Economia

Giuseppe Conte, che cosa pensa il futuro premier di Stamina, dipendenti statali, legalità e corruzione

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Curriculum e idee di Giuseppe Conte, il giurista che Di Maio e Salvini vogliono come premier e che Mattarella ha convocato al Quirinale. Fatti, nomi, curiosità e polemiche

Alla fine la convergenza fra Matteo Salvini e Luigi Di Maio c’è stata. Il nome che i due leader della – possibile – coalizione di governo hanno fatto a Sergio Mattarella per la presidenza del Consiglio è quello di Giuseppe Conte, che oggi è stato convocato dal capo dello Stato al Quirinale. Giurista dal curriculum chilometrico (anche se con dettagli da chiarire), Conte è un neofita della politica, dal momento che non ha mai ricoperto incarichi nel settore pubblico. Professore alla Luiss di Confindustria e all’Università di Firenze, è titolare di uno studio legale a Roma.

Ma quali sono le idee del prossimo probabile presidente del Consiglio? Allievo di Guido Alpa, esperto di diritto industriale, è vicino ad ambienti cattolici – anche in Vaticano – e a Confindustria. Era fra i componenti della squadra di governo che Luigi Di Maio ha presentato prima delle elezioni, in qualità di aspirante ministro delle Pubblica amministrazione.

LA SEMPLIFICAZIONE NORMATIVA

Proprio di pubblica amministrazione Conte ha parlato nella sua prima uscita “politica”, qualche giorno prima delle elezioni di marzo. «I nostri obiettivi sono renderla più efficiente, semplificarne i rapporti con i cittadini e diffondere la cultura della legalità» diceva nell’occasione dal palco, accanto a Di Maio. Proponeva poi di «combattere l’ipertrofia normativa e contrastare lo stato di oggettiva, coatta, diffusa ignoranza legislativa che avvantaggia i disonesti e penalizza gli onesti». Suggeriva quindi di combattere la corruzione e semplificare la burocrazia. Nelle sue parole spicca un significativo passaggio: «I controlli devono essere efficaci ma anche concentrati: gli operatori economici e i cittadini non possono soggiacere a controlli vessatori e dilatati nel tempo».

Proponeva poi di rivedere la riforma «della cattiva scuola» e di attuare un «piano di riqualificazione del personale pubblico, con incentivi economici che non ricadano più a pioggia ma siano commisurati al reale impegno e ai risultati raggiunti».

LA CULTURA DELLA LEGALITÀ

Particolarmente attento – almeno nelle dichiarazioni – alla cultura della legalità, sottolineava l’importanza dell’articolo 54 della Costituzione: «Coloro a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno l’obbligo di adempierle con disciplina e onore». Con lo stesso spirito, tributava un ricordo a Stefano Rodotà, definito «giurista di gran valore», e lodava l’etica pubblica «nel dna di questi giovani amici (cioè gli esponenti del M5S, ndr)».

IL CUORE A SINISTRA

Il rapporto coi 5 Stelle nasce 4 anni fa, quando i grillini lo hanno proposto come componente dell’organo di autogoverno della giustizia amministrativa. «All’epoca fui chiaro, dissi di non avervi votato e non potevo neanche dirmi un simpatizzante» diceva a marzo alla platea grillina.

Il cuore di Conte, lo ha dichiarato lui stesso, batte a sinistra. Ma, ha aggiunto, «gli schemi ideologici del ‘900 non siano più adeguati. Credo sia più importante valutare l’operato di una forza politica in base a come si posiziona sul rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali. E sulla sua capacita’ di elaborare programmi utili ai cittadini».

I RAPPORTI COL MONDO CATTOLICO

Giuseppe Conte, nato in Puglia, è devoto di padre Pio e vicino ad ambienti cattolici. Il Fatto Quotidiano ha riportato una voce non confermata che circolerebbe fra i suoi allievi dell’Università di Firenze secondo cui sarebbe soprannumerario dell’Opus Dei.

Certo è che da oltre vent’anni Conte collabora con il Collegio universitario Villa Nazareth di Roma all’organizzazione di scambi culturali con università straniere. Inoltre è membro del cda del cardinal Tardini Charitable Trust, che ha sede a Pittsburgh, ed è particolarmente vicino – ha aggiunto il Fatto Quotidiano – all’attuale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin.

CONFINDUSTRIA E IL LAVORO IN COMMISSIONE SULLE IMPRESE IN CRISI

Conte insegna alla Luiss, l’ateneo di Confindustria, e per l’associazione degli industriali è stato membro della commissione cultura della confederazione presieduta da Vincenzo Boccia.

Inoltre, nel 2009 (all’epoca premier era Berlusconi) ha fatto parte della sottocommissione di consulenti ed esperti giuridici per la riforma della disciplina dell’Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

IL CASO STAMINA

A far discutere è il suo coinvolgimento nella vicenda Stamina, la “cura” elaborata da Davide Vannoni al centro di un controverso caso mediatico a causa della sua illegittimità scientifica. Conte nel 2013 è stato l’avvocato della famiglia di Sofia, una bimba malata, che chiedeva di poter proseguire la cura. Tuttavia non sarebbe un sostenitore del metodo Stamina. Lo hanno precisato i genitori della bimba. «Il professor Conte ci aiutò, ci seguì legalmente, senza recepire compenso, nel ricorso per proseguire con le cure a Sofia – hanno dichiarato – Ma non lo fece perché sostenitore di Stamina. Non era il metodo in discussione ma l’aiuto a una bambina malata».

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