Economia

Così Bagnai (Lega) sfruculia la Bce in Parlamento (e stronca un candidato al vertice Consob)

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Critiche ai trattati europei e alla regole sulla finanza pubblica dei Paesi Ue. Difesa della manovra del governo, seppure ritoccata per evitare la procedura d’infrazione europea. Stilettate alla Bce. E un siluro a un candidato al vertice della Consob.

E’ stato denso di aspetti l’intervento in Senato giorni fa di Alberto Bagnai, presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, oltre che mente economica della Lega, sulla legge di bilancio. Ecco tutti i dettagli.

LE CRITICHE DI BAGNAI ALLA BCE

Bagnai ha tra l’altro sollevato critiche nei confronti della Vigilanza della Bce; “È stato molto interessante ieri sentire qualcuno citare Blackrock, che sconsiglia agli investitori di comprare Btp. Il Sole 24 Ore pochi giorni fa ci informava che questa società di consulenza è stata la capofila fra le società che hanno gestito, a botte di decine di milioni, gli stress test sulle banche europee. Cioè l’autorità di vigilanza unica attribuisce a delle società private in evidente conflitto di interessi (perché è chiaro, se tu vai a dire quanto vale una banca e poi tratti i titoli di quella banca, è chiaro che qualche cosa può andare storto). Ecco, a queste società viene attribuito il compito di garantire il merito di credito dei nostri istituti”. “Che una moneta unica implicasse una vigilanza unica doveva essere chiaro fin dall’inizio. Non si doveva correre ai ripari con dei consulenti che hanno fatto quello che hanno potuto, per carità”, ha aggiunto l’economista.

IL SILURO A MASCIANDARO SULLA CONSOB

Bagnai, parlando della Bce, ha anche lanciato una stilettata verso quello che, secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, sarebbe un candidato al vertice della Consob ora senza presidente: “Questa è la Bce, l’istituzione che pochi giorni fa un autorevole economista, Donato Masciandaro, definiva il faro nelle nebbie. Un faro talmente efficiente che non riesce neanche a seguire la rotta che lui stesso indica. Perché noi l’inflazione al 2%, che ci avrebbe aiutato ad alleviare il nostro peso non l’abbiamo vista; abbiamo la deflazione, e ancora si dispera di poter raggiungere quell’obiettivo”.

LA PARTITA APERTA AI VERTICI CONSOB

L’economista bocconiano Masciandaro, uno dei massimi esperti in Italia di politiche monetarie e dei compiti delle banche centrali, è secondo alcuni giornali tra gli esperti (come Magda Bianco della Banca d’Italia) che sono in corsa per la nomina a presidente della Consob dopo l’uscita di Mario Nava dopo un forcing concentrico di M5s e Lega. Mentre il Movimento 5 Stelle punta a nominare l’interno Consob Marcello Minenna. Quindi le parole di Bagnai, esponente di spicco del partito guidato da Matteo Salvini sono significative.

LE STOCCATE A BRUXELLES

Nell’intervento al Senato, Bagnai ha anche lanciato stoccate alla Commissione europea, difendendo l’operato del governo sulla manovra: “È chiaro che si sarebbe potuto ottenere di più, tuttavia ciò che è accaduto ha messo in evidenza l’assurdità delle regole europee, in particolare il loro carattere prociclico. Ci è stato detto che le nostre previsioni di crescita erano sbagliate, che avremmo dovuto fare proiezioni più realistiche, ma la verità è diversa. Purtroppo l’Europa si basa su meccanismi opachi, dunque è stato necessario rivedere al ribasso la stima della crescita per provare una condizione di necessità, il cosiddetto output gap, senza il quale l’Europa non ci avrebbe magnanimamente concesso di disporre di più risorse per rianimare il paese. Purtroppo il problema è che se ti chiedono di diminuire la crescita, le risorse sono in quota di quella crescita e quindi l’Europa ti costringe sempre a fare uno sforzo inferiore di quello che sarebbe necessario. Questi sono i miracoli dei saldi strutturali».

LE ASSURDE REGOLE CONTABILI

Bagnai ha aggiunto che, rispetto alle attuali regole contabili, «sarebbe stato meglio tenersi la regola del 3% sul saldo nominale, che aveva due vantaggi: essere trasparente e verificabile. Qui invece stiamo parlando di previsioni, di ipotesi, di stime, e su questo stiamo ipotecando il futuro del paese».

I CONFLITTI FRANCO-TEDESCHI

Una regola, quella del 3% del rapporto fra saldo di bilancio nominale e pil nominale, che la Francia avrebbe violato 13 volte, rischiando a sua volta la procedura di infrazione, ha rimarcato l’economista della Lega. E secondo Bagnai, l’Italia avrebbe potuto approfittare dei «conflitti che stanno emergendo in seno all’Europa». «È forse l’unica argomentazione che avrei accettato dall’opposizione – ha argomentato il senatore del Carroccio e presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato – Dato che i conflitti stavano per emergere, forse questo avrebbe consigliato un atteggiamento più prudente. Aspettare che altri, in questa meravigliosa famiglia europea, si combattessero fra loro, senza che avessero pretesti per attribuire a noi delle criticità che da noi non dipendono».

 

IL GIUDIZIO DI ALBERTO BAGNAI SU REGOLE EUROPEE E INTERVENTO DI BRUXELLES SULLA MANOVRA ITALIANA

COME BAGNAI STRAPAZZA BANCA D’ITALIA E BCE SULLA VIGILANZA DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO

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