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Effetto Russia sulla trimestrale di Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo

Che cosa emerge dai conti del primo trimestre 2022 di Intesa Sanpaolo

 

Il peso della guerra in corso nell’est Europa si fa sentire anche per Intesa Sanpaolo ma non impedisce al gruppo di archiviare il primo trimestre dell’anno con un utile netto di 1,7 miliardi di euro, escludendo 0,8 miliardi di euro di rettifiche di valore per Russia e Ucraina, e con un utile netto contabile di poco più di 1 miliardo. Dunque l’istituto guidato da Carlo Messina procede in linea con l’obiettivo di chiudere il 2022 con oltre 5 miliardi di utili.

LA TRIMESTRALE DI INTESA SANPAOLO E IL CASO RUSSIA

Intesa Sanpaolo – che al 31 marzo scorso poteva contare su quasi 97mila dipendenti e su 4.696 sportelli – nei primi tre mesi dell’anno ha messo a disposizione circa 22 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine, di cui 17 miliardi in Italia, e ha riportato in bonis circa 1.200 aziende nostrane (circa 134mila dal 2014).

INTERESSI, COMMISSIONI E COSTI

Andando a leggere i risultati del gruppo, si scopre che nel primo trimestre 2022 ha registrato interessi netti per 1,96 miliardi di euro, +0,1% rispetto ai 1,95 miliardi del quarto trimestre 2021 e +0,2% rispetto ai 1,952 miliardi del primo trimestre 2021. In calo del 9,7% le commissioni nette pari a 2,29 miliardi rispetto ai 2,5 miliardi del quarto trimestre 2021. Segno meno anche per l’attività assicurativa, che è arrivata a 402 milioni, rispetto ai 410 milioni del quarto trimestre 2021 e ai 398 milioni del primo trimestre 2021. I proventi operativi netti, pari a 5,4 miliardi, sono aumentati del 7,8% su base congiunturale e calati dell’1,4% su base tendenziale mentre i costi operativi sono diminuiti del 17,3% a livello trimestrale e del 3,2% a livello annuale ammontando a 2,5 miliardi (-3,2% per le spese del personale e -6% per le spese amministrative).

CREDITI DETERIORATI E PATRIMONIALIZZAZIONE

A Ca de’ Sass proseguono i lavori per ridurre i crediti deteriorati: al lordo delle rettifiche di valore, nel primo trimestre 2022 gli Npl sono scesi del 31,6%, ovvero -4,8 miliardi di euro da fine 2021 – equivalente all’esposizione verso Russia e Ucraina – considerando il perfezionamento della cessione di 3,9 miliardi già oggetto di accantonamento nel quarto trimestre 2021.

L’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è pari al 2,2% al lordo delle rettifiche e all’1,3% al netto considerando il perfezionamento della cessione ad aprile scorso e al 2% e all’1,2% tenendo conto della riduzione per le cessioni previste nel 2022. Dal picco di settembre 2015 i crediti deteriorati sono diminuiti di 54 miliardi.

Situazione rosea anche per la patrimonializzazione: al 31 marzo scorso, deducendo dal capitale 717 milioni di dividendi maturati nel primo trimestre, il Common Equity Tier 1 ratio è risultato pari al 13,8% e il Common Equity Tier 1 ratio a regime al 13,6%, superiori ai requisiti normativi.

CONFERMATI PIANO 2022-2025, OBIETTIVI AL 2025 E DIVIDENDI

Nella nota sui risultati del primo trimestre il gruppo conferma il Piano di Impresa 2022-2025 e, in particolare, l’obiettivo di 6,5 miliardi di risultato netto al 2025. Inoltre, è previsto un payout ratio pari al 70% dell’utile netto consolidato in ciascun anno del piano di impresa, l’ulteriore distribuzione agli azionisti di 3,4 miliardi di euro tramite buyback, dopo l’approvazione della Banca centrale europea, l’eventuale ulteriore distribuzione da valutare anno per anno a partire dal 2023.

MESSINA: NOSTRE PRIORITA’ SONO CREAZIONE E DISTRIBUZIONE DI VALORE

Un soddisfatto Carlo Messina ha commentato i risultati con parole rassicuranti anche per gli azionisti. In questo inizio d’anno, si legge nella nota di accompagnamento della trimestrale, “abbiamo dato pieno avvio alle principali iniziative industriali del Piano d’Impresa 2022-2025, un piano che proietta la nostra banca nel prossimo decennio. Confermiamo l’obiettivo di 6,5 miliardi di risultato netto al 2025 e il 70% di dividend payout in ogni anno del Piano di Impresa. Rimane inoltre confermata l’intenzione di remunerare gli azionisti attraverso l’operazione di buyback, soggetta all’approvazione della Bce”.

A questo proposito, durante la conference call con gli analisti – riferisce Radiocor -, Messina ha chiarito: “Abbiamo chiesto l’autorizzazione alla Bce per il buyback il primo giorno di aprile. Entro 90 giorni dovremmo ricevere l’approvazione, quindi stiamo aspettando l’ok che dovremmo ricevere entro giugno. Siamo in ottima posizione per esser considerati in ogni caso uno dei migliori player in Europa e quindi la mia aspettativa è che nei prossimi mesi dovremmo ricevere l’approvazione e appena la riceveremo partiremo col buyback”. Dunque, come detto nella nota, “la forte creazione di valore e la distribuzione del valore continueranno a essere la nostra priorità”.

Secondo il ceo “l’aspettativa di tassi in rialzo, la capacità della banca di gestire i costi con forte attenzione e flessibilità, il massivo deleveraging realizzato, grazie al quale abbiamo raggiunto i livelli più bassi di sempre in termini di stock di crediti deteriorati e Npl ratio, rappresentano il volano per una ulteriore crescita, anche in un contesto di grande complessità come è quello di fronte a noi”. Nonostante la situazione attuale, ha aggiunto Messina, Intesa Sanpaolo “rimane ai vertici di settore nel 2022 per redditività: stimiamo infatti di superare i 4 miliardi in assenza di ulteriori criticità relative all’approvvigionamento energetico e delle materie prime. In caso di ipotesi molto conservativa di copertura al 40% delle esposizioni nei confronti di Russia e Ucraina stimiamo un risultato netto ben superiore a 3 miliardi”.

Riguardo a quanto sta accadendo nei territori in guerra, il manager romano ha spiegato: “Siamo tutti molto vicini alle colleghe e ai colleghi della Pravex Bank in Ucraina. Molti di loro sono ancora in territorio ucraino, ma una parte è stata da noi aiutata a trovare rifugio in Paesi confinanti, dove siamo presenti e in Italia. Ringrazio tutti i colleghi che hanno attivato delle iniziative di accoglienza: con il loro fondamentale contributo abbiamo accolto quasi 300 persone in fuga dall’Ucraina. In Italia abbiamo dato ospitalità a oltre 200 colleghi con le loro famiglie. Come Intesa Sanpaolo – ha aggiunto nella nota – abbiamo da subito attivato un’unità di crisi dedicata interamente alla valutazione delle nostre attività in Russia, decidendo l’immediata interruzione di tutti i nuovi finanziamenti nel Paese, in aggiunta alla stretta osservanza delle sanzioni sin qui imposte”.

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