pace delle relazioni tecniche sbagliate, anche senza l’intervento del Milleproroghe i contribuenti che sostengono spese detraibili in contanti fino al 29 febbraio 2020 potranno pacificamente detrarle, con decorrenza dell’obbligo di pagare con moneta elettronica a partire dall’1 marzo 2020.

Derogare con legge ordinaria anche mille volte al giorno allo Statuto del Contribuente si può, ma bisogna scriverlo.

Qualità tecnica in circolazione sempre più scadente, non solo politica.

(post tratto dal profilo Facebook di Zanetti)

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