Economia

Alitalia, Popolare Sondrio, Popolare Bari e non solo. Che cosa prevede il decreto Crescita (il testo completo)

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Ecco il testo completo del decreto Crescita con le principali misure che riguardano fra l’altro il debito di Roma, Alitalia, Popolare di Bari e Popolare di Sondrio

 

Sconti fiscali per le imprese, incentivi al settore immobiliare, tutela del made in Italy, ma anche Alitalia, banche popolari, nuovi finanziamenti ai Comuni. A 20 giorni dalla prima approvazione salvo intese lo scorso 4 aprile, il decreto crescita vede finalmente la luce con risorse pari a quasi 2 miliardi in tre anni.

Ecco i dettagli sulle misure principali del decreto Crescita.

SALVA ROMA

Il tentativo di trovare una soluzione al debito monstre della capitale è stato sacrificato sull’altare della sopravvivenza del governo e privato della sua stessa motivazione. L’articolo è stato drasticamente sfrondato, non permettendo più al Mef di assumersi direttamente la gestione delle obbligazioni (con la possibilità di rinegoziarle alleggerendo in questo modo il Comune), ma lasciando comunque in carico allo Stato l’erogazione delle risorse necessarie per ripagare il debito. Secondo i 5S, la norma potrebbe comunque essere reintegrata nell’iter di conversione parlamentare.

UN ANNO IN PIU’ PER POPOLARE BARI E POPOLARE SONDRIO

Arriva la proroga al 2020 del termine previsto per la trasformazione in Spa delle banche popolari (rispetto alla precedente scadenza di fine 2019). La nuova scadenza riguarda di fatto la Popolare di Bari e la Popolare di Sondrio. (qui l’approfondimento di Start Magazine sulle due banche)

INGRESSO PUBBLICO IN ALITALIA

Il comunicato di Palazzo Chigi parla di norme che “definiscono le modalità di ingresso del Ministero dell’economia e delle finanze nel capitale sociale della newco Nuova Alitalia”, mentre a Via XX Settembre si evidenzia la “predisposizione” del quadro necessario ad un ingresso solo “eventuale”. La partecipazione dello Stato è autorizzata nel limite dell’importo maturato a titolo di interessi sul prestito pubblico di 900 milioni concesso alla società dallo Stato. (qui l’approfondimento di Start Magazine su Alitalia)

IRES, IMU, SUPERAMMORTAMENTO

Accordo pieno invece sulle altre misure, molte rispolverate dal passato, destinate a dare una spinta alla crescita per raggiungere quest’anno almeno il +0,2% stimato nel Def. Torna il superammortamento al 130% sui beni strumentali, scompare la mini-Ires al 15% sostituita da un taglio progressivo dell’aliquota sugli utili reinvestiti. Nel 2022 si arriverà al 20,5% dall’attuale 24%. La deducibilità dell’Imu sui capannoni passa quest’anno dal 40% al 50% per arrivare al 70% nel 2022.

DA SISMA BONUS A PRIMA CASA, SPINTA A IMMOBILI

Lo sconto fiscale al 75% o all’85% per la messa in sicurezza antisismica viene estesa dalla zona 1 alle zone 2 e 3 di rischio sismico. Le imposte di registro, ipotecaria e catastale saranno fisse a 200 euro ciascuna per i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione che, entro i successivi dieci anni, provvedano alla loro demolizione e ricostruzione, anche con variazione volumetrica. Viene rifinanziato con 100 milioni il Fondo di garanzia per la prima casa che concede garanzie fino al 50% della quota capitale di mutui ipotecari non superiori a 250.000 euro.

SCUDO AL MADE IN ITALY

La norma ‘Pernigotti’, come l’ha ribattezzata Luigi Di Maio, istituisce il ‘marchio storico di interesse nazionale’ e il relativo Fondo di tutela, con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro nel 2020.

ECCO IL TESTO COMPLETO DEL DL CRESCITA

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