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Deutsche Bank

Deutsche Bank dopo Credit Suisse?

Che cosa sta succedendo a Deutsche Bank. Fatti, numeri e timori. L'articolo di Fernando Soto.

 

Bufera borsistica e mediatica su Deutsche Bank: sarà l’istituto tedesco a dover essere salvato in Europa dopo il Credit Suisse. È la domanda che a mezza bocca circola tra gli analisti finanziari in Europa.

Ecco fatti, numeri e timori.

COSA È SUCCESSO A DEUTSCHE BANK

Deutsche Bank in caduta alla Borsa di Francoforte, mentre i credit default swap della banca schizzano verso l’alto, in un mercato che torna a concentrarsi sulle preoccupazioni per lo stato di salute del settore, puntando i riflettori in particolare sulla principale banca tedesca. Il titolo Deutsche Bank accusa – alle ore 12 del 24 marzo – una flessione del 13% a 8,11 euro, registrando l’andamento peggiore dell’intero indice Stoxx Europe 600. Nel mese di marzo la quotazione della banca è calata di quasi il 32%. Alla fine il titolo ha chiuso con un meno 8,6%.

I credit default swap a cinque anni di Deutsche Bank, ovvero i derivati che danno la possibilità di coprirsi da un’eventuale insolvenza sul debito obbligazionario, sono saliti a 198 punti base nella mattinata – livelli record, secondo gli operatori – dopo avere chiuso a 141 pb ieri, sottolinea l’agenzia Radiocor.

L’ANNUNCIO DEL RIACQUISTO DEL BOND

A rinfocolare i timori sull’istituto tedesco – dopo il salvataggio di Credit Suisse da parte di Ubs che sta destando perplessità nelle istituzioni europee – è arrivata la notizia che Deutsche Bank prevede di riacquistare un consistente importo di debito subordinato prima della scadenza.

L’annuncio è stato dato mentre alla Borsa di Francoforte il titolo della banca tedesca accelera al ribasso e poco dopo le 12 accusa una flessione del 14,4% a 7,98 euro. I titoli interessati dal rimborso, i cosiddetti Fixed to Fixed Reset Rate Subordinated Tier 2 Notes, con scadenza nel 2028 hanno un volume di 1,5 miliardi di dollari, come ha reso noto la banca.

Il rimborso è fissato al 24 maggio e avverrà al 100% del valore nominale, con gli interessi maturati. L’operazione ha colto di sorpresa gli operatori e ha fatto risalire il valore delle notes, che era sceso fino a 90 cents per dollaro dopo la decisione di Credit Suisse di azzerare i bond At1, dai precedenti 98 cent e negli ultimi giorni era attorno a 94 cent.

Deutsche Bank ha precisato di avere ricevuto tutte le necessarie approvazioni normative. I titoli sono quotati alla Borsa di New York con il simbolo ‘DB /28’. Nella gerarchia del debito, le notes Tier 2 sono debito subordinato che è al di sotto dei senior bond, ma al di sopra degli ‘Additional Tier 1’ , saliti loro malgrado alla ribalta dopo la decisione del Credit Suisse di annullarne il valore, nell’ambito del salvataggio da parte di Ubs.

UN NUOVO PANIC SELLING

Insomma, è di nuovo panic selling, sottolinea Milano Finanza: tutte le banche europee sono sotto una pioggia di vendite (-2,2% lo Stoxx settoriale europeo), ma Deutsche Bank – come detto – affonda di più alla Borsa di Francoforte (-13,78% a 8,04 euro, per poi chiudere con un meno 8,6%), trascinandosi dietro la rivale Commerzbank (-8,3%), dopo che già alla vigilia aveva perso il 3% circa del suo valore, mentre balzano i credit default swap legati all’istituto tedesco: a 189,7 punti base dai 142 di ieri, 23 marzo. Secondo Refinitiv si tratta del maggior aumento giornaliero dei Cds di Deutsche Bank mai registrato.

Di riflesso, vanno al tappeto anche alcune obbligazioni di Deutsche Bank. Gli Additional Tier-1 7,5% denominati in dollari vedono il rendimento balzare al 22,87%, il doppio rispetto a due settimane fa, secondo i dati Tradeweb.

COSA FANNO LE ALTRE BANCHE TEDESCHE

A pesare sul sentiment generale del comparto bancario europeo anche l’annuncio di due banche tedesche – Deutsche Pfandbriefbank e Aareal Bank – che rinunciano al rimborso delle loro obbligazioni AT1.

Gli stessi bond che Credit Suisse ha dovuto svalutare per 17 miliardi di dollari nell’ambito del matrimonio riparatore con Ubs. Senza dimenticare il peso della la notizia che Credit Suisse (-8% a Zurigo) e Ubs (-7,63%) sarebbero sotto esame nell’ambito di un’indagine del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per verificare se abbiano aiutato gli oligarchi russi a eludere le sanzioni europee.

IL NODO DEI BOND AT1

I bond «Additional Tier 1» sono strumenti ibridi, che consentono alle banche di rafforzare il patrimonio senza emettere vere e proprie azioni. Ma da quando Credit Suisse ha azzerato i suoi «AT1» senza azzerare le azioni (decisione senza precedenti) il mercato è andato nel panico. E non sono bastate le rassicurazioni della Bce che ha ribadito che mai in Europa potrebbe avvenire qualcosa del genere: gli addetti ai lavori si stanno preoccupando e il mercato degli «At1» si è chiuso. Per questo la Deutsche Pfandbriefbank e Aareal Bank -ha scritto oggi il Sole 24 ore – hanno deciso di non rimborsare i titoli che avevano l’opzione «call» in arrivo: hanno preferito fare uno sgambetto agli investitori (con tutte le conseguenze reputazionali del caso) e pagare tassi più alti, piuttosto che restare senza oppure emetterne di nuovi a tassi proibitivi. Così un mercato nato per rafforzare le banche (che paradossalmente servirebbe proprio in momenti di turbolenza) si chiude.

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