Mobilità, Mobilità elettrica

Ecco come Di Maio e Salvini incentiveranno l’acquisto di auto elettriche

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Di maio Salvini

Il contratto di governo contiene anche le linee guida per lo sviluppo della mobilità sostenibile in Italia: Di Maio e Salvini pensano agli incentivi per le auto elettriche, ma la strada da fare è tanta. Articolo di Giusy Caretto


Trovare un programma comune attraverso cui governare il Paese. Ci stanno provando, in queste ore, Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle, e Matteo Salvini, segretario della Lega: non hanno ancora trovato il nome di chi possa essere il premier (la trattative sono ancora in corso), ma sembra che abbiano trovato punti di programma comuni su cui far partire la nuova Legislatura.

Flat tax, reddito di cittadinanza, Iva: sul futuro economico Di Maio e Salvini hanno trovato l’intesa. Poco (e niente) si legge nel “contratto” di governo su infrastrutture e grandi opere.

Quello che il programma contiene, tra l’altro, è la strada che i due gruppi parlamentari seguiranno per lo sviluppo della mobilità sostenibile: nessun target definito (almeno per il momento), ma l’abbandono del diesel in favore della spina sembra essere oramai deciso.

ADDIO AL DIESEL

Meno diesel e benzina e più spina ed elettricità: l’Italia dell’allenza giallo-verde è pronta ad abbandonare le fonti fossili come carburanti delle auto. “In tema di mobilità sostenibile è necessario avviare un percorso finalizzato alla progressiva riduzione dell’utilizzo di autoveicoli con motori alimentati a diesel e benzina di origine fossile al fine di ridurre il numero di veicoli inquinanti e contribuire concretamente al conseguimento e miglioramento degli obiettivi contenuti nell’accordo di Parigi”, si legge nella bozza di contratto di programma in fieri siglato da Di Maio e Salvini.

Non dicono nulla di nuovo i due leader: l’abbandono di diesel e benzina, a partire dal 2040, era stato già deciso (senza tracciare una strategia chiara di azione) dal governo Gentiloni. La data, che apparentemente sembra lontana, probabilmente resterà la medesima: perché l’Italia supporti un riciclo del parco auto in favore della spina, infatti, servono nuove e numerose infrastrutture. Serve una rete di ricarica capillare che possa coprire tutto il territorio dello Stivale e delle isole e che permetta viaggi lunghi senza la paura di “rimanere a secco”.

In Italia ci sono ancora troppe poche colonnine e la maggior parte sono state installate grazie all’intervento di società private. “Il Piano Nazionale Infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica deve divenire uno strumento dinamico in grado di intercettare e risolvere in tempi rapidi le problematiche relative ad eventuali carenze infrastrutturali, sia a livello nazionale che locale, per contribuire attivamente allo sviluppo della mobilità elettrica.”, si legge a riguardo nel contratto.

ARRIVANO GLI INCENTIVI?

La rete di ricarica, però, non è sufficiente. Cambiare auto e sceglierla elettrica (almeno attualmente) ha dei costi che non tutti possono permettersi. E qui, una soluzione, Di Maio e Salvini l’hanno trovata: “È prioritario utilizzare strumenti finanziari per favorire l’acquisto di un nuovo veicolo elettrico a fronte della rottamazione – vendita di un mezzo con motore endotermico o per interventi di retrofit per veicoli a combustione interna”. Il contributo concesso dallo Stato, sarà “attentamente aggiornato sulla base del tasso di diminuzione dei prezzi internazionali delle vetture elettriche, servirà anche come volano per il rafforzamento della presenza sul territorio di un sistema di vendita e dell’infrastruttura di ricarica”.

Nel contratto di Governo, ovviamente, non sono indicati tempi e cifre, a cui il Governo dovrà lavorare una volta insidiata la Legislatura.

ANCHE NUOVE PREMIALITA’

Per spingere l’acquisto delle auto elettriche, poi, M5s e Lega pensano anche all’introduzione di nuove agevolazioni per i conducenti delle auto a batteria. Nel contratto abbozzato di governo si parla, per esempio, di “meccanismi premiali per l’incentivazione dei mezzi a bassissime emissioni, applicando la regola comunitaria del “chi inquina paga””.

SI PUNTA SUL CAR SHARING

Nell’Italia di Di Maio -Salvini, poi, è previsto anche più spazio per car sharing e bike sharing .“È infine necessario concedere gli spazi pubblici per il car sharing a fronte di quote crescenti di vetture elettriche nella flotta. Occorre incentivare lo sviluppo delle reti ciclabili urbane ed extra urbane e di un sistema di bike-sharing capace di integrare differenti sistemi di mobilità su ferro e su gomma. Le ciclostazioni dovrebbero essere presenti in prossimità dei parcheggi intermodali, delle stazioni ferroviarie, metropolitane e degli autobus, nonché prossime ai siti di interesse turistico”, si legge nella bozza di accordo.

TUTTI GLI APPROFONDIMENTI DI START MAGAZINE SUL PROGRAMMA M5S-LEGA:

ECCO LA BOZZA COMPLETA DEL PROGRAMMA

(PENSIONI, CHE COSA C’E’ SCRITTO NELLA BOZZA DI PROGRAMMA DI MAIO-SALVINI)

(ALITALIA, MPS, ILVA, LEONARDO-FINMECCANICA. TUTTI GLI OBIETTIVI DEL PROGRAMMA M5S-LEGA)

(FLAT TAX, ECCO I PRO E I CONTRO DELLA STEP TAX STUDIATA DA DI MAIO E SALVINI)

(ECCO QUALE SARA’ LA VERA SVOLTA DEL GOVERNO M5S-LEGA IN POLITICA ECONOMICA)

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