Economia

Tutte le capriole pandemiche di Confindustria su Stato e mercato

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calo spread

In Italia il presidente entrante di Confindustria, Bonomi, stronca gli interventi statalisti. In Europa il presidente uscente Boccia con gli industriali francesi e tedeschi incalza governi nazionali e istituzioni europee invocando “un sostegno pubblico sconosciuto in tempi normali”. Tutti i dettagli

“È richiesta una risposta adeguata da parte della politica. La situazione attuale richiederà un sostegno pubblico sconosciuto in tempi normali”.

“Dovranno essere adottate delle forti misure fiscali anti-cicliche a livello nazionale per supportare la ripresa”.

“In molti paesi, tali misure dovranno essere consistenti e dovranno funzionare sia attraverso il canale di riduzione della tassazione che attraverso una spesa pubblica maggiore ma mirata”.

“Nessuna impresa europea dovrà fallire o soffrire a causa di perdite permanenti per colpa di un supporto mancato da parte di un singolo paese”.

“Dovrà emergere in Europa una vera solidarietà fiscale attraverso risorse comuni da destinare ai paesi più fortemente colpiti”.

Chi l’ha detto? Sorpresa: i capi delle confindustrie di Italia, Francia e Germania.

Dunque in Italia la Confindustria del presidente designato Carlo Bonomi sbraita contro lo Stato imprenditore e tuona contro l’intervento dello Stato nelle imprese (ma le grandi aziende aderenti a Confindustria attraverso un’altra associazione, Assonime, propongono un fondo pubblico-privato per ricapitalizzare una fascia di medie imprese), però in Europa la stessa Confindustria con il presidente uscente Vincenzo Boccia firma un manifesto-appello con gli imprenditori tedeschi e francesi – riuniti nelle associazioni Bdi e Medef – incalza governi nazionali e istituzioni europee invocando “un sostegno pubblico sconosciuto in tempi normali”.

ECCO DI SEGUITO ALCUNI BRANI DEL MANIFESTO-APPELLO PUBBLICATO OGGI DAL SOLE 24 ORE:

Noi, i Presidenti delle tre maggiori Federazioni industriali dell’Unione europea e membri di BusinessEurope, siamo profondamente preoccupati per le conseguenze sociali, economiche e politiche della pandemia. La crisi portata dal Coronavirus è uno shock enorme, inaspettato e tragico per la vita pubblica, la salute, il benessere sociale e l’attività economica nei nostri Paesi.

Iniziata come una crisi simmetrica, la pandemia avrà delle ripercussioni economiche e sociali senza precedenti in maniera asimmetrica, colpendo maggiormente alcuni territori e settori industriali e mettendo a rischio il level-playing field dell’Ue. La produzione economica, l’occupazione e le finanze pubbliche corrono il rischio di vedere un enorme calo quest’anno e una lenta ripresa poi, fino a quando la situazione sanitaria non tornerà a essere nuovamente sotto controllo.

È richiesta una risposta adeguata da parte della politica. La situazione attuale richiederà un sostegno pubblico sconosciuto in tempi normali. In questo trimestre, i nostri governi devono passare da misure di liquidità e sociali di primo intervento a piani di uscita dall’emergenza e al sostegno fiscale.

Mettere in atto piani di uscita in varie fasi per i prossimi tre o cinque trimestri – in base alle migliori conoscenze per far fronte ai rischi sanitari della pandemia – è della massima importanza per consentire alle imprese e ai lavoratori di pianificare il ritorno a modelli più normali di attività.

Esortiamo i nostri governi e le istituzioni europee a fornire una risposta comune senza precedenti e ambiziosa a questo shock economico. Il Temporary Framework sugli aiuti di Stato dovrà essere fortemente rafforzato (per esempio estendendo la durata delle garanzie sui prestiti e la riduzione dei costi delle misure).

Dobbiamo far leva su tutti gli strumenti attualmente a nostra disposizione e su altri nuovi e più ambiziosi. Al di là del primo pacchetto di misure che ha utilizzato e rafforzato la capacità di prestito della Banca europea per gli investimenti, della Commissione europea e del Meccanismo europeo di stabilità, chiediamo una proposta coraggiosa per il prossimo Quadro finanziario pluriennale, la creazione di un Recovery Fund di dimensioni adeguate, che possa fornire un buon equilibrio di prestiti e sovvenzioni agli Stati membri, e la definizione di misure supplementari a livello europeo.

Dovranno essere adottate delle forti misure fiscali anti-cicliche a livello nazionale per supportare la ripresa. Siamo favorevoli a prevedere un insieme di politiche fiscali generali e settoriali specifiche, volte a sostenere la domanda interna nel momento in cui verranno rimosse le interruzioni sul lato dell’offerta. In molti paesi, tali misure dovranno essere consistenti e dovranno funzionare sia attraverso il canale di riduzione della tassazione che attraverso una spesa pubblica maggiore ma mirata. Un aiuto specifico per le persone più vulnerabili dovrebbe essere considerato data la gravità straordinaria della recessione economica.

Una forte risposta fiscale che dovrà essere solidale. Almeno fino al 2023, sarà necessario prevedere un forte stimolo fiscale a livello nazionale ed europeo, pari fino al cinque per cento del PIL all’anno nella maggior parte dei paesi.

Dovrà emergere una vera solidarietà fiscale attraverso risorse comuni da destinare ai paesi più fortemente colpiti.

Chiediamo di evitare ogni danno ai fondamentali economici e produttivi, limitando il più possibile ogni fallimento societario e risolvendo ogni conseguenza negativa come bilanci deteriorati o perdite in capitale umano. Nessuna impresa europea dovrà fallire o soffrire a causa di perdite permanenti per colpa di un supporto mancato da parte di un singolo paese; le istituzioni Ue devono assicurare un level-playing field in questo periodo straordinario. Inoltre, al fine di sostenere gli investimenti privati e di aumentare quelli pubblici, sarà indispensabile ricorrere a programmi di prestito rafforzati attraverso la Banca europea per gli investimenti, InvestEU ed altri programmi analoghi.

Bdi, Confindustria e Medef, anche all’interno di BusinessEurope, continueranno a lavorare insieme per contribuire alla definizione di misure e politiche a livello europeo e nazionale, per supportare la ripresa e per difendere la competitività delle nostre imprese a livello globale.

I firmatari sono rispettivamente i presidenti di Bdi, Confindustria e Medef

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