Durante il suo discorso sullo stato dell’Unione, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver raggiunto un accordo con le principali compagnie tecnologiche americane, che avranno “l’obbligo di provvedere al proprio fabbisogno energetico” in modo che gli enormi consumi dei loro data center non causino un aumento delle bollette dell’elettricità per le famiglie, già alle prese con un più generale aumento dei prezzi al consumo.
COME VA L’INFLAZIONE NEGLI STATI UNITI
L’inflazione, tuttavia, sta rallentando: a gennaio i prezzi al consumo sono cresciuti del 2,4 per cento su base annua, il minimo in otto mesi. I prezzi della benzina sono calati di oltre il 3 per cento. Quelli dei generi alimentari, invece, sono aumentati ma dello 0,2 per cento, il tasso più basso dallo scorso luglio.
COSA (NON) SAPPIAMO DELL’ACCORDO DI TRUMP CON LE BIG TECH
I dettagli dell’accordo energetico con le Big Tech, comunque, non sono stati rivelati: non si conoscono né i nomi delle aziende che sono venute a patti con il governo, né le condizioni, né le tempistiche e nemmeno i risparmi stimati per i consumatori americani. Stando al Wall Street Journal, Trump si riunirà con i dirigenti delle società tecnologiche a inizio marzo per formalizzare l’intesa.
I DATA CENTER E LE BOLLETTE DELL’ELETTRICITÀ
Come riporta Quartz, in diverse zone degli Stati Uniti si è verificato un aumento delle bollette dell’elettricità anche a causa delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, che richiedono una fornitura abbondante e costante di energia. Secondo Climate Power, nel 2025 le bollette elettriche per gli utenti domestici americani sono cresciute del 13 per cento a livello nazionale.
Stando al dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, la quota dei centri dati nei consumi elettrici arriverà al 12 per cento entro il 2028. Per l’Agenzia internazionale dell’energia, invece, nel paese la domanda di elettricità dei data center è destinata ad aumentare di oltre tre volte entro il 2035, passando dagli attuali 200 terawattora annui a circa 640 TWh.
IL PROBLEMA INFRASTRUTTURALE
Ma la pressione sulla rete elettrica non arriva solo dai centri dati: a spingere in alto i consumi è anche la crescente elettrificazione dei processi industriali. Il problema è che una grossa parte delle infrastrutture di trasmissione è obsoleta – spesso ha più di quarant’anni di vita – e la realizzazione di nuove linee richiede in media tra i sette e i dieci anni: questo ritardo infrastrutturale rallenta l’allaccio alla rete di nuova capacità di generazione e finisce per ripercuotersi sui prezzi delle bollette.
Lo stesso Trump, durante il discorso sullo stato dell’Unione, ha riconosciuto che una rete elettrica antiquata fatica a reggere i livelli di domanda provenienti dai data center.
LE COMPAGNIE TECNOLOGICHE HANNO BISOGNO DI ENERGIA
Intanto, le Big Tech fanno sapere di avere assolutamente bisogno di energia. “Se non riusciamo a generare più elettricità, ciò potrebbe compromettere la capacità dell’intelligenza artificiale di crescere più rapidamente”, ha dichiarato recentemente Urvi Parekh, a capo della divisione Global Energy di Meta. Secondo il vicepresidente di Microsoft, Brad Smith, “gli Stati Uniti manterranno il loro ruolo di leadership nel campo dell’intelligenza artificiale solo se le infrastrutture dedicate potranno attingere a una fornitura di elettricità in rapida crescita”.
Per quest’anno Microsoft, Meta, Amazon e Google hanno intenzione di spendere complessivamente 650 miliardi di dollari per sviluppare le loro capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale, anche attraverso la costruzione di nuovi centri dati.
COSA FARANNO MICROSOFT E ANTHROPIC
A gennaio Microsoft aveva lanciato un’iniziativa – chiamata Community-First Ai Infrastructure – volta proprio a garantire che i suoi data center non causino un aumento dei prezzi dell’elettricità per i centri abitati nei paraggi, e non solo. L’azienda spiegò di voler chiedere alle utility e alle autorità pubbliche di stabilire delle tariffe sufficientemente elevate da coprire i costi dell’elettricità per queste strutture.
La startup di intelligenza artificiale Anthropic, nota principalmente per il modello Claude, ha preso un impegno simile, dicendosi pronta a “coprire” gli aumenti dei prezzi dell’elettricità causati dai suoi centri dati.







