Economia

Perché è necessario prorogare l’obbligo di e-fattura per il Tax free shopping

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fattura Tax Free Shopping in formato elettronico

Dal 1° settembre, scatta l’obbligo della fattura elettronica per gli acquisti sopra i 155 euro effettuati da chi non sia residente nell’Unione europea. Solo il 15% dei commercianti, però, è riuscito a migrare al sistema digitale


Dal primo settembre 2018 decorre, nel piano di realizzazione del sistema Otello 2.0, l’obbligo di fattura elettronica nell’ambito del tax free shopping, che permette agli acquirenti domiciliati e residenti fuori Ue di ottenere lo sgravio dell’Iva pagata sui beni acquistati. Il processo di digitalizzazione, però, è lungo e sono ancora tanti i negozianti che non si sono allineati con la normativa. Ed è per questo che negozianti e società che permettono il rimborso sperano che l’introduzione dell’obbligo venga rimandato.
E proprio di questo si discute oggi pomeriggio in Consiglio dei Ministri. Se la proroga non dovesse arrivare, i turisti internazionali rischiano di non poter fare acquisti in regime di tax free.

COS’E’ IL TAX FREE SHOPPING

Partiamo dall’inizio. Come si legge su Fisco Oggi, rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate, ad oggi la disciplina Iva prevede che “le cessioni a soggetti domiciliati o residenti fuori dell’Unione europea di beni per un importo complessivo (Iva inclusa) superiore a 155 euro destinati all’uso personale o familiare, da trasportare nei bagagli personali fuori del territorio doganale Ue, possono essere effettuate senza pagamento dell’imposta (articolo 38-quater, Dpr 633/1972)”. Nella pratica, i beni per uso personale dei cittadini extra Ue in Italia possono essere acquistati senza pagamento dell’Iva.

L’OBBLIGO DI FATTURAZIONE ELETTRONICA

La novità è che dal 1° settembre, scatta l’obbligo della fattura elettronica per gli acquisti sopra i 155 euro effettuati da chi non sia residente nell’Unione europea.
I requisiti per l’esenzione dell’Iva sono che il turista sia soggetto “privato” domiciliato (residente) in uno Stato extra UE: che l’acquisto, di cui va emessa fattura, deve essere di importo complessivo, comprensivo di IVA, superiore a  154,94 euro; che i beni acquistati devono essere destinati all’uso personale o familiare; che i beni devono essere trasportati fuori dall’UE entro il 3° mese successivo a quello dell’acquisto (e dovranno essere messi all’interno della valigia); l’uscita dei beni risulti dal visto apposto sulla fattura dalla Dogana di uscita; che la fattura vistata sia restituita al commerciante entro il 4° mese successivo a quello di effettuazione della cessione.

LA SITUAZIONE ITALIANA

In Italia, come accennato, sono in pochi che si sono già adeguati all’obbligo: sono numerose le piccole e medie realtà italiane le cui dimensioni e struttura organizzativa non consentono loro di effettuare il passaggio al digitale in pochi mesi. E attualmente, il numero degli esercenti riusciti a effettuare la migrazione al sistema digitale, accreditandosi sul portale doganale, rappresenti meno del 15% del totale.

NECESSARIA UNA PROROGA

I numeri così bassi, sottolineano la necessità di una proroga dei termini dell’entrata in vigore del c.d. sistema full digital (Otello 2.0) al primo gennaio 2019, come si legge in numerose lettere indirizzate dagli attori di settore al Ministro delle Politiche Agricole e del Turismo, Gian Marco Centinaio, e al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria e alla sottosegretaria al Mef, Laura Castelli. Nel caso la proroga non dovesse arrivare, si rischia di paralizzare le vendite tax free in Italia, bloccando interi settori e parte dell’economia italiana.

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