A causa del caldo estremo, la Francia – il maggiore produttore agricolo dell’Unione europea – ha perso il 30 per cento del raccolto di mais, un cereale impiegato nella realizzazione di farine, oli da cucina, sciroppi e alcolici, oltre che come mangime per il bestiame.
Secondo le analisi di Expana, in Francia i campi di mais irrigati sono meno di un terzo: di conseguenza, il raccolto di quest’anno – che generalmente si svolge in autunno – potrebbe essere il più piccolo dal 1990.
NON SOLO MAIS: L’IMPATTO DEL CALDO SULL’AGRICOLTURA FRANCESE
Non solo: le stime del ministero dell’Agricoltura francese dicono che, oltre al granturco, l’ondata di calore – che intanto sembrerebbe essere passata, tranne che in alcune regioni nel nordest del paese – ha danneggiato circa la metà della produzione di carote, il 60 per cento di quella di luppolo e molti frutteti.
Da Parigi fanno sapere che i campi coltivati sono sottoposti a un forte stress idrico e che la vendemmia, a causa della rapida maturazione dei frutti, potrebbe iniziare con quasi tre settimane di anticipo. Elevato, poi, è il rischio di incendi: nel sud della Francia sono bruciati circa 1200 ettari di terreni solo negli ultimi giorni.
IL RINCARO DEI FERTILIZZANTI
Il caldo ha aggravato una situazione già complicata per gli agricoltori, dovuta alle difficoltà di approvvigionamento e alla crescita dei prezzi dei fertilizzanti: c’entra la guerra all’Iran, che ha fermato la navigazione nello stretto di Hormuz e ostacolato la commercializzazione dell’ammoniaca, dell’urea e dello zolfo prodotti nella regione del golfo Persico. Nonostante l’accordo preliminare tra gli Stati Uniti e l’Iran, la situazione non è ancora tornata alla normalità e la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz non è stata pienamente ripristinata.
Ad aprile – quando avviene la semina del mais – in Francia si temeva che i rincari dei fertilizzanti potessero causare una riduzione fino al 15 per cento degli ettari coltivati a questo cereale.
I DANNI PER GLI ALLEVATORI DI POLLI
Il ministero dell’Agricoltura francese ha fatto sapere anche che il caldo ha ucciso quasi 6500 tonnellate di pollame, in particolare nelle regioni occidentali della Bretagna, della Normandia e della Loira, dove è insolito che si registrino temperature estreme. Dato che gli uccelli non sudano, l’unico modo con il quale riescono a regolare la loro temperatura corporea è attraverso la respirazione.






