Economia

Ecco come Popolare Sondrio festeggia la mossa del governo M5S-Lega sullo slittamento della riforma Renzi-Boschi

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Trasformazione in spa? No grazie. E’ il messaggio implicito che è arrivato ieri dall’assemblea della Popolare di Sondrio che ha approvato il bilancio 2018.

Infatti, come hanno fatto comprendere i vertici della Popolare di Sondrio, sul merito alla trasformazione in Spa l’atteggiamento è di attesa: “Con la proroga al 2020 c’è un attimo di respiro in più – ha detto il consigliere delegato e direttore generale Mario Alberto Pedranzini – Vedremo cosa dirà la Corte di Giustizia”. “C’è da attendere l’evoluzione del quadro normativo”, gli ha fatto eco il presidente Francesco Venosta, che tuttavia saluta positivamente la scelta del Governo: “Penso che così si sia evitato di trovarsi in ottobre o novembre con incertezze importanti”.

I DOSSIER POPOLARE DI SONDRIO E POPOLARE DI BARI

Ma qual è lo scenario al momento? Sono due le banche popolari di grandi dimensioni che ancora non si sono trasformate in società per azioni sull’onda della controversa riforma Renzi-Boschi: una è Popolare di Bari, alle prese con un arduo percorso di ristrutturazione scrutato con apprensione dalla politica e seguito con attenzione dalla Banca d’Italia; l’altra è Popolare di Sondrio, che ha già respinto un tentativo dei fondi di andare verso la Spa. Ora si attende la decisione della Corte di giustizia europea e la banca con il cuore in Valtellina “è attrezzata per affrontare qualsiasi quadro giuridico”, ha detto il presidente Venosta, che ha salutato positivamente la scelta del Governo di rinviare dalla fine di quest’anno a fine 2020 il termine per adempiere alla trasformazione in società per azioni: “Penso che così si sia evitato di trovarsi in ottobre o novembre con incertezze importanti”, spiega Venosta durante l’assemblea.

I SOCI DELLA POPOLARE DI SONDRIO

Dal libro soci della Popolare di Sondrio emerge che gli unici due gruppi con oltre il 3% delle quote sono Amber al 5,2% e Ubs al 3,1%, ma tra il management del gruppo e i ‘piccoli’ soci continua a emergere la volontà di rimanere in questa forma giuridica.

I PARAMETRI DELLA POPOLARE DI SONDRIO

“Tutti gli effetti economici delle ispezioni Bce sui crediti deteriorati saranno contenuti nel bilancio 2018”, ha detto Pedranzini, consigliere delegato della banca popolare e “si è provveduto a recepire le rettifiche molto prudenziali sui crediti deteriorati. Ovviamente non ci sono problemi per la restituzione alle scadenze previste delle due tranche per un totale di 4,6 miliardi di Tltro della Banca centrale europea ai quali abbiamo attinto”, conclude il consigliere delegato, che non esclude ulteriori acquisizioni dopo quella di CariCento.

I NUMERI DELLA POPOLARE DI SONDRIO

Se si guardano i numeri, l’assemblea ha approvato il bilancio 2018 chiuso con un utile netto, a livello consolidato, di 110 milioni e con un dividendo di 0,05 euro per azione. Il calo dell’utile rispetto all’anno precedente, quando era stato di 159 milioni, ha risentito secondo la banca «dell’andamento negativo dei mercati» ed è stato «penalizzato dai 32,2 milioni dei contributi per la stabilizzazione del sistema bancario» mentre è stato «influenzato positivamente dal dividendo straordinario di Nexi». Alla fine del 2018 il capitale Cet1 dell’istituto era salito al 12,03% rispetto all’11,6% del 2017. «Tutti gli effetti economici delle ispezioni Bce sui crediti deteriorati saranno contenuti nel bilancio 2018», aggiunge Pedranzini e «si è provveduto a recepire le rettifiche molto prudenziali sui crediti deteriorati».

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