Nuove perquisizioni questa mattina a Roma nell’ambito di un’inchiesta per corruzione, sviluppo del filone investigativo su Sogei, controllata dal Tesoro, emerso nell’ottobre 2024.
Al centro della nuova indagine della Procura di Roma, un sistema articolato di presunti appalti pilotati per orientare forniture informatiche che coinvolgerebbe grandi aziende e istituzioni strategiche, tra cui ministero della Difesa, Terna, Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) e il Polo Strategico Nazionale (Psn), quest’ultima la società partecipata da Tim, Leonardo, Cassa Depositi e Prestiti (Cdp, tramite la controllata Cdp Equity) e Sogei.
Al momento risultano 26 gli indagati e fra le persone perquisite figurano “anche generali della Difesa, dirigenti di imprese pubbliche e imprenditori” riporta l’Ansa.
È questo il quadro che emerge dalle carte dell’indagine coordinata dai magistrati Giuseppe De Falco, Giuseppe Cascini, Lorenzo Del Giudice e Gianfranco Ga, che ipotizza a vario titolo reati di corruzione, traffico di influenze illecite, turbata libertà degli incanti e riciclaggio.
Secondo quanto apprende Repubblica dagli atti dell’inchiesta – in cui non risulta indagato – compare anche il nome di Giorgio Mulè, ex sottosegretario alla Difesa e oggi vicepresidente della Camera.
Immediata la reazione del dicastero retto dal ministro Guido Crosetto che “ha assicurato pieno supporto e massima collaborazione sin dall’avvio delle attività investigative iniziate negli anni precedenti”.
A quanto apprende SkyTg24, le indagini che hanno portato alle perquisizioni odierne sono partite da una segnalazione tramite esposto dello stesso ministero della Difesa, che aveva ravvisato situazioni sospette.
Tutti i dettagli.
LA NUOVA INDAGINE, FILONE DELL’INCHIESTA SOGEI
Stamani la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni su tutto il territorio nazionale nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Roma, sviluppo delle indagini precedentemente avviate su Sogei, la società del ministero dell’Economia per i servizi informatici, al centro della maxi inchiesta per corruzione della Procura di Roma che nell’ottobre 2024 ha portato all’arresto dell’ex dg di Sogei, Paolino Iorio e dell’imprenditore Massimo Rossi.
Iorio ha patteggiato una condanna a tre anni dopo l‘arresto in flagranza per corruzione il 15 ottobre 2024 mentre intascava una mazzetta da 15mila euro da Massimo Rossi, ex legale rappresentante di Itd Solutions, la società controllata da Digital Value. Nella vicenda risultava indagato anche il capitano della Marina, Antonio Angelo Masala, che risulta indagato anche nel nuovo filone di indagine, secondo il Sole 24 Ore.
Pertanto risultano circa 15 persone indagate, portando a 26 il numero totale dei coinvolti a partire dall’inchiesta su Sogei.
LE AZIENDE COINVOLTE NELLA NUOVA INCHIESTA
In base a quanto riporta oggi Repubblica, fulcro della nuova indagine della Procura di Roma “è l’imprenditore Francesco Dattola, ritenuto dagli inquirenti amministratore di fatto della NSR s.r.l., affiancato – tra gli altri – da Stefano Tronelli, titolare della Tron Group Holding s.r.l., e dall’intermediario Spalletta. Secondo l’impostazione accusatoria, il gruppo avrebbe costruito un sistema capace di generare liquidità in nero attraverso fatture per operazioni inesistenti e successive operazioni di riciclaggio, trasformando i bonifici in denaro contante da destinare a pagamenti corruttivi”.
UN GIRO DI FATTURE FALSE
Secondo l’ipotesi accusatoria, il sistema si basava sull’emissione di fatture fittizie emesse dalle società riconducibili a Tronelli nei confronti della NSR per operazioni inesistenti finalizzate a generare liquidità in contanti, anche attraverso il riciclaggio in beni di lusso come orologi di valore. Secondo gli investigatori, i proventi di queste operazioni servivano ad alimentare rapporti corruttivi e favorire le aziende del gruppo.
CORRUZIONE E APPALTI ILLECITI
In base agli atti della procura, emerge che “il gruppo sarebbe stato in grado di incidere sulle procedure di selezione, anche attraverso la conoscenza anticipata dei capitolati o la loro modifica” riporta Repubblica.
“Le indagini ipotizzano interferenze nella stesura dei capitolati di gara e l’acquisizione di informazioni riservate per favorire specifiche aziende in commesse milionarie, come nel caso di una gara da 400 milioni di euro relativa a RFI”, riferisce il Fatto Quotidiano. Oppure riguardo alle commesse verso Terna spa, dove si ipotizza un’interferenza sugli uffici acquisti, segnala sempre Repubblica.
I RAPPORTI CON LE AZIENDE
Nel sistema compaiono anche rapporti con grandi player industriali.
Come nel caso di Red Hat, visto che il country manager per l’Italia Rodolfo Falcone risulta accusato di aver favorito le società di Dattola presso clienti istituzionali in cambio di utilità economiche. Le forniture avrebbero riguardato, tra gli altri, Tim spa, con un volume di acquisti per milioni di euro tramite il distributore Esprinet, segnala ancora Repubblica.
Il coinvolgimento di dirigenti di imprese pubbliche e di grandi profili industriali completa il quadro di un sistema che si riterrebbe capace di condizionare settori strategici dell’economia nazionale.
IL COINVOLGIMENTO DEL MINISTERO DELLA DIFESA
Particolarmente delicato il capitolo relativo al Ministero della Difesa.
Secondo quanto scrive oggi Repubblica, dall’inchiesta trapelano anche ufficiali di alto livello, tra cui il generale Francesco Modesto, con il quale – secondo l’accusa – Francesco Dattola avrebbe collaborato già nella fase di definizione dei requisiti tecnici, prima dell’avvio formale delle procedure. In tale contesto, Antonio Spalletta avrebbe svolto un ruolo di facilitatore, muovendosi tra ambienti istituzionali per favorire contatti e decisioni.
Come già detto, Repubblica cita anche il nome del vicepresidente della Camera in quota Forza Italia Giorgio Mulè, ex sottosegretario alla Difesa. “Il faccendiere-imprenditore Antonio Spalletta sarebbe intervenuto “attraverso il (reale o millantato) intervento di un esponente politico (Mulè, ndr)” per favorire la promozione di Pier Francesco Coppola a generale dell’Aeronautica, destinato a guidare la sezione sistemi meteorologici del IV Reparto. Secondo l’ipotesi investigativa, in questo ruolo Coppola avrebbe potuto rappresentare un punto di riferimento strategico, consentendo a Spalletta di ottenere vantaggi e tentare di aggiudicarsi appalti” riferisce il quotidiano.
LA POSIZIONE DEL DICASTERO RETTO DA CROSETTO
Pieno supporto alle autorità giudiziarie da parte della Difesa.
“In merito alle perquisizioni condotte dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’indagine della Procura della Repubblica di Roma, il Ministero della Difesa haassicurato pieno supporto e massima collaborazione sin dall’avvio delle attività investigative iniziate negli anni precedenti” si legge nella nota diffusa dal dicastero retto dal ministro Crosetto.
“Eventuali responsabilità accertate saranno perseguite con la massima severità, nel rispetto della legge e delle prerogative dell’Autorità giudiziaria” conclude la nota del ministero della Difesa.







