Il contenzioso legato al glifosato continua a pesare in modo determinante sui conti e sulle prospettive di Bayer, che per il 2026 prevede utili sostanzialmente stabili e un flusso di cassa libero negativo a causa degli esborsi legali.
Il gruppo tedesco ha presentato una proposta di maxi-accordo negli Stati Uniti da 7,25 miliardi di dollari per chiudere le cause su Roundup, mentre il mercato ha reagito con vendite sul titolo dopo una guidance inferiore alle attese.
ROUNDUP E IL CONTENZIOSO (INFINITO) SUL GLIFOSATO
Al centro delle difficoltà di Bayer resta il diserbante Roundup, a base di glifosato, oggetto di decine di migliaia di cause negli Stati Uniti da parte di utilizzatori che sostengono che il prodotto provochi il cancro, accuse che l’azienda respinge. Il contenzioso risale all’acquisizione del 2018 di Monsanto e ha già comportato oltre 10 miliardi di dollari tra sentenze e accordi.
Il mese scorso Bayer ha proposto un accordo transattivo collettivo da 7,25 miliardi di dollari per risolvere le richieste di risarcimento attuali e future. Il piano, che deve ancora ottenere l’approvazione di un giudice, mira a ridurre in modo significativo l’incertezza legale. La società, intanto, ha aumentato gli accantonamenti per il contenzioso a 11,8 miliardi di euro e prevede che i pagamenti legati alle transazioni determineranno nel 2026 un flusso di cassa libero negativo compreso tra -2,5 e -1,5 miliardi di euro, con circa 5 miliardi di euro di esborsi collegati alle cause.
“Bayer sembra essere sulla strada giusta per quanto riguarda il contenzioso sul glifosato, ma restano molte incertezze”, ha dichiarato Markus Manns di Union Investment, citando tra i fattori chiave l’approvazione giudiziaria ancora pendente e una decisione della Corte Suprema statunitense attesa entro giugno. Anche gli analisti di Morgan Stanley, riferisce Bloomberg, hanno sottolineato che “gli investitori continueranno a concentrarsi sul contenzioso legato al glifosato, che determinerà l’andamento del titolo nelle prossime settimane e mesi”.
L’IMPATTO SUI CONTI E SULLA GUIDANCE 2026
Nel presentare le prospettive per il 2026, scrive la testata economica, Bayer ha indicato un EBITDA rettificato compreso tra 9,6 e 10,1 miliardi di euro a cambi costanti, a fronte di una stima media degli analisti pari a 9,75 miliardi e di un risultato 2025 pari a 9,67 miliardi di euro. In una precedente comunicazione, il gruppo aveva indicato per il 2026 un intervallo tra 9,1 e 9,6 miliardi di euro sulla base dei tassi di cambio di fine 2025, con l’estremo superiore leggermente inferiore alle attese di mercato di 9,67 miliardi.
La reazione in Borsa è stata negativa, afferma Bloomberg: le azioni hanno perso fino al 4,2% a Francoforte, toccando anche un minimo di due mesi in un’altra seduta, con un calo del 3,8% alle 09:05 GMT. Gli analisti di Barclays, riferisce Reuters, hanno evidenziato che, al valore mediano, la guidance risulta inferiore del 3,3% rispetto al consenso 2026.
GESTIONE, TAGLI E RISTRUTTURAZIONE
L’amministratore delegato Bill Anderson, alla guida del gruppo da metà 2023, ha avviato una profonda riorganizzazione per rendere l’azienda più snella, sospendendo però una revisione strategica che avrebbe potuto portare allo smembramento del gruppo. Sono stati annunciati ampi tagli ai costi e migliaia di esuberi, oltre 4.000 nel solo 2025, con l’obiettivo di conseguire circa 2 miliardi di euro di risparmi entro la fine del 2026. Nel 2025 i costi annuali sono stati ridotti di 700 milioni di euro.
“In un anno in cui stiamo sopportando il peso maggiore dell’impatto legato al contenzioso, esercitiamo una disciplina rigorosa nella gestione delle risorse”, ha dichiarato Anderson, aggiungendo di essere “fortemente concentrato” sul raggiungimento dei risparmi previsti.
LE ALTRE GRANE DI BAYER
Oltre al dossier glifosato, Bloomberg fa notare che Bayer deve affrontare la concorrenza dei generici per alcuni farmaci chiave, che hanno registrato nel quarto trimestre cali di vendite superiori alle attese.
Nel comparto agricolo, invece, le vendite sono cresciute leggermente grazie alla domanda di sementi di mais, mentre la divisione salute dei consumatori ha riportato ricavi stabili e utili in calo, penalizzata dalla debolezza negli Stati Uniti e in Cina e da una stagione delle allergie debole in Nord America.







